L’altra faccia della tivù

Puntata interessante quella di ieri a Mammamia che Domenica: ancora il tema “donne e lavoro”. Certo pensavo un po’ ai miei bimbi a casa della nonna, ma il lavoro che ho scelto vuol dire anche questo, la flessibilita‘ che ho voluto in un certo senso la offro anche.Comunque, quello che volevo raccontare oggi erano le sfumature che si colgono in studioquando si parla di un argomento che ti tocca da vicino e su cui devi dare un messaggio veloce. il dibattito tra noi mamme forum non è mai smesso, veniva voglia di intervenire continuamente. C’era chi vedeva l’allontanamento dal lavoro come uno stacco momentaneo e come un periodo di sottesa frustrazione, c’era chi sosteneva la propria incapacità di dedicarsi completamente ai bambini a scapito della propria realizzazione, c’era chi come me cercava di far passare il messaggio che il raggiungimento di un buon work-life balance è una scelta e un obiettivo che dovrebbe essere maggiormente condiviso nella società di oggi sia dagli uomini che dalle donne (come già detto qui su WhyMum). Se questo vuol direguadagnare di meno, amen. Certo oggi è forse un privilegio questa scelta, di fronte a tante mamme che non possono permettersi di perdere il proprio stipendio nonostante il lavoro non le soddisfi. Ma perchè non sognare? Perchè non provare a realizzarsi con qualche propria passione? io non credo che la strada sia segnata e che anche a 40 anni non si possa cambiar vita. Se pensiamo che l’università o il lavoro li scegliamo a 18 anni! non è difficile a quell’età azzeccare la strada giusta?Per lasciare il lavoro fisso ci vuole un bel coraggio e il sostegno del marito, ma anche ladisponibilità a mettersi in gioco, a lavorare anche di più per certi versi ma con i tempi scanditi da noi, ad accettare di non esser più visti come prima perchè non hai un ruolo ben definito in un’azienda e se vai a prendere i bambini a scuola sembra che non lavori. E poi c’era anche chi rivendicava la scelta, seppur faticosa, di non lavorare per stare con i figli. Insomma casalinghe ma non disperate, che trovano il tempo da dedicarsi, che non si annoiano, che sviluppano altri interessi. Perchè rincorrere per forza il modello maschile? La chiave secondo me è questa: deve esserci la possibilità di scegliere. Se è il mondo del lavoro che ti rifiuta, ti ostacola, è un discorso. Ma se una donna non ci sta ad arrancare ai ritmi maschili, non sta “facendo male alla modernità”, semplicemente lo sceglie. E se poi è un uomo a sceglierlo, pare strano ma anche molto apprezzato.è stato bello scoprire una Benedetta Parodi così semplice e genuina un po’ come le sue ricette di Cotto e Mangiato, o almeno così a me e sembrato. Credo abbia colto unaspetto che ho vissuto molto. è la maternità stessa a cambiarti, è inevitabile sentirsi diverso dopo, certe ambizioni spariscono, ma non perchè ci si annulla, o si cancella il propro percorso, ma perchè si vede la vita in un altro modo. Lei ha comunque avuto successo e partiva già VIP ma si è organizzata per dedicare più tempo ai suoi figli. Questa trasmissione è fatta da persone molto vere, sono proprio così come si vedono nello schermo: Camila, forte e brillante; Laura Sidoti, saggia e divertente; Elasti, acuta e diretta; il cuoco Lorenzo, simpatico e frizzante; il pediatra Piero, serio e disponibile. Poi ci sono katia e Angelo che mi fanno morir dal ridere. I nostri interventi sono liberi e sinceri, e anche questo aspetto, forse, non è così scontato nella tv di oggi.Quando sono uscita dalla trasmissione ero un po’ stordita come quando esci da un esame. Sono corsa a casa della nonna per riprendere i miei piccoli e mio figlio grande mi ha accolto con uno sguardo intenso. Sapeva che ero stata in televisione ma era triste che fossi stata via così tanto.

La nonna mi ha detto che mi avevano visto ma i bambini intanto giocavano senza ascoltare. Apo con un mezzo sorriso mi dice: “Sai cosa ha detto mamma quel signore? che volevatornare a casa per giocare con suo figlio“…..una frase pronunciata verso la fine dal giornalista Facci, in risposta a Camila che gli chiedeva di tirare le fila dei vari interventi.

Ero stupita ma anche felice perchè, pur sembrando distratto, era riuscito come al solito a cogliere il messaggio più importante.