Smettiamola di ferire i bambini…

è terribilmente semplice ferire un bambino, offenderlo, trattarlo con superficialità. Feriamo un bambino ogni volta che non lo ascoltiamo, che alziamo la voce, che lo facciamo piangere, che lo costringiamo ad “obbedire”, a vivere discussioni, litigi. Spesso ci sostituiamo a lui, pretendiamo di sapere ciò di cui ha bisogno, anticipiamo le sue risposte, i suoi desideri, le sue aspirazioni. Chi frequenta un bambino deve tener presente che egli è in primo luogo una persona ed in quanto tale possiede il pieno diritto di essere ascoltato, rispettato e lasciato libero di esprimersi. Ma come? Attraverso la semplicità del suo linguaggio, la fantasia dei suoi pensieri, l’autenticità dei suoi gesti. Smettiamola. Smettiamola di urlare, di “offendere” la sua spontaneità con la nostra maleducazione, di strappare la sua dignità come quando strappiamo un compito che “è una schifezza”, di accontetarlo per non sentirlo “frignare”, di violentare la sua autostima dicendogli che è un “incapace”, che non è “buono a niente”, che è un “maleducato”. Inutile nasconderci dietro le nostre inadeguatezze e disattenzioni, inutile difendersi dicendo che non c’è tempo, che è difficile vivere con i ritmi di oggi, che non è possibile fare di più. Un bambino deve essere trattato con educazione, la stessa che vorremmo per noi, la stessa che impone rispetto, ascolto, accoglienza. Una sana relazione educativa non impone ma propone, non urla ma parla, non predica ma si confronta. Teniamo presente che i bambini ci osservano e da tale osservazione, attenta e scrupolosa, imparano a vivere. ( Dr.ssa Marcella Ciapetti, Pedagogista clinica)