13 mesi e bizze nervose…
Salve,mio figlio Aron ha 13 mesi e già da un mesetto circa quando gli diciamo di no a qualcosa oppure lo distogliamo da qualcosa fa delle bizze nervose.In questa ultima settimana oltre a sbattere i piedi ha iniziato a stringere forte i pugni, urlare e tremare…a me sembrano proprio bizze nervose o non so il termine esatto….capricci??So che sono normali perchè lui non riesce ancora a parlare e ad esprimere i suoi desideri ecc….però come devo affrontarle?devo sgridarlo o abbracciarlo o ancora ignorarlo proprio??Purtroppo io lavoro e di giorno lo tiene la nonna paterna che gli fa fare sempre e comunque tutto quello che vuole…..quindi io mamma sono la “cattiva” che gli dice sempre NO quindi queste “bizze” le fa solo con me….che devo fare?Grazie per i consigli.
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Ciao,sono d’accordo con le altre amiche,poco tempo ma buono e con tante coccole,però sii coerente con i no,non ti vede come quella cattiva e così gli darai più sicurezza.
grazie per le risposte e sinceramente confermate quello che già pensavo io. Vi faccio un esempio, lui ha imparato da qualche giorno a camminare quindi capite che vorrebbe stare sempre giù. quando arriva il momento della cena che devo metterlo nel seggiolone io già da qualche minuto prima lo preparo dicendogli che fra poco deve sedersi che arriva la pappa che dopo andrà a camminare di nuovo….dopo che gli ho detto 2/3 volte queste cose lo prendo in braccio ed è in quel momento che gli prendono queste crisi nervose….urla proprio!!!!io in quel momento lo coccolo e cerco di calmarlo…ma non vorrei la prendesse come mia “debolezza”
Sono d’accordo con Babette. è frustrante non riuscire a esprimersi, chiedere e quindi ottenere. O capire perchè non ottiene.. La abbia in cui spesso sfocia la frustrazione è un’emozione importantissim da imparare a gestire, e prima a ancora a riconoscere, accettare ecc. Per noi è stato molto utile il libro “Che rabbia“, anche se è piccolo, piano piano, lo potrà fare suo.. e voi vostro. Sempre che il libro vi piaccia! Se si viene travolti dalla rabbia – questo è il messaggio che ci ho visto io – si distrugge anche ciò che abbiamo di + caro, quindi è importante imparare a buttarla fuori, prendersi il proprio spazio, non reprimerla. E poi ricacciare quel che resta in uno scatolino. e tornare a stare con gli altri.. che il + delle volte non c’entrano proprio nulla!
Concordo con Babette. Devi avere tanta pazienza e senza nervosismo aiutalo a farti capire quel che vuole. Quando vuole cose che proprio non si può dagli sempre l’alternativa o ponigli dei limiti. Per esempio: questo no, ma guarda quant’è bello quest’altro. Oppure: questo non si può fare, ma visto che lo stai ormai facendo…..tra pochino però si smette ok?? (questo, ovviamente, a meno che non si parli delle famose dita nella presa della corrente, quello non si può fare nemmeno per poco!) Nel senso, quando fa qualcosa che non vorresti invece di toglierglielo subito avvisalo che tra poco dovrà smettere….protesterà ugualmente ma molto meno. è difficile da spiegare quindi ti faccio un esempio di come faccio con la mia. Lei, anche ora d’inverno, vorrebbe giocare con l’acqua in giardino. Io le dico che non si può, perchè è freddo e quindi la aiuto io per poco ad aprire e chiudere l’acqua mentre l’avviso che dopo poco smetteremo e poi la distraggo con altro, lo stesso faccio con interruttori, cassetti ecc ecc.
Per quanto riguarda la quantità/qualità del tempo: La miglior cosa sarebbe tanto e bene…nel senso…se si potesse fare tutte e due le cose non sono d’accordo sullo scegliere il poco ma buono. Siccome però al giorno d’oggi noi mamme il “tanto” non ce l’abbiamo, almeno quel poco (che però deve essere tutto per loro) che sia buono. Certo, prima del tanto ma pessimo, meglio il poco ma buono
Coccole coccole e ancora coccole. Lui vuole esprimersi ma non ci riesce ancora, allora, cerca di stargli vicine e, con estrema dolcezza, fatti spiegare, a modo suo, ciò che vuole. Vedrai che si calmerà quando avrà capito che può ottenere la tua attenzione e lo starti vicino senza fare le bizze. Se poi lui ti vede poco durante il giorno, cerca di stare più possibile con lui quando torni. Comincio anch’io a pensare che la qualità del tempo è migliore della quantità.