Diario di bordo: gentilezze a sorpresa
è tornato il caldo, il pancione pesa e rovesciarlo da una parte all’altra nel letto diventa difficile, per cui dormo male. Apo è malato da 5 giorni con enterite acuta a ridosso della partenza per le vacanze prevista per sabato. Insomma, il morale si mantiene ma a fatica. Lo cambio 6 volte al giorno, non riesco a dargli medicine, lo vedo dimagrire e penso che andremo al mare con un bambino debilitato e poco in forma.
Oggi però qualcosa ha reso la giornata più positiva, limpida e fresca. Un gesto gentile, inaspettato mi ha fatto assaporare il gusto della solidarietà anche tra estranei. Ero in banca, con aria condizionata rotta, 2 sportelli aperti per 6 persone in coda con una media di 5/10 minuti a persona di attesa. Una signora, quando mi ha vista arrivare, mi ha subito ceduto il suo posto, il primo della fila per mettersi al mio, l’ultimo. Le altre persone sono rimaste al loro posto, hanno lanciato qualche sorriso di benevolenza, alcuni hanno fatto una smorfia come per dire “ma come?”, nessuno ha proposto di lasciarmi semplicemente passare avanti senza che la sigora perdesse il suo posto. Non mi piace approfittare del mio stato, anche se non nego il piacere nell’essere coccolata e vista con occhi di riguardo, ma me ne sarei andata perchè aspettare in piedi mezz’ora al caldo era insostenibile. Il mondo si divide in due: gentili e non gentili, attenti e menefreghisti, egoisti e altruisti. Molti sostengono che anche l’altruismo è una forma di egoismo, perchè serve al nostro ego, a farci sentire meglio e io penso: l’importante è il risultato, non il movente.