Diario di bordo: giochi di cortile

Sono in vacanza vicino a San Benedetto del Tronto, con altre 3 famiglie. La casa, in cui siamo ospiti, sta in collina, con una vista bellissima che raggiunge il mare.

Alice è allegra. Sta tutto il giorno con la sua amica del cuore e altri 4 bambini un po’ più grandi.

Noi adulti riusciamo a godere di molti momenti di svago e di chiacchiere, senza che siano sempre loro al centro. Come invece spesso succede. Si autogestiscono molto e in più tutti i genitori sono i genitori un po’ di tutti. è la prima volta per noi che ci troviamo così tanti giorni in così tanti. Da un lato in questa situazione mi accorgo di come Alice stia crescendo, di come ormai sia sempre più autonoma e capace di giocare da sola e con gli altri, dall’altro lato penso alle famiglie di alcuni decenni fa. In cui i bambini venivano cresciuti da tutta una comunità di adulti, in case grandi, magari come questa. Con meno apprensione, sia sul dentro che sul fuori. E ogni giorno questi piccoli esploratori del mondo compivano scoperte uniche e genuine, come in questi giorni sta facendo Alice, che ha imparato a stare in mezzo a dei cagnoni alti più di lei, a raccogliere i fiori giù per la discesa, mangiare delle improbabili arance (è inverno!) direttamente raccolte dal prato, parlare con i conigli, rincorrere le galline e sprofondare fino alle caviglie nei campi arati e fangosi.. Tutto soltanto con i suoi coetanei, anziché con lo sguardo invadente dell’adulto. Prima di partire stavo leggendo “Dalla Parte dei Genitori” di Daniele Novara, in cui si parlava proprio di questo: di quanto oggi siano diminuite se non scomparse le opportunità per i bambini di fare esperienze di gruppo soltanto con altri bambini. E di quanto tali occasioni fossero e siano fondamentali per imparare a stare insieme, relazionarsi, vivere emozioni e gestirle in autonomia. Stessa cosa per il conflitto, che devono finalmente sbrigarsi completamente da soli, senza la mano dell’adulto: che separa, sgrida e attribuisce colpe e castighi. Mi sono venuti in mente in questi giorni molti momenti della mia infanzia in cui andavo in giro coi miei amichetti, o giocavo a palla contro un muro del palazzo.

Nella mia efficiente città oggi i cortili sono “vietati” ai bambini, per strada si va solo accompagnati, i cani sono sempre legati per “legge”, di fiori non se ne parla. E di case grandi in cui trovare spazi in cui i bambini possono costruire storie ce ne sono poche e quasi sempre di chi è comunque già per nascita più fortunato. Restituiamo i cortili a tutti i bambini!!