Mangiare bene! l’ordine arriva anche dall’istituto dei tumori

Settimana scorsa sono andata a un corso di panificazione naturale (con anche il lievito madre fatto in casa). In realtà l’appassionato di pane e pizza fatti in casa è mio marito, ma mi ha invitato un’amica e quindi sono andata io.Il corso era tenuto da Giovanni Allegro, chef che collabora da anni con la Fondazione IRCCS dell’Istituto Nazionale dei Tumori e col famoso Dott. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva dello stesso Istituto.Io non sono molto appassionata di cucina, non sono certo quella che cucina tutti i giorni cose buone e lo fa in scioltezza, per me definire cosa fare a pranzo e a cena è un vero incubo. Con bambini restii alle novità, poi, la voglia passa ancora di più.Se poi ti senti pure dire che un sacco di cibi che consumi abitualmente sono dannosissimi, lo sconforto quotidiano aumenta. Sono uscita dal corso depressa. Il pane fatto durante il corso era buono, ma non come quello bianco del panettiere che mangerei a chili; i plumcake che ho fatto in casa con la ricetta super sana comprensiva di farina integrale e zucchero di canna per fortuna i miei figli li divorano, ma a me non danno la stessa soddisfazione di una soffice torta piena di burro e altri grassi. Forse però è solo questione di modificare il gusto a cui siamo abituati da troppo tempo. Il punto è questo: sembra che molti alimenti aumentino tantissimo il rischio di sviluppare alcuni tumori (parecchi in realtà). Ho acquistato il libro “Prevenire i tumori magiando con gusto” di Allegro e Villarini, ne farò presto una recensione tra una lacrima e l’altra. Ma quanti cibi dobbiamo eliminare? La mia anima da ingegnere mi dice che ogni volta che leggo le statistiche dei medici c’è sempre qualcosa che non torna: o i dati non riportano mai le caratteristiche vere del campione studiato, o il numero di anni di osservazione sembra a naso troppo breve. Ma alla fine, forse sono solo scuse e le raccomandazioni alimentari di un organismo internazionale come il WCRF (World Cancer Research Fund), che ogni dieci anni pubblica i risultati più veritieri dei vari istituti di ricerca, non possono essere trascurate. Non che i medici siano sempre coerenti con i loro risultati, e spesso le loro indicazioni cambiano completamente a distanza di qualche anno, ma impegnarsi ad avere un’alimentazione varia ed equilibrata è importante per tutti.

Scoprire che alcune sostanze cancerogene sono nascoste in cibi che amiamo non è certo rassicurante ma, anche se scettici di comodo, dobbiamo tenerne conto e cambiare le nostre abitudini per vivere meglio e più a lungo.Queste le indicazioni principali:

Non eccedere con il proprio peso corporeo
Fare attività fisica giornaliera
Limitare carni rosse ed evitare tutti gli insaccati
Occhio ai pesci grandi che contengono mercurio
Consumare cibo biologico
No a cibi grassi e zuccheri raffinati
Fare grande consumo di legumi, vegetali, frutta e cereali non raffinati
No a bevande zuccherate
Limitare le sostanze alcoliche
Conservare bene cereali e legumi ed evitare eccesso di sale
Allattare i bambini per almeno 6 mesi

Se vi interessa vi segnalo due convegni gratuiti interessanti a Milano:

Il cibo dalla parte dei bambini”, tenuto dal Dott. Franco Berrino, Aula Magna – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, il 2 Maggio 2012, ore 18.00, Via Venezian 1 (si suggerisce donazione di 5 euro)

I bambini e il cibo”, il 12 Maggio 2012 dalle 10.00 alle 13.00 alla Sala Conferenze del Centro Servizi Banca Popolare di Milano in Via Massaua 6, Milano (per registrarsi scrivere a bambiniecibo@gmail.com). Organizzato dalla coordinatrice del nido La Locomotiva di Momo.

Termino il post con una domanda:

Riguardo al cibo biologico molti sono scettici, dicono che in realtà sia meno controllato, più ricco di batteri, insomma per certi versi una bufala (dato comunque il costo molto superiore). Cosa ne pensate voi? (io non sono molto informata in proposito, prima voglio leggere il libro e capirci un po’ di più)