Quasi mi viene un infarto…!!

Si fa per dire? O no? (sto rileggendo quello che vi ho scritto qui sotto e mi tornano le lacrime agli occhi, ma ve lo devo raccontare, stavola col titolo in MAIUSCOLO, quasi a urlarlo…) Santo nido e Mannaggia al nido, da quando Marco è tornato dal mare sta facendo fatica e riambientarsi, ma secondo me lo aiuta andarci, per tornare ai ritmi dell’asilo e per un ingresso più morbido alla materna, la prossima settimana. Al nido vecchio infatti questa settimana ci sono e non ci sono le sue tate, ci sono pochi suoi amici e questo in parte, nonostante secondo me lo aiuti, lo mette anche molto in crisi, come in tutti questi giorni: mercoledì ho tardato di dieci minuti ad andarlo a prendere, la sua tata era già andata a casa, non mi ricordavo che fa turni più brevi, e ha pianto sconvolto finchè non sono arrivata. Povero piccolo! è venerdì. Oggi porto Marco al nido e a pranzo va dai nonni. Dopo l’incidente io e mio papà usiamo un unica macchina, la sua, in attesa della nostra nuova. Siamo d’accordo che io vado a lavorare con la macchina, dopo aver portato Marco, poi lui, sant’uomo, viene a prenderla dove lavoro e va a prendere Marco, come ieri. A pranzo esco tardi dal lavoro per finire cose, tanto mi dico oggi non devo andare a prendere Marco, ho tempo. Guardo il cellulare, con due chiamate perse di mia madre che avevo buttato giù essendo io in riunione col capo (tanto l’avevo sentita a metà mattina!!). Poi però trovo anche un suo sms, lo leggo prima di accendere la macchina e mi si gela il sangue, mentre la testa entra in stato di corto circuito: nel messaggio c’era scritto: “state arrivando?”. COSAAA? Io e Marco? Ma non lo devo andare a prender io!!! E allora? perchè ho la macchina?! Non la doveva venire a prendere mio padre per andarlo a prendere? NOOOO: stavo per svenire. Era già l’una meno 5 e solo in quel momento ho realizzato che ieri all’ultimo minuto io avevo detto a mio padre “devo fare giri fino a tarda mattina con la macchina” e lui aveva detto: ” dai tienila tu, ma lo vai a prendere tu e poi me lo porti”. Ho iniziato a tremare come una foglia: mi ero scordata di mio figlio. Sono volata al nido, mentre andavo tentavo di telefonare alle tate dicendo che stavo arrivando ma il telefono era sempre occupato. Arrivo davanti al cancello all’una e 2 minuti (i bimbi che fanno solo la mattina si devono andare a prendere entro l’una, ma era già tardi per me e oggi Marco lo avevo lasciato alla mattina in lacrime sconvolto perchè fin da subito non c’era nemmeno una dele sue tate, mai successo in 9 mesi di nido). Davanti al cancello, casco per terrà semi svenuta, una tata mi raccoglie e io ento in giardino, non sento pianti di nessun bimbo e in lontananza ti vedo un nanetto sulla bici col cappellino arancione che mi saluta tutto sorridente che mi dice: “ciao mamma!” A me, che mi stavo ancora aggrappando alla tata mi cedono ancora per un momento la gambe ma faccio finta di fare un balletto con la tata e lui si mette a ridere! Inzio a riprendermi e a tornare leggera, ma il fatto rimane: mi ero dimenticata della mia luce, del mio bimbo e lui che si fida di me (due giorni prima gli avevo detto: stai tranquillo la mamma d’ora in poi arriva presto a prenderti) se aveva bisogno io non c’ero. La tata mi ha fatto notare che ero troppo esagerata, che i bimbi hanno tante risorse e che con loro sta bene. MA NON è QUESTO IL PUNTO PER ME. Mentre prendo il mio cucciolo un’altra tata che non avevo mai visto mi si avvicina e mi dice : “è stato bravissimo! ha pianto 5 minuti, dopo che sei andata via, poi mi ha preso per mano e mi ha detto: -“tata? ti posso raccontare quello che ho fatto al mare questa estate?” Non l’ha mai fatto con le sue tate vecchie, non ha mai preso l’iniziativa di parlar con loro. Tesoro mio, la mamma ti vuole un bene dell’anima ma ogni tanto non è perfetta, ma tu le insegni ad avere fiducia, in lei e di te. Stai crescendo e ogni giorno mi regali una sorpresa e mi ricordi che anche se non lo dimostri tanto anche tu forse hai abbastanza radici del nostro amore per spiccare il volo. Tanti abbracci tesoro mio.