Riflessioni: come ci cambiano i nostri figli 

A fatica ricordiamo come eravamo prima.

Ci sentiamo più stanche, più piene, più impegnate, più vive, più ricche, più fragili.

Un bambino piccolo è capace di scardinare certezze, spalancare porte chiuse, scavare nel profondo delle nostre debolezze.

Il suo pianto è l’eco di sofferenze passate, il suo sorriso scioglie rigidità e durezze.La sua essenza imprevedibile ed emotiva fa emergere ogni nodo della nostra anima. Ciò che è non risolto, ciò che è volutamente sommerso esce con prepotenza nel confronto con la purezza istintiva di un bambino che cresce. è come ritrovarsi nudi, svestiti da un piccolo esserino che chiede a squarciagola sicurezza, maturità e coerenza. Ma noi mamme, ancora figlie, e con un’abitudine radicata all’autosufficienza e all’egocentrismo, cadiamo nella trappola del “senso di colpa” ogni volta che ci troviamo di fronte alla nostra normale inadeguatezza.Lasciamoci invece scivolare in questo percorso di rivoluzione. Permettiamo all’inconsapevole arte maieutica di un neonato di combattere contro le nostre resistenze a guardarci dentro, a riconoscere i nostri limiti, ad accettare chi siamo.Ascoltiamo i pensieri negativi e trasformiamoli in positivi:Il bambino è imprevedibile…impariamo ad abbandonare il controllo, tarlo principe di noi donneIl bambino ha scatti emotivi violenti…. l’arte della pazienza porta molto lontano, è un dono prezioso da coltivareIl bambino ha una routine scandita… c’è un tempo per ogni cosa, certe occasioni possono sempre riproporsiQuando un bambino è stanco o malato non si riesce mai a fare nulla…. combattiamo con la frenesia del fareQuando fa i capricci non lo sopporto….accettiamo il nostro limite, le emozioni NON filtrate ci innervosisconoMi sta sempre addosso….lasciamoci andare, il contatto fisico è come una carezza interioreLe discontinuità sono alla base delle innovazioni, nella tecnologia così come nella vita. Quando arriva un bambino impone i suoi tempi, segnala i punti deboli, costringe a rivedere tutte le priorità.

Ma la cosa più importante è che smuove il nostro tessuto emotivo. Provare emozioni anche negative spaventa, ma è l’unico passo per sentirsi veramente liberi e sereni.