Come posso preparare i miei figli ad una mia assenza per un intervento?

Ieri mi hanno dato il responso che non avrei voluto sentire: signora, si deve operare subito. Ennesimo intervento, ancora sala operatoria, anestesia, riabilitazione. Le altre volte sono riuscita a cavarmela egregiamente non avendo i figli, ma questa volta dovrò stare a 300 km da loro per almeno 2 settimane e, quando tornerò a casa, camminerò almeno per un mese con le stampelle. I miei figli hanno 7 anni e mezzo e la piccola quasi 4. Come faccio a comunicarglielo senza traumatizzarli? Come posso spiegargli che è “solo” un intervento e la mamma tornerà presto a giocare con loro? Ho provato a parlare con le maestre del figlio grande, mi hanno guardato come dire “e a noi che ce ne importa?” Ma se poi diventa nervoso, manesco o piange in classe, conoscendo la sua estrema sensibilità, avrà il diritto di sfogarsi, dovranno conoscerne il motivo… Nell’asilo di mia figlia, invece ho trovato tanta disponibilità e consigli specialmente sul non montare la cosa più grande di come possa comprenderla, qualcosa del tipo: mamma va fuori per curarsi, quando torna dovrà stare un po’ a letto, ma potrà comunque starti vicina e poi tornerete presto a giocare insieme. Da quando sono nati, non li ho mai lasciati per più di qualche ora, sono mamma a tempo pieno e hanno sempre avuto me come riferimento. Ora verrà una ragazza per aiutarci, e anche per giocare con loro e seguirli. Qualcuna di voi c’è passata? Si è dovuta allontanare per qualche periodo? Come l’hanno presa i bimbi? E, anche agli specialisti, cosa mi consigliate di dire e fare?

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Certamente è un buon consiglio quello di preparare bene i bambini. In maniera chiara e semplice, ma tenendo conto che hanno bisogno di sapere, capire per quello che possono, e essere preparati a quello che succederà. I bambini, come noi adulti d’altra parte, affrontano meglio una situazione complessa se ricevono risposte sincere alle loro domande, e se sentono di poter fare le domande. Senza drammatizzare, è chiaro che affronterete una situazione nuova e critica. Perciò rappresenta un’opportunità (di cui certo avreste fatto a meno) per “insegnare” ai vostri bambini come si può affrontare le situazioni difficili: guardandole per quello che sono, stando vicini, soffrendo un po’ certamente ma potendone parlare. è impossibile far sì che siano protetti o “immunizzati” dall’affrontare il dispiacere della separazione dalla mamma, ma è più utile che questo dispiacere possano esprimerlo sentendosi accolti e consolati da chi sta loro intorno. Non ne usciranno traumatizzati, bensì con maggiori “competenze” per vivere bene. Bella l’idea del calendario, che li rassicura rispetto ai tempi, magari consiglio di non comunicarlo loro con eccessivo anticipo, una settimana può essere un buon tempo. In bocca al lupo!

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Io penso che i bambini con i dovuti modi sono capaci di capire tutto,spiegagli con calma quello che accadrà e perchè, con poche e semplici parole senza lasciargli percepire la tua ansia. Magari digli che potranno in qualche modo venire a trovarti in ospedale cn il papà.Vedrai che tutto andrà benissimo.In bocca a lupo per tutto.

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Cara Babette,

mia sorella, in seguito a una caduta e stata ricoverata subito in ospedale e poi operata dopo qualche giorno. Ricordo ancora quando mi hanno portato mio nipote a casa mia per andare appunto al pronto soccorso, lui piangeva tanto, aveva appena comprato un piccolo pupazzo, “luca”, che ancora tiene sempre con sè a dormire a distanza di due anni. Aveva 5 anni e sicuramente aveva capito tutto. Non ha visto la mamma per un mese perchè era agosto e per non tenerlo nel caldo cittadino i nonni l’hanno portato con loro al mare. Lui sapeva che la mamma si era fatta male a una gamba e si stava curando, all’inizio non voleva neppure sentirla al telefono ma tutti noi intorno compresi il suo papà e i nonni abbiamo cercato di rendere la situazione leggera aspettando i suoi tempi e non parlandone in continuazione. Lei, poi, è stata addirittura in carrozzina per 3 mesi e tutt’ora ha le stampelle ma lui ha sempre vissuto la cosa tranquillamente. è un bambino sensibile e intelligente, sicuramente vorrebbe vedere la sua mamma correre con lui e fare passeggiate ma è stata anche molto brava lei a non disperarsi mai e a lamentarsi. Lui l’aiuta a camminare e ogni tanto la sprona a non usare più le stampelle, ma per anche un problema precedente di deambulazione è ormai molto difficile. il rapporto mamma figlio per fortuna si basa su altre cose e i bambini imparano ad accettare i limiti propri e degli altri. Secondo me invece la strada è non anticipare troppo per non creare angoscia inutile e in più prima del tempo. Ho visto che ha funzionato bene anche per il mio secondo parto. In fondo si sta via 3 notti e per un mese si è un po’ ko, certo è una cosa bella e non un’operazione ma l’allontanamento è simile. Noi abbiamo bisogno di prepararci in anticipo ma secondo me i bambini no. Comunque è solo una mia opinione, sentiamo anche gli esperti cosa dicono.

Pipa
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Tanti auguri per l’intervento. A me non mi è mai capito di lasciare soli i bimbi per tanti giorni

( quando ho partorito il secondo , devo dire che ero io quella piu preoccupata , il bimbo ha fatto follie dai nonni in mia assenza)

comunque del storia del calendario di Alibar mi è piaciuta , i bimbi capiranno meglio il tempo che devono aspettare per rivedere la loro mamma ,

lori
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Cara Babette, anche a me è capitato di dovermi operare. Sono stata fuori casa solo 3 notti, ma per un mese sono stata k.o. non potendo prendere in braccio i miei bimbi che all’epoca avevano entrambi due anni e mezzo. Non li avevo mai lasciati prima, allora ho trovato uno stratagemma per fargli comprendere che sarei tornata. Una settimana prima di andare in ospedale ho stampato una storia di richard scarry in cui sandrino andava in ospedale per un’operazione e abbiamo creato un “calendario dell’avvento” con le figurine da appendere dalla partenza sino al mio ritorno. Questo “rito” credo li abbia tranquillizzati e gli ha fatto capire quanto tempo mancava al mio ritorno. Credo comunque che spiegare le cose in maniera chiara, dando dei tempi, cioè spiegando che è una cosa a termine, sia efficace! In bocca al lupo!! Alice

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Secondo me devi spiegare tutto ai tuoi piccoli in modo molto semplice e comprensibile per la loro età. Spiega loro il perchè devi fare l’intervento e che cosa succederà quando tornerai a casa. Di loro che nonostante tu sia lontana potrai telefonargli tutti i giorni per dar loro la buonanotte, che ti mancheranno un sacco e che sceglierai con loro prima di essere ricovarata in ospedale una loro foto e che se vorranno potranno farti dei disegni o dei piccoli pensieri e che il loro papà te li porterà in ospedale. Inoltre quando torni a casa potrai mostrar loro tutto quello che ti hanno dato… In bocca al lupo per l’intervento…

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ciao…a me non è mai successo però quello che mi sento di dirti è di spiegare loro tutto in modo semplice, senza spaventarli, rassicurali e vedrai che capiranno ora sono grandicelli e sicuramente soffriranno un po per la lontananza ma capiranno che lo fai per il tuo bene e per poter stare bene e giocare ancora con loro…in bocca al lupo per l’operazione….

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Il mio bimbo è stato lontano da me la prima settimana di vita, tutta un’altra musica, era troppo piccolo per capire e sentirti attaccato alla mmma forse, ma credo sia stato un bel contraccolpo lo stesso. Ma lo stesso mi sono detta, quando era successo, che il mio bimbo ha sentito l’amore che gli ho donato nella pancia e ha capito..ed è stato bravissimo e mi ha aspettato (non piangeva tra una poppata e l’altra, era tranquillo etc). Sono convinta che più l’amore si tesse giorno dopo giorno con i nostri cuccioli più i loro hanno i bagagli, a volte per noi sorpendenti, per aspettare con un fondo di serenità il nostro ritorno. Sono stati fortunati ad avere una mamma che ha aspettato che crescessero il più possibile prima di operarsi, probabilmente gli mancherai sempre terribilmente tanto, ma il distacco secondo me rappresenterà un ponte per metabolizzare meglio l’amore che vi lega e l’attesa del ritorno! “Oggi, è lunedì, dobbiamo contare insieme, 1, 2, 3… 30 giorni e la mamma poi parte per un viaggio. Starà via per un pò, perchè deve fare tanta strada per andare a prendersi una nuova gamba (?). La dovete aspettare contando col papà e una tata fino a 1, 2, 3.. 14! Ma poi sapete che quando arrivate a 14 la mamma torna!! Anche quando è lontana lei c’è sempre, perchè è sempre nel vostro cuore. Anche voi ci siete sempre per lei, anche quando siete lontani, perchè lei vi porta nel suo cuore! E quando tornerà arriverà con due bellissimi regali, uno per ognuno! Poi voi dovrete contare ancora, ma stavolta con la mamma!! 1, 2, 3, 30 giorni e poi magia, la mamma vi farà il regalo più bello: tornerà a correre con voi! Allora, siete pronti a contare?

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non so proprio come aiutarti ma ti sono vicina con il pensiero, un abbraccio!!!!