Ultratest e amniocentesi

Salve a tutti. Ho 36 anni e sono alla mia prima gravidanza. Il mese scorso mi sono sottoposta all’esame dell’ultratest che è risultato negativo: Trisomia21 1:3263, Trisomia18 1:10.000. Il mio ginecologo mi ha quindi dato un parere negativo sul fatto di procedere con una eventuale amniocentesi (almeno che io non lo voglia assolutamente), mentre il parere di un pediatra amico di famiglia è completamente diverso: dal suo punto di vista l’ultratest è un esame assolutamente superato, il cui risultato non è attendibile e quindi mi ha consilgiato, considerata la mia età, di procedere comunque con l’amniocentesti, rassicurandomi sul fatto che l’esame non comporta più alcun ricschio circa un eventuale aborto. A questo punto non so più cosa fare. Come mi consigliate di procedere? Grazie mille.

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Tutto è relativo anche l’importanza che si dà a certe cose.Tu e tuo marito dovreste porvi questa domanda: se vostro figlio nascesse con dei problemi a vostra insaputa voi riuscireste ad affrontare la situazione dando tutto il vostro amore a vostro figlio comunque? Se la risposta è sì l’amniocentesi è inutile, ma se così non fosse o avete dei dubbi meglio fare l’amniocentesi. In fondo è solo per questo che serve questo esame.

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vedo che la domanda è una delle famose vecchie domande che non avevano avuto risposta. spero che nel frattempo tutto sia andato per il meglio, magari faccelo sapere!

In ogni caso vorrei dare lo stesso il mio contributo perchè penso che gli argomenti valutati dalle mamme delle precedenti risposte, pur se validi e importantissimi, non siano gli unici.

vi spiego perchè e come ho ragionato io essendo al momento nelle stesse condizioni in cui era lauram, ossia 36 anni prima gravidanza, sperando di essere d’aiuto per altre che si trovano o troveranno nella stessa situazione. secondo me la questione centrale non è tanto se portare a termine la gravidanza o meno, ma dell’essere preparate ad ogni eventualità. Credo che i primi giorni dopo il parto saranno già abbastanza caotici e sconvolgenti (in senso buono) che l’aggiungere un ulteriore fattore di sorpresa mi sembra addirittura peggio per l’equilibrio della mamma, della coppia e della famiglia stessa. Come dicevo, anch’io come lauram ho 36 anni e sono alla prima gravidanza. A differenza sua però ho fatto addirittura la villocentesi: il rischio di aborto è l’1%, uguale a quello di un’amniocentesi. Se fatto poi in un centro specializzato e da una persona preparata ed esperta, non si corre alcun rischio. secondo me le domande da farsi per decidere se fare o meno un test invasivo non sono tanto se tenere il figlio o meno in caso di risposte positive alle trisomie, ma piuttossto che gravidanza state avendo? avete avuto rischi di aborto? contrazioni? è stata una gravidanza arrivata con facilità o avete dovuto ricorrere a fecondazioni assistite o cure ormonali? e poi: come vivreste il resto della gravidanza senza sapere nulla di certo del piccolo? in modo sereno o ansioso? personalmente, l’avrei vissuta malissimo, con ansia costante, e di conseguenza l’avrebbe vissuta malissimo anche io mio piccolo. Per la cronaca: il torello è un bellissimo 46XY di 400g quindi apparentemente tutto apposto. “apparentemente” perchè in ogni caso villo/amnio rivelano solamente trisomie e macro-mutazioni come traslocazioni grossolane. Restano comunque moltissimi difetti genetici che neppure amnio e villo riescono a vedere. Bisogna solo aspettare e sperare… e soprattutto aspettare il più serenamente possibile!

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Quando a 33 anni ho scoperto di essere incinta, non ti dico la gioia che ho provato. Il mio ginecologo insisteva perchè facessi gli esami del caso, avendo superato i 30. Ma io e mio marito non abbiamo voluto. Se mai fosse risultato qualcosa (oltre al fatto che ritengo che l’amniocentesi comporti sempre una piccola percentuale di rischio. Una mia amica ha avuto fastidi dopo averla praticata) cosa avremmo fatto? Avrei abortito? No di certo. Mio figlio sarebbe nato lo stesso. Non avrei mai potuto ucciderlo. E allora perchè praticare questi esami? Ma è un fatto di coscienza ed ognuno è giusto che segua la propria. Anche io ti consiglio di interrogarti e capire cosa davvero faresti qualora dovesse esserci qualche problema. Comunque nel mio caso il Signore ci è stato vicino (nomino Lui perchè la mia gravidanza è stata un po’ complicata, 5 mesi a letto) e il mio bimbo è nato forte e sano a termine di gravidanza. E che sia nato alla 39esima settimana per noi è stato un miracolo.

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CIAO! condivido il pensiero di Mela ed il suo suggerimento mi sembra molto assennato… tu e tuo marito sedetevi a tavolino e confrontatevi, esponete i vostri pensieri, e decidete… ma DECIDETE VOI! il bambino è vostro e così la decisione! non chiedete pareri, serviranno solo a disorientarvi… e non esiste solo la Sindrome di Down, ma anche la Spina bifida e altre malformazioni che si scoprono solo con l’amniocentesi… la domanda è sempre quella… SE AVESTE UN FIGLIO CON UNA MALFORMAZIONE, PORTERESTE A TERMINE LA GRAVIDANZA? ha detto bene Mela… interrogatevi e riflettete… poi decidete… un abbraccio

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l’ultratest non è un esame diagnostico ma statistico, questo significa che potrebbe dare risultati errati. amnio e villo comunque hanno delle percentuali, anche se basse, di induzione di aborto. tu e tuo marito dovete valutare sulla base di tanti fattori: se aveste un figlio down portereste a termine la gravidanza? se la risposta è no vale la pena farla, se la risposta è sì dovete decidere se il rischio, per quanto basso, valga la candela. nessuno può permettersi di dirvi cosa fare con motivazioni etiche: solo voi potete prendere questa decisione! parlane col tuo ginecologo, a meno che non sia un obiettore di coscenza, oppure con un altro che non sia obiettore e solo dopo aver valutato tutto prendi una scelta consapevole

Mela
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All’inizio della mia seconda gravidanza, quando non sospettavo proprio nulla, ho fatto delle radiografie al bacino. La mia ginecologa è impazzita e mi ha praticamente dato della deficiente… Ho preso più paura per questo suo atteggiamento da terrorista che dal fatto in sè. Mi ha proposto la translucenza nucale e l’amniocentesi, per vedere se il feto avesse subito danni. Io e mio marito ci siamo confrontati, ne abbiamo parlato a lungo e, dopo aver anche consultato Internet, abbiamo deciso di non fare nessun esame. Ho 36 anni e mia figlia è nata a gennaio.