Come si presenta lo streptococco?
Fino a pochi anni fa non ne avevo sentite mai parlare, ora invece sembra sia la maledizione dell’asilo! Mia figlia l’ha avuto una volta sola e anche mio figlio, so che i sintomi sono: febbre, gola infiammata e lingua “fragolina” cioè con delle macchiette rosse su una patina bianca. Mia figlia, da circa un mese ha la lingua in questo modo. L’ho portata dalla pediatra (per altro, non per questo) e mi ha detto che non è niente e non avendo nessun sintomo dello streptococco, non dovevo preoccuparmi. Io insisto a fargli lavare anche la lingua insieme ai denti, ma questa patina rimane. Lei ha una buona alimentazione, mangia molta verdura e frutta, quindi escludo che sia per problemi intestinali. Ha avuto sempre una lingua rosea e ora non lo è più. La mia domanda è: ma lo streptococco può durare un mese? E se fosse questo non dovrebbe darle altri sintomi? Non mi va di farle il tampone a meno che non sia proprio necessario, la scorsa volta ha reagito piuttosto male. Qualche esperienza “strana” di streptococco o di altro con la lingua “fragolina”? Cosa può essere secondo voi?
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Streptococco, chi è costui?
Ogni tanto arriva in studio una telefonata allarmata: “a scuola di mio figlio hanno esposto un cartello perché c’è stato un caso di streptococco, che devo fare?”, altre volte qualcuno consiglia di fare i tamponi faringei a tutti i bambini perché “gira” lo streptococco!
Ma cos’è questo streptococco?
è un microrganismo (batterio) molto diffuso e di cui esistono numerosi ceppi, il più temuto è quello denominato “beta emolitico di gruppo A”. Effettivamente costui ha fatto di tutto per meritarsi la brutta fama che lo accompagna: responsabile di infezioni delle alte vie respiratorie (tonsilliti, faringiti) della pelle (impetigine) e di malattie esantematiche (scarlattina, IV malattia), è noto per le complicazioni che a tali infezioni possono seguire, a carico di articolazioni (reumatismo), cuore (insufficienza mitralica – soffi), reni (nefrite).
Cerchiamo di mettere un po’ di ordine nelle numerose informazioni che lo riguardano.
Le complicazioni sopra esposte sono possibili solo dopo una infezione primaria, in genere a carico delle tonsille, che difficilmente passa inosservata, inoltre è necessaria la concomitanza di fattori individuali ed ambientali: non è un caso se negli ultimi trenta anni grazie alle migliorate condizioni socio-culturali la loro frequenza si è ridotta di dieci volte, passando da un caso ogni 500 infezioni ad uno ogni 5.000.
Lo streptococco è sensibile agli antibiotici: per fortuna non ha imparato come altri suoi “colleghi”a sviluppare resistenze.
L’infezione non lascia immunità permanente: è possibile ammalarsi più di una volta.
In alcuni casi anche dopo una terapia antibiotica lo streptococco può rimanere ospite del cavo faringeo di alcuni soggetti: si tratta dei portatori che, è bene precisarlo subito, non corrono alcun rischio e sono scarsamente contagiosi.
In base a quanto esposto cerchiamo ora di stabilire delle norme di comportamento utili e razionali.
Innanzitutto è inutile sottoporre tutti i bambini a tamponi faringei quando un loro compagno di scuola o di giochi si ammala a causa dello streptococco, a meno che non siano già presenti anche in loro segni di infezione; analizzando tutti non faremmo altro che individuare degli innocui portatori che comunque non andrebbero curati.
Cosa fare allora?
Consultare il pediatra o il medico di famiglia in caso di sospetta infezione (mal di gola con o senza febbre, “puntini” rossi sul corpo o nella bocca, lingua con l’aspetto di una fragola, infezioni della pelle). Il medico in base all’esame clinico, che spesso è sufficiente, oppure con l’aiuto di un test rapido o di un tampone faringo-tonsillare in laboratorio, deciderà se instaurare o meno una terapia antibiotica; quest’ultima dovrà essere eseguita correttamente con le dosi e per i giorni indicati anche se si è apparentemente guariti. Al termine della terapia non è necessario ripetere il tampone perché, come detto all’inizio, non esistono streptococchi resistenti agli antibiotici.
dalla rubrica “salute e benessere”