Depressione anche quando i bimbi hanno quasi 2 anni??

Mi sono appena iscritta e prima di tutto voglio salutare tutte le mamme che come me hanno deciso di condividere la loro esperienza di martenità in questo sito.

Quello che voglio chiedervi è se, magari è successo a qualcuna di voi, anche a distanza di diversi mesi dal parto sia possibile soffrire di depressione? La mia bimba, Agata, ha 19 mesi, è molto traquilla e non mi ha mai creato grossi problemi, ma nonostante questo, da un mese a questa parte trovo molto faticoso prendermi cura di lei. La proverbiale pazienza che mi hanno sempre riconosciuto sembra essersi esaurita e spesso mi sento in colpa per non riuscire a divertirmi insieme a lei ed a trasmetterle l’amore che provo. Crisi di pianto, difficoltà a trovare la forza per risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, rimpianti per la passata libertà che oggi è solo un lontano ricordo, solitudine.. sono gli stati d’animo che rendono oggi buie le mie giornate..

Spero possiate essere essermi di aiuto. Un caro saluto.

 

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guarda cara Silvietta che l’arrivo di un bimbo cambia proprio la tua vita come avrai visto avrai dovuto adattare a lei i tuoi ritmi di vita e almeno qualche volta anteporre le necessità di tua figlia alle tue, perciò ti assicuro che è normale a volte sentirsi giù di corda o un po’ nervose perchè ci rendiamo conto di non riuscire più a fare le cose che ci programmiamo e magari ci sentiamo un po’ inadeguate fino a quando parliamo con altre mamme e ci rendiamo conto che affrontiamo più o meno le stesse situazioni.

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E chi ti dice che è depressione? magari sei solo più stanca. Cerca di parlarne con ki ti è più vicino, esci, distraiti, cerca di non pensare ke tutto possa essere buio! hai una bambina sicuramente splendida… goditela!! in bocca al lupo

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Grazie, grazie, grazie. In questo particolare momento è stato molto importante leggere i vostri messaggi. Mi sono sentita meno sola e meno “sbagliata”. L’idea che mi sto facendo è che sia necessario ammettere, soprattutto con noi stesse, che NON siamo esseri perfetti fatti solo di amore e buoni sentimenti, ma persone complicatissime fatte di miliardi di esigenze che NOI per prime dobbiamo metterci in condizione di soddisfare. L’altra cosa che penso è che con i nostri bambini è importante la “qualità” del tempo che dedichiamo loro e non la quantità.

Voglio proporvi un’altra riflessione sulla complicatissima conciliazione fra lavoro e maternità facendovi una domanda. Supponiamo di rinunciare oggi al nostro lavoro per la necessità di seguire i nostri bambini, fra dieci anni, quando andranno alle scuola medie ed avranno sicuramente la loro vita, le loro amicizie, le loro passioni, o magari quando saranno all’università e decideranno di fare un erasmus a new york, noi con cosa ci ritroveremo? Sono fermamente convinta, ed i vostri contributi mi confermamno questo mio pensiero,  che il sacrificio che ci è richiesto come madri nei primi anni di vita dei nostri figli non deve farci perdere di vista noi stesse e quello che vogliamo essere e soprattuto non deve condizionare le nostre scelte personali che nell’immediato possono essere quelle “meno faticose” da portare avanti e che invece nel futuro possono essere le più “deletere”.

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Sembra proprio depressione..le piccole cose di ogni giorno diventano faticose, si diventa un fascio di nervi.. e i nostri piccoli sembrano pesarci.. Forse anche io abuso del termine depressione ma essendoci passata dopo la nascita del mio bimbo e anche lui ha due anni e prendendo ancora medicine per questo posso dirti di capirti quando dici di avere questi vissuti..! Forse ha ragione Babette, a questa età i nostri piccoli iniziano a individuarsi e imporsi di più come esserini diversi dalla mamma, forse inconsiamente mamma e bimbo vivono e sentono il bisogno di un maggiore distacco…e questo magari mette un po’ in crisi e mette in luce sentimenti ambivalenti di allontanamento e avvicinamento.. Anche io adesso che ha iniziato il nido e che tutto sembra essere andato un po’ più a posto mi sento ricadere un po’ in depressione.. Forse sono fasi fisiologiche.. dobbiamo ritrovare noi stesse e trovare la carica di energie in qualcosa di diverso dall’essere mamme..!

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silvietta,

ti capisco e in tante credo ti capiamo e abbiamo provato le tue sensazioni. Io ho avuto il mio primo figlio e mi sono messa a fare un master, un MBA, e nel frattempo lavoravo tutto il giorno. che errore…non pensavo che un figlio impegnasse così tanto mentalmente e fisicamente..sono l’esempio perfetto di chi aveva deciso di chiedere a se stessa l’impossibile…un po’ per non “perdere niente”, un po’ per dimostrare di farcela sempre e di poter raggiungere quella perfezione di cui parli tu. Ho trascurato me stessa, tanto, troppo. Adesso ho un altro bambino, piccolissimo, e ancora ho poco tempo per me, ma sono molto più serena perchè so che quel tempo me lo riprenderò e non mi sentirò in colpa. Se una sera vado in palestra o esco con gli amici i miei figli non soffrono anzi imparano che bisogna ascoltare i propri bisogni e che se si è soddisfatti si dispensa più amore e serenità. Il mio figlio grande ora è sereno, prima non lo era e infatti dormiva malissimo, chissà perchè….se il tuo lavoro ti piace non sentirti in colpa, magari cerca solo di staccare qando sei a casa con lei. Comunque noi donne mamme spesso ci dimentichiamo di esprimere i nostri bisogni per la paura di mostrarci deboli ed egoiste, invece è sbagliato. Se noi siamo felici lo saranno anche i nostri figli anche se ci vedono un’ora di meno…

Pipa
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Grazie infinitamente per questa risposta. Convivo ogni giorno con il senso di colpa legato al fatto di trascurare la mia piccola. Il mio lavoro mi impegna tutta la giornata e spesso viene a casa con me nei pensieri e nelle preoccupazioni, ma mi piace, è un elemento fondamentale del mio essere e della mia realizzazione personale e non vorrei mai rinunciarvi. Effettivamente la mia vita gira tutta introno ad Agata ed ai suoi bisogni. L’estetista è ormai una sconosciuta, il parrucchiere mi vede solo quando la mia testa pare essere quella di Medusa, il cinema, che prima mi piaceva, adesso è un luogo inaccessibile, le cene con le amiche molto sporadiche… e tutto questo non è bene soprattutto per la mia piccola che talvolta ha vicino una mamma nervosa ed insoddisfatta. Grazie per avermici fatto riflettere. Il fatto è anche che ogni giorno come mamma e come donna devi sempre dimostrare di “essere all’altezza”. Casa perfetta, carriera, famiglia inappuntabile non sempre è possibile e tu come persona dove sei? Tutti vogliono qualcosa da te, o meglio qualcosa “di” te ed arrivi ad un punto dove non ne puoi più emotivamente e fisicamente, dove tutto costa fatica, anche raccogliere un cuscino da terra.. Uno spazio personale, una zona franca dove poter prendere e dare a me stessa. Questa può essere una soluzione. Grazie anche per questo suggerimento, impegnativo da mettere in pratica ma sicuramente molto molto utile. Una buonissima giornata a tutte.

 

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Gentile Silvia, sentirsi depressi non significa esserlo. Spesso si abusa di questo termine dandogli immediatamente un’accezione negativa. Ascolta questo tuo stato d’animo e non giudicarti… La prima indicazione che ti vorrei dare , è quella di eliminare i sensi di colpa. Il fatto che in questo periodo tu ti senta meno paziente del solito non significa di certo che provi meno amore per la tua piccola. Significa però un’altra cosa..In questa fase probabilmente , dopo esserti dedicata totalmente a lei hai bisogno di “recuperare” qualche spazio personale. La nascita di un figlio, oltre ad aggiungere aspetti meravigliosi alla propria esistenza, porta con sè una fisiologica rinuncia alla libertà . Ritrova nuovi equilibri, ritorna a fare le cose che ti piacevano prima. Costruisciti il tuo modo personale di fare la mamma e di stare bene con Agata. Non seguire prescrizioni, consigli , imposizioni che spesso vengono dispensati a sproposito. Parli anche di solitudine nella tua breve mail.. Tante mamme si sentono sole: cerca di creare occasioni per incontrare altre donne che possano condividere queste tue sensazioni assolutamente normali. Sarà banale dirlo.. ma una mma soddisfatta è il miglior regalo che tu possa fare alla tua bimba. In bocca al lupo

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è fisiologico: dai 18 ai 30/36 mesi è il momento della ricerca, del tentativo d’indipendenza e della scoperta. Stagli dietro con tanto affetto e, se cerca di fare qualcosa di strano (che tanto sai che prima o poi farà da sola) allora stagli dietro e fallo insieme a lei. Ora è l’età in cui si vuole arrampicare per vedere quello che c’è sopra i mobili, allora stagli vicina, falla salire sulla sedia (a tuo stretto contatto) e faglielo fare, vorrà aprire i rubinetti da sola, o salire le scale. Sono tutte cose che può fare con te, così, sapendolo di poterlo fare, non ci riproverà da sola. Mi raccomando, a quest’età io consiglio sempre la barriera da mettere davanti ai fornelli, quella d’acciaio in modo che loro non si buttino addosso le pentole.