Come amare mio figlio se non mi sento amata, nemmeno da me stessa?

“Dovevi pensarci prima di sposarla!” sentenzia la suocera a mio marito nel bel mezzo della mia depressione post parto. Mi sento figlia di un amore incondizionato, finchè va tutto bene sono la moglie e nuora desiderata, quando ho dei problemi non sono più ben voluta. Forse ho idee sbagliate, ma sono convinta che la depressione che ho avuto sia frutto del mio non amore verso me stessa, di un non sentirmi adeguata perchè sempre sotto giudizio e forse non amata! Non sopporto quando sento “alla nonna non piaci se fai il cattivo!” Mi chiedo se anche mio figlio si sente non amato. La depressione è un male che corrode i sentimenti. Ora che ne sono uscita posso cmq sempre ricaderci! Vorrei sempre trovare la luce per rialzarmi negli occhi di mio figlio ma temo che la mia insicurezza, qualcosa più grande di me o il non sentirmi amata possa incrinare i miei sentimenti verso il mio bambino. Voglio che almeno lui si senta amato!! Faccio appello al conforto di voi mamme!

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Per una spinta in più puoi prenderla come una sfida,far vedere a tutti,te compresa,che sei un ottima madre e moglie,se poi ti ricapita,continui con l’aiuto esterno e quello di tuo figlio.

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So che forse è banale: guarda negli occhi tuo figlio  vedrai l’immenso amore, puro e incondizionato che prova x te. Lui ti ama xkè sei la  sua mamma , ti ama e  ti accetta come sei e ti vorrà sempre bene per quella che sei e non pretenderà nulla di più!! Lo hai portato dentro per 9 mesi, lo hai sentito crescere, lo hai partorito, e solo una donna può riuscire in questo. Tuo figlio lo capirai prima di chiunque altro..pensa a questo e fatti forza…. sei una DONNA, UNA MAMMA , hai la forza per superare tutto questo. Fidati di te stessa, del tuo istinto.

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cara mammafralla ti capisco credimi poichè quest’anno anche per me non è un anno facile, mi sono separata, ho tre figlie e troppo spesso quest’anno mi sono sentita non amata,anzi offesa nella mia dignità di donna,moglie e madre.Le mie figlie però sono il mio amore, la mia forza e sono felice di essere madre comunque.Affidati anche ad una psicologa, nei consultori ricevono gratuitamente io lo faccio e mi fa bene.Non ti arrendere e rialzati per te e il tuo bimbo;vale sempre la pena di vivere intensamente anche quando si è tanto deluse Ti abbraccio

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Sono passati 12 anni, quando lasciai la mia casa.Mi ricordo ancora quella scena di mia madre sulla porta,non riuscivamo a guardarci negli occhi,ne a dirci una parola.Avevo un nodo in gola che attualmente ho! Avevo la bambina di 3 mesi,e le valigie pronte per portarmi via e dentro tanta tristezza, a ciò si aggiungeva il nostro grande dolore per la perdita recente di mio padre.Ma non ho pianto ho voluto tenere tutto per me,ma morivo dentro.Il giorno dopo ho pianto,poi ho pianto e ancora.Capivo che stavo entrando nel tunnel della depressione,mi sono guardata dentro,ed ho capito che non potevo lasciarmi trascinare dal mio mal’essere.Avevo ricevuto un dono prezioso di essere Madre, mi era stato affidato la responsabilità di far crescere mia figlia,così giorno dopo giorno vedevo una luce.Ho sconfitto la mia solitudine,la mia tristezza,grazie anche al sorriso di mia figlia.Ho affrontato,e affronto ancora le difficoltà della vita da sola,e con l’aiuto di Dio.

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Io non ho mai capito perché “devo dimostrare agli altri”. Anzi, quando mi viene detto: dimostrami di che cosa sei capace, allora mi chiudo a riccio e non faccio niente. Perché devo motivare le insicurezze degli altri? Io non capisco. Perché tua suocera dice a tuo marito (davanti a te?) “dovevi pensarci prima” che cosa sei? Un cappotto che quando lo compri e a casa ti accorgi che non ti veste bene lo riporti indietro? Se stai con tuo marito e avete una creatura magnifica, vuol dire che c’è qualcosa di forte, profondo e fondamentale tra di voi. Non permette che una suocera sgarbata (e dico poco) s’intrometta tra voi e ti giudichi. E poi mia madre mi dice sempre: calcola da che bocca vengono dette le parole! Prendila per quello che è, già sei stata provata dalla gravidanza e dalla depressione post-partum, lasciala stare. Ricordati che non devi dimostrare niente a nessuno, se non l’amore incondizionato a tuo figlio e l’affetto e la complicità a tuo marito. Poi il resto si adeguerà a te, se gli va bene, sennò sii sempre cortese e garbata, ma a una certa distanza affettiva. Scusa se sono stata un po’ rude, non ho suoceri e i miei sono anziani e malati, quindi non ho questi problemi, so che da esterna si giudica male, ma i piedi sulla testa non te li far mettere. La tua deve essere un’unione forte, d’amore e non vivere su giudizi esterni. Sappi che ci sono passata nella depressione post- partum, è una brutta bestia ma si sconfigge con l’aiuto e non con con i giudizi negativi. Vivi la tua vita e lascia stare il resto. Auguri e fammi sapere.

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Cara Mammafralla, ama tuo figlio come ti viene. Sarà il modo giusto. Per sentirti amata, non giudicata, adeguata, devi ripartire da te stessa, non da cosa fanno gli altri. Sicuramente puoi chiedere un appoggio a tuo marito e ai famigliari, spiegare loro come ti senti, ammettere che fai fatica e che a volte stai male. Non preoccuparti delle conseguenze: tu sei quella cosa lì e sei meravigliosa sicuramente anche proprio per la tua grande sensibilità. Chiedere un aiuto esterno però è importante. Quest’anno io ho iniziato una terapia particolare: EMDR, si tratta di una terapia veloce e per me molto efficace. Così, mi sento di consigliarla. ma anche una terapia tradizionale va benissimo. Sono d’accordo con Mela. Un abbraccio e facci sapere come stai.

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Grazie delle risposte, mi chiedo solo se avessi sentito intorno a me più comprensione e affetto forse la cosa non si sarebbe ingigantita così. è vero che la depressione è una malattia seria ma a volte può bastare una parola o un gesto in più per intravedere un po’ di luce…

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carissima, la depressione è una brutta bestia. io non ho sofferto di quella post parto, ma di una “normale” dieci anni fa. da sola non ce la puoi fare, affidati a uno psicoterapeuta che ti accompagni nel difficile percorso di ripresa fiducia in te stessa, che ti mostri la strada per trovare gli strumenti che hai già dentro: amici, forum, parenti non possono aiutare per quanto ben disposti, l’unico modo in questi casi è mettersi nelle mani di uno specialista preparato che inoltre avendo una visione esterna e oggettiva non parte con preconcetti. se non accettiamo questo, la depressione sarà una costante nella nostra vita, sembrerà talvolta che allenti la presa ma invece sarà sempre pronta ad afferrarci di nuovo. io sono stata in analisi un anno… sono rinata. fallo per te, fallo per tuo figlio… farsi aiutare non è indice di debolezza ma anzi, proprio il contrario: solo chi è molto forte accetta l’aiuto. un abbraccio

Mela