Come spiegare malattia e terapia a 3 anni?

Aiuto, il mio piccolo che è nato prematuro, per quasi 2 anni ha dovuto prendere delle terapie per il cuore che ogni 8 ore gli davo. La terapia è stata sospesa ai 2 anni perchè giudicato guarito. Lui ha completamente rimosso il fatto che era sotto terapia, non ricorda nulla.Ora però l’ultimo controllo ci ha fatto piombare in testa un macigno: il problema si è ripresentato e si parla di un futuro – per ora lontano , non prima che abbia 10 anni – piccolo intervento al cuore. Tralascio la mia disperazione, credo di non avere più lacrime, nè sistema nervoso saldo, ma ora che ha 3 anni e mezzo mi chiede perchè 3 volte al giorno lui deve prendere delle medicine. Mamma, sono malato? Mamma io sto bene, non ho la febbre, non voio quella roba che ha un sapore bleee – mi dice. Secondo voi, è giusto che io gli spieghi che il suo cuoricino ogni tanto va in tilt e dobbiamo tornare all’ospedadale se non prende le medicine bleee? Io sono propensa a spiegargli come stanno le cose, con il giusto vocabolario adattato all’età, e non voglio raccontargli bugie. Il mio compagno dice di non drgli la verità, che non vorrebbe si sentisse diverso dagli altri, dice che non vuole caricarlo d’ansia, che gli venga paura a fare una corsa o una capriola o tutto quello che fanno a quell’età. Per ora gli sto dicendo che sono vitamine perchè non è stato bene e lo aiutano a rimettersi in forma, però ogni volta mi sembra di tradire la sua fiducia. è vero che è ancora piccolo per capire le malattie gravi, però non è negando la realtà che si risolvono i problemi, arriverà il momento in cui bisognerà dirgli veramente come stanno le cose. Forse però a 3 anni è presto… non so proprio come comportarmi

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Concordo con le risposte date rispetto alla necessità di iniziare a spiegargli che le medicine servono ad aiutare il suo cuore a funzionare bene. Senza drammatizzare, anche perché i medici parlano di piccolo intervento; però se andrà fatta dopo i dieci anni lui farà sempre più domande. È vero che, a suo modo, ha già compreso che c’è qualcosa che non gli viene detto, e vi fa domande. Una spiegazione semplice e non drammatica può essere più rassicurante del non capire. Senza nulla togliere alla sua fatica, e al coraggio che gli é richiesto, per mandar giù una medicina che ha un sapore bleee.

Rassicura tuo marito rispetto al fatto che l’ansia non aumenta se lo mettete al corrente dell’importanza delle medicine, magari invece diventa più gestibile e comprensibile l’impegno che gli è richiesto. 

Per mia esperienza i bimbi con qualche problema di cuore non sono spaventati dal fare corse e capriole come gli altri, anzi sono spesso molto vivaci!

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Ti sto scrivendo con le lacrime agli occhi. Per me sì, va instradato a questo fin d’ora, LUI è e CON voi. Sente e vede anche se state in silenzio e gli date motivazioni diverse. Lui è SPECIALE, ogni giorno della sua vita e della vostra vita. Accettare fino in fondo come è e come è andata vuol dire, per me, seminare la sua consapevolezza, con gradualità e fiducia, aspettare che gli eventi, l’ambiente e lui mandino segnali, anche minimi, di ricettività per parlargli. Un passo alla volta, ma farlo, o almeno provare a inziare.

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io credo che la verità sia la cosa migliore…adatta alla sua età, senza allarmismi, cercando di fargli capire che no ndeve limitarsi ma solo prendere le sue medicine…i bimbi saranno anche piccoli, ma non sono stupidi, capiscono, eccome!!!…il non avere spiegazioni, il tacere potrebbe anche portarlo a creare dei fantasmi, ad immaginare di avere chissà che cosa…sono certa che anche lui già si è reso conto che c’è qualcosa che non va…posso solo immaginare il tuo dolore…un abbraccio grande