Diario di bordo: appuntamento con la casa con tante finestre

è arrivato il giorno. Domani, alla “casa con tante finestre”.La primavera è sbocciata. Passeggiamo in mezzo al verde raccogliendo fiorellini gialli e osservando i grandi petali rosa e bianchi caduti dalle maestose magnolie che adornano i lati della strada. Tu adori ogni forma di vita. Mi chiedi di portare a casa api morte come ricordo o piccole bestioline trovate nel parco.

Tu e i tuoi 4 amici vi fermate alle vetrine, salutate i signori in bici, spingete i passeggini dei vostri fratellini.

E poi ti osservo ai giardinetti con il desiderio di fare incetta di divertimento. Sali su una di quelle giostre rotonde con una specie di volante al centro. Dei bambini più grandi di te la spingono forte e io vedo i tuoi occhi illuminarsi: “a tutta birra!” gridi insieme a loro e ogni tanto mi guardi con un misto di orgoglio e timore. Sei stato accettato nel gruppo dei grandi e ne sei fiero.

E allora io scorgo lo sguardo dell’uomo che sarai, affascinante e dolce, mite e forte come il tuo papà.

E penso che sei diventato grande, che mi riempi la vita e mi doni sempre nuovi stimoli. Comunichi quella passione per le cose che molti adulti non hanno e riesci a farci dimenticare la pigrizia che tanto limita la nostra vita. Cogli i particolari che spesso passano inosservati e cerchi sempre di unire le persone intorno a te con giochi e chiacchiere.

Se io e il tuo papà discutiamo, prendi un gioco che diventa un tamburo e ci riporti all’ordine. La mattina prima di scuola mi trascini in battaglie di astronavi aliene e aerei nemici oppure mi coinvolgi in spettacoli improvvisati per il tuo papà. 

Mi fai tenerezza quando vuoi imparare a dire la “r”, ora che finalmente sei riuscito a capire come pronunciare la s e la t vicine. Esci da scuola e mi dici: “mamma ho imparato: senti qui” e dici “bravo”, e la tua r è in realtà  il suono brrr del freddo. Sorrido, per la tua voglia di migliorarti e ti abbraccio. Avrai tutto il tempo per imparare a dirla, non c’è fretta.

Sei una sorpresa, ogni giorno. In te c’è il potenziale di chi ha davanti ancora tutto da costruire ed è così bello riscoprire le cose insieme a te ascoltando i tuoi ragionamenti e le tue domande sul mondo. Mi piace vederti ora così spavaldo nelle situazioni e con la gente. Tu così in difficoltà fino a pochi mesi fa a gestire la tua timidezza.

Le tue conquiste sono diventate le tue sicurezze.

Ci vuole tempo, per tutto.

Domani ti vedrò affrontare l’ennesima sfida perchè a voi piccoli bimbi già ogni semplice giorno ve ne riserva parecchie. E domani sarà un giorno speciale, in ospedale, sotto i ferri. Cercherò di trasmetterti fiducia e tranquillità per quel che posso. il dolore è parte di quella vita che tu assapori in ogni piccolo particolare. Facciamo fluire semplicemente gli eventi e chiudiamo questa pagina per fortuna non grave per poi aprirne un’altra, quella dell’estate, del sole, dei bagni al mare, della luce a tarda sera, della spensieratezza, del compleanno ad agosto che tanto aspetti.

Dolce piccolo mio, ti terrò la mano e sarò con te, domani e sempre.