Babbo natale esiste?

Come vi ponete nei confronti della storia di Babbo Natale? Nel senso, è una favole bella e che fa sognare, giocare con la fantasia, ecc. Però ora che mi trovo io a dovere scegliere che cosa raccontare a mio figlio mi sento insicura.. Mi sembra di mentire e di tradire la fiducia.

Sarà che io ci sono rimasta malissimo quando ho scoperto che era tutta un’invenzione e ricordo nitidamente che ho detestato mia madre perchè mi aveva preso in giro..

Voi cosa dite? e quando il sogno svanisce come raccontate che non era vero niente??

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Io personalmente credo che racconterò dall’anno prossimo la storia di Babbo Natale, senza tuttavia darla come “vera” bensì “possibile”.. Dicendo che si racconta che sia Babbo Natale a portare i regali a tutti i bambini e via via che si cresce poi che forse i regali li fanno le persone che ti vogliono bene, anche quando non li porta babbo natale, facendo scivolare via la finzione. Io ricordo che ci sono rimasta molto male anche perchè ho scoperto bruscamente che non esisteva all’età di NOVE anni. Credo sia stato troppo tardi e che avevo già tanti strumenti per capire e decidere se le bugie erano cosa buona quando mi venivano dette. Mi sono sentita decisamente presa in giro.. E forse ho perso un pizzico di fiducia e gioia nel’ascoltare i racconti che i miei genitori mi facevano.. Forse sembra esagerato, ma per me è stato così!

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Leggendo tutte le vostre risposte mi rendo conto che è difficile sapere se i nostri figli un giorno rimarrano delusi o meno quando scopriranno la realtà. A  me non è mai stato raccontato di Babbo Natale e il fatto che i miei genitori mi abbiano da subito voluto trattare come un adulto, io l’ho sempre vissuta male, perchè mi sono sempre sentita privata dei sogni, delle magie, delle fantasie di cui ha bisogno ogni bambino.  Lo stesso è accaduto per il battesimo, i miei genitori avevano deciso che dovevo essere io a decidere autonomamente un giorno se essere battezzata o meno. Un giorno all’età di 9 anni ho scoperto che i bambini non battezzati finivano nel Limbo, io terrorizzata ho pregato i miei di battezzarmi al più presto, e così fu.

Inutile dirvi che a mio figlio non mancherà Babbo Natale, la Befana…..apprezzando anche i vostri consigli nel cercare il modo più appropriato per non provocargli una brutta delusione dopo.

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Ciao Lucky. Mattia ha 2 anni e quest’anno, la vigilia di Natale, preparerò insieme a lui una bella tazza di latte coi biscotti x Babbo Natale che verrà a portare i doni. Io penso che non ci sia niente di male a far credere ai bimbi che Babbo Natale esiste… Ho una nipote di 15 anni e cuginetti e cuginette di tutte le età e per loro la scoperta che Babbo Natale non esiste è stata molto naturale e non ha portato nessun dispiacere o trauma… Anch’io non mi ricordo di traumi vissuti a causa di questa scoperta. Penso quindi sia bellissimo fargli credere ad una così bella magia fin quando sono tanto innocenti e puri… E adesso che c’è il mio piccolo sono felice di riviverla un po’ anch’io! Viva la magia del Natale!!!!

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In effetti ci ho pensato anch’io diverse volte….e lo stesso discorso vale per Gesù Bambino e il presepe (cosa ancora più delicata in quanto un bambino piccolo non può capire il significato della fede).

Mi verrebbe naturale non raccontargli di Babbo Natale in quanto al di là della storia che c’è dietro alla fine chi porta i regali non è lui ma la mamma e il papà, e a un certo punto lo scoprirà per forza e ci rimarrà male come tutti noi. D’altra parte però è un modo per farlo sognare e non catapultarlo subito nella cruda realtà. In fondo le favole e le illusioni servono a farci crescere con quella gradualità che dovrebbe aiutarci ad essere sereni in tutto il nostro percorso. Ogni tanto mi viene da trattare mio figlio come un adulto, ma forse è sbagliato. Quindi quest’anno ho deciso che gli parlerò di Babbo Natale e prepareremo la letterina insieme. Vediamo se sarò abbastanza convincente :), di solito lui mi becca subito quando sono insicura

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Raggiunta una certa età, veniamo a conoscenza di una spiacevole realtà: Babbo Natale altro non è che un personaggio fantastico. Ma tale affermazione non è del tutto vera. Babbo Natale, o almeno un personaggio molto simile è realmente esistito; si tratta di San Nicola. Nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia, divenne vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo e forse partecipò al Concilio di Niceanel nel 325. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quest’anno infatti vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt’ora conservate e di cui divenne il santo protettore.

Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende. Una tra le più famose e confermata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33) è quella delle tre giovani poverissime destinate alla prostituzione. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta dal vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov’erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

In altre versioni posteriori, forse modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. Secondo altre leggende, questo santo sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico, il Sacro Graal, che, oltre ad essere responsabile della sua capacità di “produrre in abbondanza” da regalare, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie per volere di papa GregorioVII. In ogno caso San Nicola divenne nella fantasia popolare “portatore di doni”, compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di natale.