Come parlate ai bambini?
Mi spiegate una cosa? Perchè alcuni adulti parlano ai bambini usando le loro parole anziche utilizzare le proprie? Quel gergo a me sembra non aiuti i bambini a parlare. Ma è così diffuso che, mi dico, forse è utile a qualcosa che invece a me sfugge… Si è troppo distanti e seriosi, secondo voi, parlando la propria lingua con i figli?
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io parlo normalmente.. e di proposito. Per aiutare i miei figli a imparare il linguaggio “vero”. E poi perché è un modo di farli sentire più al mio livello e rispettati. Parlare come se fossero dei pupazzetti storpiando o facendo il verso ai loro errori credo li releghi maggiormente nel loro mondo, fatto anche di difficoltà a comunicare. Poi li ascolto sempre. Cerco di capire ogni volta che aprono bocca che cosa stanno cercando di dire, affermare. E rispondo o chiedo di dirmelo ancora, quando non capisco. Mi accorgo che spesso si placano e smettono di ripetere insistentemente una parola soltanto quando sono sicuri che l’ho compresa. Per es. se la ripeto. Ciao!
Io credo che ci siano due aspetti di cui tenere conto. Il primo è sicuramente quello propedeutico e cognitivo. Parlare correttamente offre ai bambini un esempio (tra gli altri) di come ci si esprime. Il secondo invece, a mio modo di vedere assai più importante, è un aspetto maggiormente affettivo. Calarsi nel mondo di nostro figlio, porsi al suo livello, giocare con lui e, al limite, dire due paroline a sua imitazione non credo che possa fare danni.
Salomonicamente direi che tenere conto di entrambi gli aspetti non sarebbe male, attenti a come siamo fatti noi stessi – non siamo tutti uguali e alterare il nostro modo di essere porterebbe a risultati equivoci -, di come sono fatti i nostri figli – neanche loro sono tutti uguali -, di che età hanno, di quante persone si affaccendano pe la loro “formazione”, ecc…
Cattedratico, eh?! 🙂
Barbara, Marta e Lizzina, a quello che dite, voi parlate con i figli utilizzando la “vostra” lingua. Sono gli “altri”, però, che non spiegano perchè usano la lingua dei bambini. A me resta il sospetto che lo facciano per loro stessi, perchè gli piace il gioco, per sentirsi vicini ai bambini, senza pensare però all’effetto che fa. Una specie di vizio narcisistico, insomma. Mi risponderanno?
Ciao No Logo. Io al mio piccolo ho sempre parlato normalmente, fin dai primi gg di vita. Ora ha 2 anni e comincia a dire le sue prime frasette e io continuo a parlargli normalmente. Quando dice delle parole storpiate (quasi tutte ;)) io, rispondendogli, le ripeto nel modo corretto, senza fargli notare che ha sbagliato, ma facendogli sentire il suono corretto della parola. Quando non capisco cosa stia dicedo gli chiedo di indicarmi cosa vuole o cosa intende e poi gli ripeto nel modo corretto la frase o parola incomprensibile che ha appena pronuciato, sempre senza rimarcare il fatto che abbia sbagliato.
Quando mio figlio era più piccolo avevo letto qualcosa a proposito. Si diceva che il bimbo piccolo, neonato, apprezza molto quando ci si rivolge loro con toni molto “da bambino” anche se noi ci sentiamo stupidi o ci viene da prendere in giro gli altri quando dicono parole senza senso a i bimbi esagerando toni ed espressioni. Loro ancora non intendono il linguaggio adulto e quindi hanno bisogno di sentirci più al loro livello. Crescendo iniziano ad imparare tantissime parole e pian piano anche a pronunciarle. è ovvio che per molto tempo le pronunceranno sbagliate, ed è importante che l’adulto pronunci sempre la parola giusta e non storpiata come fanno loro. Anche se mettersi ogni tanto “al loro livello” e far capire loro che li abbiamo capiti li aiuta a non sentire troppa ansia da prestazione, secondo me.
Per esempio con i bimbi che non parlano tanto bene, è fondamentale non insistere troppo perchè ripetano le parole in modo corretto, ma ogni volta ripeterle noi in modo giusto non mettendo troppo in evidenza il loro errore. A mio nipote, che ha qualche problema col linguaggio, hanno detto di fare così.