La nuvola protettrice

Sara era una bimba di 5 anni con lunghi capelli neri e lisci. Aveva un grande amico, il suo gatto. Si chiamava Dodi ed era tutto grigio con una macchietta bianca sotto il mento. Era un Certosino dal carattere forte e possessivo. Infatti la seguiva ovunque e dormiva sempre ai piedi del suo letto. Un giorno Sara e Dodi stavano giocando nel giardino di casa. Sara adorava saltare la corda, trascorreva così interi pomeriggi. Quel giorno cadde e si ritrovò a pancia all’aria nell’erba. E così si mise ad osservare il cielo blu e limpido. A un certo punto però vide una nuvoletta, sola in mezzo a quella distesa di azzurro. Le sembrò una cosa strana, una nuvola sola soletta nel cielo, ma pensò che forse era anche una cosa possibile, per cui si rialzò da terra e ricominciò il suo gioco preferito. Il giorno dopo si alzò alle sette come al solito e si preparò per andare a scuola. Fuori dalla porta Dodi era lì ad aspettarla per salutarla, come ogni giorno. Lei e la mamma entrarono in macchina, in direzione della scuola. Mentre ascoltava la musica Sara girò lo sguardo fuori dal finestrino e ancora notò una piccola nuvola bianca nel cielo. Era l’unica anche quel giorno perchè il cielo era tutto blu. A un certo punto le sembrò di scorgere un sorriso, la nuvola le aveva sorriso? Non si capacitava della cosa. Durante l’intervallo a scuola, Sara era in giardino a giocare con la sua amica Anna. A un certo punto arrivò Letizia, la bambina di quinta che tutti temevano. Aveva sempre in mente qualcosa di cattivo, e faceva solo dispetti. Anche quel giorno arrivò con la sua aria presuntuosa e disse con un ghigno malefico: “Sabato faccio una grande festa a casa mia, mi spiace di non potervi invitare”. In quell’istante uno scroscio di pioggia cadde dal cielo, ma solo su di lei. “Aiuto, cosa succede? Piove improvvisamente?”.  Sara guardò in alto e riconobbe la nuvola bianca che da qualche giorno la seguiva nel cielo. Era stupefatta. Ma era lì per aiutare lei? Non ci poteva credere. Letizia, tutta bagnata, diventò rossa in viso, stava per esplodere dalla rabbia. Le sue due amiche stavolta però a stento riuscirono a trattenere il sorriso. Tutti i bambini in giardino si misero a ridere a crepapelle. Sara guardò ancora verso il cielo e la nuvola stavolta le fece l’occhiolino e poi se ne andò. Quel pomeriggio, Sara nel suo giardino di casa decise di sdraiarsi sul prato e aspettare la sua amica nuvola. E a un certo punto arrivò. Sara le disse:
“Ciao nuvoletta, come ti chiami?”,
“Mi chiamo Bianca”, disse lei.
“Come mai oggi mi hai aiutato?”, domandò Sara.
“Perchè questo è il mio ruolo, vado in giro per il mondo ad aiutare i bambini buoni a difendersi da quelli cattivi”, rispose Bianca.
“Davvero? Ma come fai a sapere dove devi andare ogni volta?”
“Non lo so, semplicemente giro i cieli di tutto il mondo e osservo quello che succede laggiù da voi e poi intervengo quando è necessario”.
“Ma è bellissimo, grazie! Starai ancora un pò qui da me?”
“No, non posso trattenermi a lungo purtroppo, tanti altri bambini mi aspettano, ma mi ha fatto piacere conoscerti”.
“Lo capisco. Ma io come farò i prossimi giorni a scuola senza di te?”, replicò Sara.
“Ce la farai, hai visto che le persone che fanno tanta paura in realtà hanno paura anche loro di essere presi in giro o di apparire deboli. Tu cerca di non rispondere alle provocazioni e stai con le persone vere e buone. Letizia forse capirà che con il potere non si conquistano gli affetti, e se invece vorrà comunque rimanere prepotente purtroppo non è un tuo problema.”, rispose la nuvoletta. “Grazie dei consigli! Li terrò ben presenti. Però spero che qualche volta tornerai qui da me, magari quando sarò più grande”, disse Sara.
“Certo mia piccola amica, questo può sicuramente capitare. Intanto mi raccomando stai lontana dai bambini dispettosi, rispondi con le parole alle loro cattiverie a vai avanti per la tua strada, sempre.” replicò con dolcezza Bianca.
E dopo poco Sara vide la nuvola allontanarsi veloce e pensò che stava andando da altri bambini come lei che spesso non sapevano cosa fare quando altri bambini li trattavano male. Sara ricordò per sempre quella giornata, e da quel momento in poi osservò sempre il cielo e le nuvole e si appassionò a tal punto che diventò una famosa meteorologa.