“so io cosa ti serve per crescere”

Oggi una delle difficoltà maggiori, da parte soprattutto delle mamme, è identificabile nel non riuscire a lasciar vivere ai propri figli esperienze nuove, ricche di messaggi educativi e diretti. Dire  “ so io cosa ti serve per crescere” può essere opportuno ma, in realtà, può non permettere ai figli di lasciar libere le loro emozioni per strutturare le famose “mappe cognitive ed emotive” necessarie per orientarsi nel mondo. Se non si facilita nei nostri figli l’esperienza diretta della realtà circostante, essi non sapranno riconoscere le loro emozioni, non sapranno avvalersi del loro spirito di iniziativa, della loro ingegnosità e creatività. Un figlio che non ha mai avuto l’opportunità di scegliere cosa indossare, di decidere a cosa giocare, di costruire un gioco senza i consigli dell’adulto, di sudare senza avere paura di ammalarsi, di apparecchiare una tavola in autonomia o comprarsi un gelato chiedendolo direttamente alla gelataia, e non attraverso le parole di qualcun altro, come può riconoscere le proprie emozioni e quindi orientarsi nel mondo? Siamo portati a provvedere nell’immediato al soddisfacimento dei bisogni dei nostri figli, ma siamo certi di sapere davvero di cosa hanno bisogno? Forse hanno bisogno di essere lasciati tranquilli, di essere incoraggiati a “fare da soli”, senza dover sempre contare sull’intervento ( a volte inopportuno?) di chi è più grande. A volte, “ i mal di pancia possono essere dovuti ad una specifica malattia, che si chiama ‘frappé di emozionì” per dirla con una frase del Dr. Pellai (Specialista in Educazione alla salute e prevenzione in età evolutiva). Di cosa si tratta? Paura, sorpresa, freddo, caldo, bello, brutto, allegria, tristezza, rabbia, felicità: tutte le emozioni si mescolano dentro di noi e non abbiamo l’opportunità di distinguerle e riconoscerle, dal momento che non abbiamo avuto modo di sperimentarle. Ma il rimedio giusto esiste: lasciare liberi i nostri figli di ascoltarsi e di esprimersi. Vi suggerisco un bellissimo libro in proposito, da leggere con i vostri bambini e ragazzi: “Una calamita di mamma” di A. Pellai, Edizioni Erickson. (Marcella Ciapetti, pedagogista clinica)