Abuso di…maternità!

L’altro giorno ho letto un articolo di Francesca Senette che rispondeva a una lettera di una ragazza che a un colloquio di lavoro le èstata fatta la domanda se voleva avere figli. A lei èsembrata discriminatoria, la Senette era d’accordo ma sosteneva che certi atteggiamenti sono anche frutto di un abuso da partedi q.na delle leggi che tutelano le mamme: detta in soldoni, ci sono le “furbe”, e questo va a discapito di tante lavoratrici corrette e oneste. La questione nn mi riguarda da vicino visto che sono casalinga, ma l’argomento mi ha fatto pensare ad una mia amica che ha un lavoro fisso statale, appena ha saputo di essere incinta si èmessa in maternità anticipata, e da quello che ho capito sfrutterà tutto il tempo che le è concesso e poi si licenzierà… Nn sta male ma le èpresa l’ansia (nel suo caso immotivata) che capita a tante… Nn voglio fare la “moralizzatrice” peròpenso che nella vita bisogna essere corretti, nn è quello che tutti vogliamo insegnare ai nostri figli? Senza tener conto che i contributo li paghiamo noi… Penso anche alle piccole aziende, con 1 o 2 dipendenti: èdiscriminatorio chiedere ad un colloquio se vuole avere figli o meno? Sicuramente si, ma nello stesso tempo comprensibile! Voi che ne pensate?

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Qui in America non c’è la maternità obbligatoria, e quando parli con le americane sono sconvolte del fatto che qui da noi sei addirittura obbligata a stare a casa per alcuni mesi. Però avere e crescere un bambino qui sembra più semplice, e anche allontanarsi per qualche anno dal mondo del lavoro non sembra un grosso problema. Poi si riesce a rientrare, non come in Italia dove basta un anno sei fuori. Come detto in un commento, secondo me se una punta sul lavoro o comunque ci tiene molto, in Italia è meglio non stare troppo via, probabilmente 8 mesi è il periodo giusto tra obbligatoria e facoltativa. In questo modo per il bambino è meno traumatico e anche per la donna il distacco dal mondo lavorativo non è troppo lungo. Opinione basata su esperienza vissuta. 

Pipa
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Sono unìmpiegata statale da dieci anni, mai fatto malattia. Ora sono in aspettativa facoltativa per curare i iei gemellini di un anno e sto usufruendo di tutto cio` la legge mi offre. Credo che tutte dovremmo potere godere dei nostri diritti…e che bisognerebbe lottare per questo, e non per privarcene tutte. E per finire, non tutto é come appare, anche io sono uscita per gravidanza a rischio verso i tre mesi, ma non ho mai raccontato ad estranei i miei problemi.. la risposta standard era tutto Ok.. sempre.Perchè giudicare e farsi la guerra tra i poveri?

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da parte mia è solo voglia di confronto….nessuna guerra e nessuna giustificazione, i furbi ci son ovunque ed è proprio per questo che le donne vengono discriminate nel mondo del lavoro.

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Scusate ragazze, nn volevo scatenare una “guerra interna”! E tantomeno che q.na si senta di doversi giustificare per aver esercitato i propri sacrosanti diritti! Le furbe sono quelle superficiali e disoneste, che secondo me alimentano il pregiudizio errato che una mamma nn èseria nel lavoro, da qui la difficoltà oggettiva per una donna di trovare lavoro… Le vostre storie nn c’entrano con questo, anzi!

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allora sarò odiata da voi…io ho lavorato fino all’ottavo mese, che poi è coinciso con le vacanze estive…quindi in ufficio il primo mese non si sono nemmeno accorti della mia assenza….alla fine dell’obbligatoria ho dato la mia disponiilità a lavorare da casa…lavoravo nell’ufficio del personale di una multinazionale inglese…ma questa possibilità è stata negata dalla sede centrale perchè le informazioni trattate erno protette da privacy. Al termine della facoltativa ho utilizzato i miei innumerevoli giorni…anzi mesi di ferie…(questo a testimoniare il fatto che nei quasi 10 anni che ho lavorato per quell’azienda non me la scialavo in vacanza)…..mentre ero in ferie ho iniziato a mandari in giro i cv perchè volevamo un secondo figlio ma non sapevamo se metterlo in cantiere subito o aspettare qualche mese e comunque se fossi rientrata a lavorare mi sarei voluta avvicinare a casa….mentre ero in ferie mi sono confrontata col mio capo e l’ho messo al corrente del fatto che stavo mandando in giro i cv (più corretta di così) e che magari avrei chiesto l’aspettativa… e la settimana sucessiva ho scoperto di aspettare la mia seconda bimba….a quel punto ho detto al mio capo che sarei stata disponibile a rientrare in ufficio fino all’ottavo mese….ma ne valeva la pena …riprendere in mano tutto…procedure nuove da assimilare, etc per poi dopo qualche mese dovere rispiegare nuovamente tutto alla persona che mi avrebbe sostituito…lui mi ha proposto di mettermi in anticipata, invece ho richiesto l’aspettativa e ho fatto partire la maternitò al settimo mese….poi ho finito di utilizzare le mie ferie, che comunque l’azienda mi avrebbe dovuto pagare e poi mi sono dimessa.

Non mi sento in colpa proprio nei confronti di nessuno….ho versato i contributi come li versate voi, per quasi 10 anni ho fatto straordina gratis ….ho sempre dato la disponibilità a lavorare per le chiusure durante le vacanze di Natale, quando me ne sarei potuta rimanere a casa in ferie….e tanto altro … ho avuto la possibilità di sfruttare l’inps ma non l’ho fatto…perchè avevo la fortuna di poter rimanere sei mesi a casa senza stipensdio, e allora ho optato per l’aspettativa….

credo di non essermi comportata così male visto che il mio capo i ha chiesto fino all’ultimo se avessi cambiato idea e mi ha detto che da loro ci sarà sempre una porta aperta per me quando vorrò rientrare nel mondo del lavoro.

Leggo una leggera invidia tra le righe….parli di quelle che hanno sposato i mariti ricchi….forse sono quelle che hanno avuto la fortuna di scegliere…scegliere di rimanere a casa con i propri figli…..

avendo lavorato nell’ufficio del personale di una grande azieda posso dirti che non sono queste le donne che fanno incattivire i datori di lavoro…alla fine si sà che è nella natura della donna fare figli, e chi ti assume mette in conto gravidanza, allattamento etc….ma poi quando rienri in ufficio si suppone che tu dia la tua disponibilità al 100%….ed invece no ci sono le furbette che si fanno i conti e che al minimo starnuto del figlio stanno a casa, permesso non retribuito …ma giorni al mese calcolati per poter comunque continuare a maturare le ferie…e allora a quel punto la fiducia che l’azienda aveve in te inizia a vacillare, perchè non sa quanti giorni al mese sarai disponibile e chi farà il lavoro al posto tuo….questo è il vero comportamento che incattivisce i datori di lavoro…l’assenteismo ….

detto questo non credo di dovermi sentire in colpa per avere utilizzato un mio diritto ….maternità ferie e aspettativa per poter stare con le mie figlie….che paga la maternità…i contribuenti già….ed io e mio marito lo siamo, quindi spiegami perchè non avrei dovuto.

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Io sono una che sfrutta inps, però è stato il datore di lavoro a dirmi , quando siete incita dovete stare a casa subito, visto che state 8 ore in piedi, facevo anche il turno di notte, alzavo pesi pesanti ( si verniciavano ruote in lega per la fiat, io ero all’imballaggio ), perciò avevo tutte le carte in mano per sfruttarla il  prima poi va bè il dopo è sempre stato il datore di lavoro a mettermi in cassa integrazione, perciò ho sfruttato anche il dopo. Nel frattempo poi ho deciso di fare anche il secondo ed godermi i bimbi, ora va bè dopo 4 e mezzo finirà la cassa ed andrò in mobilità , per altri 2 anni , ora ho iniziato a mandare via il curriculum ed a cercarmi un lavoro,  forse non cosi assiduamente, visto che so che ho le spalle ancora coperte, ed non mi pare che ci siano tante proposte lavorative in giro, anzi……ora aspetto le vostre critiche

lori
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sono d’accordo. applauso a iligu che è stata fin troppo corretta, ma per una come lei ce ne sono 100 che invece fanno le furbe. ne conosco diverse che appena fatto il test si sono messe in anticipata per finta gravidanza a rischio (certo, però andare per locali la sera con tacco 11 o a fare shopping o in vacanza il rischio non c’era…), appena finita anche la facoltativa si sono prese le ferie arretrate, sono tornate, hanno lavorato meno di un mese e poi -ops!- incinte di nuovo, ma che casualità!!! finita la facoltativa del secondo si sono licenziate e si sono prese il sussidio di disoccupazione, le disgraziate, pur non avendo certo problemi economici perchè si erano trovate i mariti ricchi.

io queste le odio. per colpa loro ci rimettono le oneste, e tralatro sono pure cretine e ignoranti perchè non sanno che non è il datore di lavoro a pagare, tranne nei contratti in cui lui ci mette il 20% dello stipendio, ma l’inps, e chi è l’inps? noi contribuenti!!!!

io, che avevo un contratto da consulente anche se timbravo il cartellino, pur avendo una gravidanza a rischio ho lavorato fino alla settimana prima del parto (avvenuto prematuro di quasi un emse e mezzo), ho ripreso da casa la settimana dopo e quando dovevo tornare a full time in ufficio dopo 2 mesi mi sono trovata una mail di licenziamento

Mela
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guarda, io sono statale, ho lavorato fin tutto l’ottavo mese compreso e il nono da casa. nota bene che la mia sede è a 110km da dove abito… sono stata a casa i mesi di maternità obbligatoria più uno di facoltativa in modo da poter lasciare il bambino svezzato alla nonna. avrei avuto diritto ad altri 45gg con lo stipendio al 100% ma per eccesso di correttezza (non c’era chi poteva sostituirmi) non l’ho fatto. se devo essere sincera, tornassi indietro, non lo rifarei. mi prenderei anche quei 45gg e forse anche qualcosa in più. il bambino ha risentito molto della mia assenza. per forza di cose stavo fuori tutto il giorno, per cui all’improvviso s’è trovato da avere la mamma al 100% a vederla solo poche ore. non è questione di approfittarsene, è questione di avere ciò che spetta di diritto, nel rispetto dei tempi di un neonato

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pienamente d’accordo, ma questo argomento è un tabu!

sono tutti bravi a puntare il dito, ma anche qui c’è chi se ne approfitta!

per tutelare i diritti di chi ha davvero bisogno si dà la possibilità ai furbi di approffitarsene.