Mio figlio 15 anni prima superiore, non vuole più studiare

Come posso aiutare mio figlio in crisi riguardo la scuola?? gli piacciono ambiente ed insegnanti. compagni di classe e persino gli aiutanti.Ma allora perchè non ha più interesse a niente???

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Ciao, grazie per la tua risposta. I Prof. dicono che ci sono tante capicità ma è l’impegno che manca, mio figlio di non essersi impegnato all’inizio dell’anno e di conseguenza di non essere preparato.Io vorrei che ripetesse l’anno scolastico, lui vorrebbe non andare più a scuola.Che disastro l’adolescenza!!

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Il primo anno delle superiori è spesso un momento molto critico per i ragazzi. Può succedere che si fosse abituati ad essere bravi a scuola fino alla terza media, grazie a delle buone capacità ma senza doversi impegnare particolarmente, e che il primo anno di superiori rappresenti una doccia fredda, perchè lì senza molto studio non si riesce ad essere bravi. Può crearsi un circolo vizioso: ci si sente inadeguati e non all’altezza, e si “molla”, peggiorando ulteriormente la situazione. Dal punto di vista psicologico è davvero un momento molto delicato e critico: cambia l’immagine che si aveva di sè, da “bravo” a “incapace”, e questo manda molto in crisi in una fase di età in cui i cambiamenti nell’identità sono molteplici e si è fragili e influenzabili. Se vostro figlio chiede di parlare con qualcuno al di fuori della famiglia assecondatelo, gli sarebbe senz’altro utile. Altrimenti, comunque, va incoraggiato e rafforzato rispetto a se stesso: è sempre quello di prima, certo adesso fa fatica e questo è frustrante, ma è normale e capita a molti. Dal punto di vista scolastico, se potete, dovete aiutarlo trovandogli qualcuno con cui fare i compiti: lo aiuta a concentrarsi e a non demoralizzarsi, non importa se in teoria sarebbe in grado di far da solo. E non potete essere voi ad aiutarlo su questo fronte, probabilmente ritiene già di avervi deluso e studiare insieme potrebbe essere frustrante e fonte di nervosismi. Anche se per quest’anno fosse ormai tardi fatelo comunque: se capisce che, aiutato a concentrarsi, riesce a rendere, allora può ritrovare la motivazione per l’anno prossimo e ripetere l’anno. Ditegli comunque che non vi delude, che voi lo apprezzate per quello che è lui e non perchè va bene a scuola; che nella vita tutti prima o poi incontriamo il nostro primo ostacolo: è normale, il più sta nel come si riesce ad affrontarlo e ad andare avanti, e che bisogna accettare di essere in difficoltà a volte, capita anche ai grandi. Raccontategli delle difficoltà che avete avuto voi, se vi va. Se molla la scuola rischia di portarsi dietro un vissuto di fallimento, detto questo certamente la decisione va presa insieme a lui, ed è anche possibile che abbia sbagliato la scelta della scuola (può capitare a chiunque visto che non abbiamo la sfera di cristallo) e che per l’anno prossimo possa cambiare indirizzo di studi. In bocca al lupo

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Ho passato brutti momenti, specialmente quando avevo 17 anni, alla morte di mia nonna che per me era la mia famiglia. Mio padre aveva un’azienda che si occupava di meccanica e mia madre mi ripeteva che se volevo potevo andare a fare l’operaio in officina e non mi avrebbe fatto entrare nell’ufficio se non avessi preso un diploma. So che in quei momenti avrei preferito un appoggio più che un attacco, ma la ringrazio comunque perché mi ha stimolata a continuare. Poi ho cambiato la sezione a scuola e mi sono trovata molto meglio, nuovi amici, nuovi interessi, come quello per la storia medievale che ancora coltivo. Questo è un momento di ribellione, di confusione, mi ricordo che mi mancavano punti fermi. Credo che stargli vicino e tentare di parlarci sia la soluzione migliore e, visto che ha buone amicizie, cerca di parlare anche con qualche compagno che lo stimoli a studiare.

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secondo me il punto é cosa vuole fare allora…? per quanto riguarda la mia esperienza non mi stancheró mai di ringraziare i miei genitori che quando ho avuto questo, chiamiamolo momento di confusioine, mi hanno “costretto” a studiare…

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ciao…io non ho ancora esperienza con la scuola, però secondo me è un periodo transitorio, un po di ribellione, è risaputo che le superiori risvegliano l’anima ribelle di un ragazzino….l’indipendenza, il cambiamento, nuovi amici nuovi professori…io ricordo bene che i primi due anni di superiori ero veramente un disastro…promossa per un pelo e con debiti formativi…poi dal terzo anno è cambiato, è ritornata la voglia di studiare e di fare bene…alla fine sono uscita dalle superiori con un voto pari a 92/100….se proprio questa situazione ti angoscia molto parlane con i suoi professori e fatti consigliare da loro…in bocca al lupo…