Domanda agli esperti e non solo: psicosi e depressione post parto?

Care mamme ed esperte: 96 ore sveglia, prima, durante e dopo il parto, per apprensione verso me e il mio bimbo che non ho saputo gestire mi hanno portato a un crollo psicotico sedato con farmaci, stabilizzanti dell’umore e antidepressivi, che continuo a prendere anche ora, a distanza di due anni. Forse non c’è nessuno più di qualcuno che l’ha vissuta in prima persona come me che può capire. Mi dico che ho imparato tanto da questa esperienza, tanto da credere abbastanza che se mai dovessi avere un secondo figlio non mi ricapiti. Ma ho tanta paura che sia una cosa più grande di me, che gli ormoni impazziti e la predisposizione genetica a queste cose mi possano giocare scherzi anche in una futura gravidanza! Insomma, a voi o a qualcuno che conoscete è capitato? Quanto dipende da noi evitare un crollo così devastante e quanto non possiamo farci nulla? Grazie e scusate la domanda difficile e su uno scomodo argomento…

Rispondi

×

Login

2

Complimenti per aver portato con sincerità la sua esperienza difficile, che in realtà è molto più comune di quanto non si pensi. è vero però che spesso le donne hanno “vergogna” di parlare della depresione post partum, quasi fosse un “difetto” delle proprie capacità genitoriali. Non è così, e poter condividere le proprie emozioni in quei momenti difficili costituirebbe un importante fattore protettivo. In questo senso, prognosticamente, una futura gravidanza affrontata con consapevolezza, e con l’aiuto dello psicologo e di alcune persone care, avrebbe certamente un impatto meno faticoso della precedente. La componente fisica legata agli ormoni è certamente importante, e in alcune donne può avere un impatto maggiore; quella psicologica dipende molto dalla possibilità di poter esprimere e non nascondere le normali fatiche, frustrazioni, vissuti di incompetenza che provano tutte le donne alla nascita del primo figlio. Se tali stati d’animo possono essere condivisi, mantengono dimensioni gestibili e si superano dopo qualche mese; altrimenti si ingigantiscono, aumentando il senso di inadeguatezza personale e di vergogna.

Mi sembra che da questo punto di vista lei sia stata capace di utilizzare bene la prima esperienza e di conoscersi meglio, riuscendo a raccontarsi e a cercare solidarietà. 

1

Io credo che dei cambiamenti così vicini e repentini siano troppo per il bambino, che è ancora molto piccolo, nella vecchia casa aveva le sue abitudini, i suoi posti preferiti, ora si ritroverà in una casa nuova tutta da scoprire, penso che sia meglio che prima si abitui al cambio di abitazione e poi alla nuova cameretta che potreste arredare e sistemare insieme  a lui così che la senta sua fin da subito…meglionon esagerare con le richiesta altrimenti il piccolo potrebbe sentirsi frustrato… in bocca al lupo!!!

1

Il far coincidere 2 cambiamenti insieme per bambini così piccoli è troppo: un cambiamento alla volta!! Per noi cambiar casa può anche sembrare una cosa da nulla, ma per loro cambia il mondo, non potete aggiungere ulteriore stress al piccolo, abbiate un po di pazienza che si ambienti e poi proverete le altre cose.

1

Non sono un’esperta ma una che ci è passata. Ho constatato di persona che la seconda volta è meglio “prevenire”. Come ho già scritto in: http://www.whymum.it/c-12106-Depressione-Post-Partum alle prime avvisaglie della seconda gravidanza, mi sono precipitata dal dottore, il quale ha capito e immediatamente mi ha dato una cura specifica. Poi non ho avuto problemi dopo la nascita della seconda. Ti faccio i miei migliori auguri, di cuore e ti sono vicina perché so cosa sia questo timore. E ricordati che l’argomento non è scomodo, ma una realtà quasi tangibile che, spesso, noi donne, per essere come un supereroe, dobbiamo nascondere. Tutti intorno a dirti: ma perché sei depressa, non sei felice di avere questa bellissima creatura? Cosa ti manca? E magari ti fanno anche qualche risatina dietro, come per sminuire le tue capacità. Almeno a me è capitato così. Poi oltre tutto io sono sola, ho solo mio marito che lavora tutto il giorno. Una compagnia sincera di un amico o di un parente avrebbe sicuramente accelerato la mia ripresa.