Diario di bordo: e dopo il parto cosa succede?
Alcuni ti raccontano quello che ti aspetta quando nasce un bambino, ma tu non vuoi ascoltare, anzi, ti arrabbi per la negatività che vogliono metterti addosso e per l’atteggiamento paternalistico di chi ci è già passato. Tipiche frasi sono: “mi raccomando, dormi fin che puoi!”, e tu ti dici “ma come! io non vedo l’ora che nasca per togliermi questo pancione e dormire finalmente a pancia in giù..”. Oppure “vai al cinema e goditi le cene fuori finchè sei in tempo”. “Ma come, dovrò rinunciare davvero a tutto questo?”. E io mi ricordo che una volta nato Apo, facevo sempre cene a casa mia dicendo che in fondo la mia vita non era cambiata. Lui aveva 1 mese e alle 8,30 dormiva beato nel suo lettino. In effetti è durata poco la pacchia 🙂
Quando arriva il secondo figlio, sai già tutto, ma nella tua testa credi o vuoi credere con tutte le tue forze che la seconda volta sarà diversa, che il bambino dormirà dal secondo mese e che tu non rifarai gli stessi errori educativi. Davide ora ha 5 mesi e ancora mangia ogni 2 ore. Ogni giorno attendo il tanto desiderato intervallo delle 6 ore di notte, speriamo in bene! Inoltre, lo allatto. Sicurezza e protezione contro le malattie. Mah. Non voglio denigrare il latte materno, non mi fraintendete, perchè è l’alimento migliore in assoluto, e questo allattamento per me è stato bellissimo e sereno. Però non crediamo che sia un vaccino inattaccabile. Lui si è già fatto varicella e influenza (con antibiotico annesso per peggioramento dopo 5 giorni) in soli 5 mesi! La gravidanza è un momento di grande gioia, sempre che non porti problemi gravi, e il picco di felicità arriva al momento della nascita, la massima espressione della natura umana. Poi inizia l’avventura, che il più delle volte ci coglie impreparati. E, non so cosa ne pensate voi, non è il primo mese il più duro, ma gli altri! quando la stanchezza si accumula e il bambino magari non è così tranquillo come si sperava. E il papà? sì, è presente, ci aiuta, ma è vero, vede crescere il suo amore per il piccolo nuovo arrivato con calma, non certo subito come la mamma. E l’accudimento dei primi mesi è inevitabilmente nelle mani della donna. Quante verità non si dicono dell’essere genitori. Ed è anche per questo forse che molti si ritrovano tali ma non sono affatto pronti. Dovrebbe esserci una scuola obbligatoria per tutti! Quando si torna dall’ospedale, per esempio, ci si sente isolate, sole. O pensate alle donne che vivono un aborto spontaneo, spesso non lo si racconta nemmeno, quasi fosse una vergogna, lo si dice dopo mesi. E invece è un vero lutto, degno di essere vissuto come tale nella propria comunità.Ogni tanto si ha la sensazione che la propria felicità nella media si sia abbassata. La coppia un po’ si trascura, la mamma non riesce a staccare la mente dal proprio figlio nonostante senta il bisogno di evadere, i problemi alle volte sembrano insormontabili insieme all’accumulata stanchezza. E qui arriva il grosso “ma”, quello che cambia tutta la prospettiva. Se osserviamo bene e più in profondità, i momenti di gioia sono in realtà più intensi e le esperienze emotive che ci vengono donate sono molto più pregnanti degli anni precedenti. Quindi la media ha poco senso. Credo inoltre sia solo una questione di aspettative. Se si è ben consci di ciò che ci aspetta si è più capaci di affrontarlo senza frustrazione. Condividere le proprie storie, leggere le delusioni altrui, riconoscere la propria fortuna attraverso i racconti degli altri aiuta moltissimo. WhyMum me l’ha decisamente insegnato in questi quasi due anni di vita. Si scopre di avere davvero tanto in comune anche con estranee e ci si risolleva nei momenti più difficili. E soprattutto si impara ad apprezzare la maternità senza pensare a ciò che si è perso. Non consideriamo però un tabù parlare dei lati negativi, alle volte sfogarsi è una grande medicina.