Attaccamento morboso al giochino
è da qualche settimana, forse un mesetto che gabri (3 anni) non lascia più andare un giochetto a forma di maiale….si sveglia la mattina e la prima cosa che fa è prendere il maiale…poi va in ludoteca e fortunatamente lo molla, ma lo mette in alto per non farlo prendere al fratellino, poi torna e lo riprende, a pranzo e cena lo mette vicino al suo piatto, qualche volta gli fa anche assaggiare il suo cibo,lo porta con noi al supermercato, a fare il giretto in bici e al parco giochi, alla sera nella vasca insieme a lui, finchè si addormenta sempre con in mano il maialino…non è che ci gioca proprio, però lo tiene sempre in mano qualunque cosa faccia…e cosi tutti i giorni..secondo voi perchè ha questo attaccamento morboso a questo maialino(che tra l’altro non è neanche tanto bellino da vedere)??devo lasciarglielo tenere sempre o secondo voi dovrei toglierglielo???
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Almeno il tuo ha scelto un gioco, il mio da piccolo aveva la famosa “copertina di Linus” cioè una coperta di mohair che si portava dappertutto. Se uscivamo la voleva in macchina, si era fatto mettere un cestino davanti alla biciclettina per mettercela, se l’è portata anche sulla spiaggia! Ti rendi conto, in pieno luglio con un plaid al seguito insieme alla paletta e il secchiello! Poi, un giorno, dopo averla ben bene consumata, se n’è staccato senza dire una parola. Ora la tengo da una parte come uno dei più bei ricordi d’infanzia di mio figlio. Sono periodi che passano, non ti preoccupare. Ma se la cosa ti angoscia tanto, allora parlane con la pediatra, ma vedrai che ti dirà che sono momenti di crescita e transizione. Finito con la copertina, mio figlio ha iniziato con un amico immaginario, un certo Alberto Reddis, un nome che non so dove abbia scovato. Peggio quello, dovevamo anche lasciargli un posto a tavola e si faceva stretto in macchina perché il suo amico immaginario non stava comodo! Però poi è passato, e adesso si è completamente dimenticato della copertina e del signor Reddis.
noi ne abbiamo ben due: l’orso Tobia che esce con noi in bicicletta legato insieme al pupo e Dodo un tovagliolo di spugna con lo strappo che ha come applicazione una testa d’orsetto con la cuffia e il pon pon di ciniglia e che costituisce l’unico bene inalienabile e intoccabile di mio figlio, consolazione nei momenti tristi, ninna nanna per dormire, compagnia mentre si leggono i libri; anch’io so che si tratta dell’oggetto transizionale che va lasciato e che verrà abbandonato quando il bimbo si sente sicuro e pronto; noi lo assecondiamo e interagiamo anche con questi oggetti e, devo dire, che mi ricordo ancor la mia bambola di pezza Chicca, che ho tenuto con me tanti anni; devo dire che mio figlio pare avere ben chiaro che si tratta di oggetti e non di esseri animati, ma sembra quasi volerci dire “si, lo so anch’io che non è reale, ma lasciatemelo credere perchè mi va bene così, per ora” e noi lo lasciamo in pace.
aNCHE MIO FIGLIO HA AVUTO QUESTO ATTACCAMENTO MORBOSO CON “DIEGO”, QUELLO DEL CARTONE ANIMATO. LUI E IL PUPAZZETTO SONO STATI UNA SOLA COSA PER CIRCA 5-6 MESI. POI COSì COM’è INIZIATO, è FINITO. TI CONSIGLIO DI LASCIARLO STARE, ANCHE PERCHè NON CREDO CHE POSSA NUOCERGLI. SICURAMENTE NON GLI FARà BENE IL DISTACCO, SENZA ALCUN MOTIVO.
assolutamente, va lasciato…è quello che viene definito l’oggetto transizionale, la famosa coperta di linus…un surrogato della mamma per intenderci…stessa funzione del ciuccio in qualche modo…per il bambino è fonte di rassicurazione e di consolazione, un punto fermo che placa la sua ansia nei momenti di stanchezza o tristezza…è normale e giusto che i bambini passino da questa fase, è un passaggio per la costruzione della loro personalità: prima investono generalmente la mamma di questa funzione consolatoria, poi interviene anche il ciuccio…crescono la personalità inizia a strutturarsi come la conoscenza del mondo del sè e del non sè, quindi possono investire di quella funzione un oggetto che deve però esser ancora qualcosa di concreto perchè il pensiero simbolico si struttura più avanti…quando sarà più grandino e potrà pensare in astratto creerà dentro di sè un luogo astratto sicuro cui tornare nei momenti di difficoltà, ma per ora necessita di ancora di qualcosa di concreto cui fare riferimento!!! se nn ricordo male Winnicot aveva scritto diverse cose su questo argomento (ma potrei ricordare male…), non preoccuparti,!!!un abbraccio
lasciaglielo, è un’ottima cosa che abbia questo attaccamento verso un gioco