Parlare della vecchiaia e della morte ai bambini. come fare?
Tre giorni fa ero ricoverata in ospedale per fare un intervento piuttosto importante. Dieci minuti prima di entrare in sala operatoria, mi chiama il professore e mi dice che non mi avrebbe più operata perché un’analisi non era nella norma. Torno a casa, sollevata e delusa. I miei figli e mio marito vengono a prendermi alla stazione. Li abbraccio e vedo una strana luce negli occhi di mio figlio. Mi comincia a chiedere: mamma, ma le mamme muiono? Cosa gli devo rispondere in questa situazione: no, amore mio, le mamme non muoino mai! E quando diventerai vecchia, allora morirai? No, le mamme non invecchiano mai…. Cosa gli dico al mio bimbo di quasi 8 anni, lui sensibilissimo e sconvolto da questa situazione che, per quanto organizzata nei minimi particolari, è andata tutta all’aria. E lui sconvolto, già dalla preparazione dell’intervento, poi dal mio ricovero e alla fine, dal mio ritorno a casa dopo due giorni. Non mi piace dirgli bugie, ma questa cosa l’ha veramente stravolto. Ho preparato tutto: dalla ragazza che li doveva tenere il pomeriggio, al nido privato per la piccola per i giorni di chiusura dell’asilo, all’aver tappezzato la casa con tutti i consigli e le evenienze possibili nelle varie stanze, al cambio di stagione già pronto, all’aver congelato almeno 10 pranzi e cene. Ho studiato tutto, ma solo ora mi sembra di aver tralasciato qualcosa. Forse non avevo preparato bene mio figlio, forse dovrei cominciare a parlarci come un bambino più grande, ma come faccio, come posso affrontare con lui questi argomenti? Stamattina ha visto un gatto morto per strada e oggi ne ha parlate con tutti. E diceva continuamente: era morto, era morto. Ed io: ma la morte fa parte della vita. Lui mi diceva di sì, ma so che il suo pensiero tornava al gatto e alla paura per la sua mamma.
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io personalmente sono credente e nel mio piccolo ho provato a spiegare la vecchiaia come un cammino che tutti compiamo, si nasce, si cresce, si diventa grandi e poi quando si è anziani si va in cielo. il cielo è il posto dove andiamo tutti ed è da lì che chi ci ha amato, ci veglia e ci protegge. dal punto di vista religioso spiegato ad un bambino, il cielo è il posto dove c’è Gesù che anche lui è nato da Maria è stato bambino ed è cresciuto come tutti i bambini e ha accettato di morire giovane perchè era il piano che Dio aveva per lui. Dio ha un piano per tutti noi e la sola cosa che possiamo fare è seguirlo e accettarlo, sono cose che non hanno spiegazione per nessuno, men che meno per dei bambini quindi credo che la fede possa essere un qualcosa a cui ti puoi appoggiare. tra un po’ sarà grande da poter frequentare il catechismo se intendete fargli avere questo tipo di educazione, di sicuro gli sarà d’aiuto per “capire” le varie cose di cui è fatta la vita
Sicuramente è un argomento delicato . però dire che le mamme non muoino mai è sbagliato
io forse avrei raccontato che vanno in paradisio , e continuano a guardaci e starci accanto dal cielo e di notte quando dormirai , io verrò nei tuoi sogni,a farti compagnia
comunque tanti auguri
Mi spiace molto per questo tuo grosso “contrattempo”… Se non altro forse in mezzo a tutto questo sconvogimento hanno visto tornare la mamma presto e si sono rassicurati che tornerai anche per il futuro quando starai più tempo lontana..? Forse è come se fosse stata per lor un prova generale ma più soft di quella che sarà la realtà..e così hanno potuto iniziare a prendere confidenza con la cosa. Dire di stare tranuquilli che la mamma non muore per questo intervento è sicuramente da fare, ma non so… che le mamme non muiono mai non so se glielo direi.. magari un “anche le mamme muoiono ma quando sono vecchie vecchie e i figli già grandi grandi, non ti preoccupare di questo ora, nemmeno io che sono grande me ne preoccupo e ho ancora mamma e papà (mi pare sia così vero?)! Sta tranquillo la mamma rimane con te ancora per tantissimo tempo! Probabilmente questo non gli toglie l’angoscia della morte ma nessuno se la toglie secondo me e come dici tu lui sta crescendo e si sta rendendo conto, è normale. L’importante magari per ora è fermarsi al qui e ora: ora la mamma c’è e ora è sicuro che non la perdi.