L’errore a-non-b secondo piaget – bimbi di 8/12 mesi

Piaget è un pedaogista, biologo, filosofo, psicologo morto nel 1980 che ha contribuito in modo significativo alla comprensione dello sviluppo del bambino.

Tra i zero e i due anni il bambino fa cambiamenti incredibili a livello cognitivo. Tra gli 8 e i 12 mesi inizia a comprendere la “permanenza degli oggetti” (object permanence) anche se la acquisisce in modo completo più avanti verso la fine dei due anni. Questo significa che il bambino è in grado di capire che quando un oggetto non si vede più non è sparito, continua ad esistere anche se lui non lo vede. Un infante per esempio quando la mamma nasconde il viso tra le mani mostra un’espressione di angoscia perchè per lui la mamma non c’è veramente più solo per il fatto che non vede più la sua faccia.

Tra gli 8 e i 12 mesi comunque è ancora in media presente l’Errore A-non-B.

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Il bambino continua a perseverare nell’errore di cercare il giocattolo dove l’aveva visto nascondere all’inizio. Piaget sosteneva che a livello cognitivo il bambino non è ancora pronto a questa età a riconoscere che l’oggetto è stato nasconto nella posizione B.

Altri pedagogisti criticano questo approccio e sostengono che Piaget sottovalutava le capacità cognitive dei bambini piccoli; infatti secondo loro l’Errore A-non-B non si presenta così spesso ed è dovuto più che altro a una mancanza di memoria del bambino o alla tendenza a ripetere l’ultimo movimento fatto.