Diastasi dei retti addominali

Dopo tre gravidanze solo ora (a quasi 12 anni di distanza) ho finalmente affrontato il discorso diastasi addominale. Non che non sapessi che i muscoli retti si allontanano in gravidanza, è normale, devono fare spazio alla pancia che si allarga, all’utero che diventa molto più grande. Ma può capitare, e capita spesso, che dopo il parto passati i primi 6 mesi/un anno questi muscoli non ritornino uniti come prima. La linea alba, che è quella linea di fibre bianche in mezzo alla pancia, si assottiglia, ma anche questa poi dovrebbe tornare come prima (per intenderci è quella linea che in molte donne in gravidanza diventa scura, a me è capitato tutte e tre le volte e l’ultima volta ci ha messo molto più tempo a sbiadire. Succede per le variazioni ormonali in gravidanza).

Dopo il parto qualcuno vi ha mai parlato di diastasi addominale?

Dopo il parto qualcuno vi ha mai detto di fare presto degli esercizi di riabilitazione controllati e suggerito con chi farli?

Dove finisce l’attenzione che viene rivolta alla mamma incinta una volta che nasce il bambino?

È vero che il bimbo che nasce ha precedenza su tutto e che il parto è un evento naturale che succede da millenni (frase che sento ripetere spesso) ma è anche vero che la vita è cambiata molto negli ultimi anni, si sta molto più seduti, si deve tornare a lavorare prima, si hanno meno aiuti in casa, si ha meno famiglia allargata pronta ad accudire la mamma nel post parto (come succede tutt’ora in India per esempio e le donne non possono uscire di casa nei primi 4o gg, Un po’ esagerato magari ma è con lo scopo di farsi aiutare e riprendersi bene dal parto), e quindi spesso si trascurano certi disturbi o comunque se ne hanno di più specialmente dopo i cesarei che parti naturali certo non sono. Il trauma che subisce la nostra pancia è decisamente peggiore.

Comunque a me nessuno ha mai controllato la mia pancia e lo stato dei miei muscoli. Mi sono trascurata molto dopo la prima gravidanza per mancanza di tempo, pochissimo sport, poca ripresa (eppure ho sempre fatto tanto sport in vita mia e ho sempre avuto un corpo snello e atletico), dopo la seconda è andata meglio anche se mi sono strascicata un dolore al fianco destro dovuto probabilmente la mio bambino che si è girato nella pancia tante volte verso la fine, ed essendo traverso per un po’ ho rischiato il cesareo. L’ultima gravidanza è stata la peggiore, un cesareo d’urgenza e senza aiuti, ho sempre avuto la sensazione che la mia pancia fosse cambiata ma nessuno di nuovo mi ha mai controllato lo stato dei miei muscoli che tra l’altro con un cesareo sono molto più sollecitati rispetto a un parto naturale (li spostano durante l’operazione). Poi ho iniziato un po’ a chiedere io perchè li sentivo deboli ma tutti mi dicevano che non era molta la separazione e che era normale dopo 3 pancione giganti.

Con un’ecografia muscolare fatta in Italia ho scoperto di avere una diastasi con apertura massima sull’ombelico di quasi 5 cm, non poco. E così ho cercato di informarmi e ho trovato due gruppi Facebook su questo argomento (non so perchè due, questo non l’ho ancora capito).

Uno è questo (Diastasi Italia Official Group) e l’altro è questo (Associazione Diastasi Donna_GRUPPO_Unite per il Servizio Sanitario). Questo secondo gruppo è stato creato specificamente per portare avanti la battaglia con il Servizio Sanitario Nazionale per far passare l’operazione appunto gratis per chi ne ha bisogno. Ogni ospedale ha criteri precisi per accettare le donne con diastasi, di solito ernie o larghe diastasi danno un accesso più veloce. Invece nel primo gruppo si parla liberamente anche di interventi in regime privato e quindi troverete tanti nomi di chirurghi che operano anche a pagamento nella varie regioni.

Ho scoperto un mondo. Intanto sono tantissime le mamme con questi problemi e ti consoli a non essere l’unica ad avere tanti disturbi e dolori relativi. Le donne nel gruppo sono molto carine e disponibili, ci sono tantissime riposte (ahimè come un tempo su WhyMum quando non esistevano i gruppi Facebook 😉 ). Le informazioni che si trovano sono molto accurate, e le fondatrici sono in contatto anche con i chirurghi di tutta Italia. Vi invito a iscrivervi se anche voi avete questo problema. Ci sono anche i video di autovalutazione per capire se avete diastasi o meno. Ricordatevi che nel primo anno dal parto è normale che ci sia. Un gruppo affiliato Diastasi&Fitness aiuta anche a capire che allenamento fare.

In questo viaggio ho capito questo:

  • Diastasi sopra i 5 cm in Italia hanno l’operazione passata dal Servizio Sanitario Nazionale. (wow, altro che america). Certo ci sono liste d’attese lunghe perchè danno sempre la precedenza ai casi più gravi. Se ci sono ernie si sale nella lista.
  • Spesso associata alla diastasi ci sono ernie, ombelicali o laparocele o altro.
  • La diastasi dà gonfiore di pancia immotivato che non sia aveva prima (io sempre avuta pancia piatta e da 4 anni mi gonfio un sacco, oltretutto dopo il cesareo la pancia è scesa molto lentamente).
  • La diastasi può anche dare disturbi di intestino o stomaco o altri dolori articolari o muscolari (gli organi non sono ben protetti e contenuti nella pancia e quindi non funzionano al massimo come prima).
  • Spesso si hanno anche problemi di incontinenza, ma questo è anche legato alla debolezza del pavimento pelvico (bisognerebbe lavorare anche su questo fin da subito).
  • Una distasti fino a 2cm è fisiologica specialmente dopo tanti parti. Dopo diventa da operare, cioè non può guarire da sola nemmeno con gli esercizi. Gli esercizi sono comunque molto utili per rinforzare la parete addominale anche in vista di un intervento come è anche utile curare l’alimentazione per ridurre i gonfiori e anche non diventare sovrappeso. Bisogna fare addominali ipopressivi e tutti gli allenamenti che non stressano gli addominali (tipo da evitare sono i crunch, quelli fanno malissimo, peggiorano perfino la diastasi). questi stessi esercizi per chi è nel post parto e non ha distasi importanti servono invece per recuperare prima la chiusura dei retti ed evitare di arrivare al punto di dover farsi operare.
  • L’operazione è di vari tipi: addominoplastica completa, mini addominoplastica, per via laparoscopia e per via endoscopica. Molte di queste vengono fatte dal chirurgo plastico, non generale. Ma l’ernia e la chiusura dei retti semplice viene fatta anche dal chirurgo generale. Quando si fa l’addominoplastica tutta la pelle in eccesso viene tolta, per questo è proprio un intervento plastico con anche la parte estetica. I risultati dalle foto nel gruppo sono eccellenti. Ma è un’operazione molto invasiva, lunga e con un lungo recupero. Varia da persona a persona ma per uscirne completamente ci vuole perfino un annetto. Con l’endoscopia il recupero è più veloce e vengono chiusi solo i retti.

Io sarei da operare ma dato che nel frattempo mi sono strappata retto e obliquo devo prima recuperare bene quindi me l’hanno sconsigliato (e comunque me li sono strappati facendo una cosa stupida perchè tutta la parete addominale è indebolita dalla diastasi). È proprio un grosso intervento ma ho letto di donne felicissime di aver recuperato la loro pancia anche dal punto di vista estetico (il gonfiore da diastasi è proprio problematico e dà fastidio vedersi così).

Sono gruppi da 15000 utenti, quante donne vivono questo disagio e comunque continuano a lavorare, gestire i figli etc. e nessuno le capisce. Credo sia anche grazie a questi gruppi che l’SSN ha reso l’operazione gratis sopra i 5 cm considerandola una vera e propria malattia, e lo è.

Un monito per le neo mamme e i ginecologi:

  • Chiedere sempre di controllare la situazione della diastasi dei retti
  • Capire bene se usare la pancera o meno dopo il parto, soprattutto cesareo (a me consigliato malissimo, o meglio proprio non mi hanno detto nulla).
  • fare da subito esercizi per il pavimento pelvico con fisioterapista esperta del problema e anche dopo le sei settimane iniziare con gli esercizi addominali sempre seguiti da esperti.

In questi gruppi ho conosciuto una bravissima fisioterapista/osteopata di Roma e un’altra dottoressa in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, Quest’ultima, Valentina Vandelli, mi ha dato i suoi riferimenti nel caso foste di Ferrara. Comunque sul gruppo ci sono i nomi di vari fisioterapisti in ogni regione d’Italia.

Spero che questo post vi sia stato utile! Forze donne e mamme, l’unione fa la forza!