Il futuro dei nostri figli
Vorrei sapere cosa pensate del mondo in cui vivono nostri figli…Mi è venuto in mente stasera mentre raccoglievo i giocatoli…hanno tutto e di più…secondo voi sanno apprezzare tutto quello che hanno?
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Cara Melanie, per rispondere alla tua domanda non basterebbe un libro! Sono così tante le riflessioni che si possono fare riguardo al mondo in cui viviamo che bisognerebbe necessariamente affrontare un aspetto alla volta e…sono davvero infiniti! Comunque vorrei dire che siamo noi genitori i primi maestri nell’insegnare il rispetto e l’attenzione non solo verso le persone, ma anche nei riguardi di ciò che possediamo…e tale insegnamento si attua soprattutto attraverso l’esempio!
Mi hanno sempre detto che non avrei potuto avere figli, quindi, quando dopo più di 11 anni di attesa sono rimasta incinta, ho pensato fosse un dono del cielo. Non parliamo poi di quando ho avuto la seconda! Ho creduto di fare una cosa giusta facendo un’adozione a distanza e ora, dopo 7 anni, sono felice di continuare a contribuire alla crescita di un altro bambino. Il mio bambino sa di avere in Perù un fratellino meno fortunato di lui e questo, gli fa apprezzare di più le cose che ha, e a volte, quando gli chiedo di mettere a posto la stanza, fa un mucchietto di giochi da mandare al “suo fratellino” Alex che vive in un paese povero e che non è fortunato come lui (poi non è che li spedisco, ma è il gesto la cosa più importante). Magari l’esempio diretto, senza esagerare nel fargli vedere foto o programmi troppo “forti” riguardanti la povertà nel mondo può essere un buon deterrente al continuo acquisto di giocattoli. E anche il parlare col bambino riguardo l’acquisto di giochi inutili sul lungo termine funziona. Ora il mio mette da parte i soldini nel salvadanaio e quando ha un gruzzoletto fatto da risparmi e derivanti anche da lavoretti divertenti (mi aiuta a lavare l’auto, viene con me a fare spesa e rimettendo il carrello a posto prende il soldino, aiuta il papà in garage a rimettere in ordine) si compra le costruzioni. In questo modo si sente quasi “responsabile” e ho visto che comincia a fare i conti tra i soldini nel suo portafogli e il prezzo espresso. E siccome è l’esempio che conta, la stessa cosa sta cominciando a fare la piccola di tre anni, con qualche difficoltà in più ma credo di essere sulla buona strada.
è davvero complicato darti una risposta, è vero che hanno tantissime cose ed è altrettanto vero che la maggior parte delle volte preferiscono giocare con oggetti che non nascono come giocattoli!
Noi per evitare di accumulare troppi giochi inutilizzati e soprattutto come azione educativa frequentiamo un laboratorio di scambio giocattoli: tu porti i tuoi vecchi giochi ancora funzionanti (o con piccoli difetti, i folletti poi li sistemano!) e puoi scegliere un gioco tra quelli presenti: secondo me è bello per i bimbi, molto più che fargli piovere dal cielo nuovi giocattoli: i giochi che non usi più possono diventare il gioco preferito di un altro bambino e viceversa tu puoi scegliere quello che per te è un nuovo gioco. Unisci l’utile al dilettevole!