Rientro al lavoro e mobbing
care mamme presto rientrerò al lavoro dopo 1 anno di maternità. Oltre alla fatica di dover lasciare il mio cucciolo, in ufficio me ne stanno combinando di tutti i colori: demansionamento, cambio di sede … Sono stanca e delusa ancora prima di aver cominciato. A voi è successo qualcosa del genere? Come avete reagito? Con il tempo è tornato tutto alla normalità … o quasi?
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Ciao Bloom…l’unica cosa che posso dirti è che il mobbing, che pur esiste, non è però ahimè regolamentato dalla legge….la dimostrazione dello stesso in tribunale, quindi, si fa più ardua che mai anche perchè, come ben sai, negli ambienti di lavoro molti atteggiamenti dei datori di lavoro possono essere mascerati da “interesse dell’azienda” e quindi giustificati.
Il discorso del demansionamento, invece, anche se insieme a tutti gli altri atteggiamenti costituisce mobbing, è vietato di per sè dall’art. 2103 del codice civile e da qui non si scappa, il datore di lavoro non può, per nessun motivo (salvo particolarissimi casi in cui per necessità di riduzione dell’azienda il lavoratori accetti il demansionamento piuttosto che perdere il posto di lavoro), assegnare il lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto.
Per il trasferimento di sede il medesimo articolo stabilisce che il datore di lavoro può farlo soltanto “per comprovate ragioni tecniche” (ma qui capisci da sola che il datore le ragioni tecniche se le inventa come vuole).
Quindi…tu avresti tutte le ragioni del mondo per opporti ed essere nuovamente assegnata alle tue mansioni originarie, per di più il mobbing contro “la maternità” è particolarmente demonizzato, ma questo sui libri di diritto e forse un po’ meno nella realtà.
Si tratta di decidere se hai voglia di combattere contro questa ingiustizia, o aspettare che le acque si calmino da sole per essere ripresa in considerazione dal capo.
Io come legale ti ho solo detto quali sono i tuoi diritti…la scelta è solo tua e, contro l’interesse della mia categoria, come mamma, capisco che forse sia più semplice accettare supinamente lo schifo cui la società ci ha abituato che non iniziare una guerra dagli esiti incerti!!!
io sono stata silurata contando sul fatto che avevo un contratto a partita iva anche se in realtà facevo full time. rivolgiti alla consigliera di parità della tua provincia (cerca con google consigliera di parità) e fatti assistere da loro
CHE CORAGGIO DIVENTARE MAMME….ANCHE IO LAVORO PERO COME BARISTA….TUTTO IL GIORNO IN PIEDI E CON PIU DI 8 ORE CONTINUATIVE……NON SO COME STO IN PIEDI….MA QUANDO ARRIVO DALL’ESSERINO CHE HO SEMPRE IN TESTA NON CI PENSO PIU ALLE DIFFICOLTA MA AL SUO FUTURO ……,,, CARA BLOOM DEVI AVERE PAZIENZA CERCA DI CAPIRE CHE IL MOBBING ESISTE E , IN QUALSIASI LAVORO . ABBI CORAGGIO E AFFRONTA COSI SI VA AVANTI GIORNO D ‘OGGI …UN FIGLIO NON CI RENDE DEBOLI MA PIU FORTI XCHE E X LUI CHE DOBBIAMO COMBATTERE X FARLO VIVERE MEGLIO. CERCA DI INFORMARTI X AVOCATI E GESTISCI TU LA SITUAZIONE SECONDO QUELLO CHE CONVIENE A TE…… FACCI SAPERE…TANTE BUONE COSE 🙂
Cara bloom,
purtroppo è un problema diffuso, ne ho sentite così tante di storie di questo tipo da amiche e mamme della community! io anche sono rientrata dopo 1 anno e in generale credo sia un errore per il mondo del lavoro e per il bambino che di punto in bianco si vede tolta la mamma improvvisamente per tutto il giorno. Tornassi indietro rientrerei intorno ai 9/10 mesi in modo da avere il part-time dell’allattamento e rendere il distacco più graduale nonchè il rientro al lavoro meno traumatico per me sia come orari che come impegno mentale.
Anch’io sono stata trasferita di sede poco dopo essere tornata (ancor più lontano di quanto fossi prima, e quindi tutto più complicato come orari etc.) senza che potessi oppormi. Mi hanno promosso ma nella pratica il lavoro nuovo era un demansionamento e niente di più. Insomma un mobbing mega mascherato secondo me, senza alternative. Io delusissima, dopo qualche mese me ne sono andata ed è iniziata questa nuova avventura. Sono contenta della scelta, anche se mi rendo conto che non sempre è possibile fare scelte così radicali.
Il mio consiglio è di non farsi soppraffare dalla delusione e l’amarezza e pensare ai propri interessi come del resto fanno tutti in azienda, capi compresi. Cerca di non subire le loro scelte, ma chiedi spiegazioni mantenendoti forte e decisa. E se ti prospettano qualcosa che è incompatibile con la tua vita di mamma prova a chiedere se hai alternative, anche un cambio di mansione per esempio ma nella stessa sede. Arrivare a denunciare un’azienda è un’azione molto complicata. Una mia amica l’ha quasi fatto e le hanno dato una buona uscita ma il suo lavoro l’ha perso comunque.
Cerca di capire anche perchè ti stanno facendo tutto questo, solo perchè sei diventata mamma o già prima le cose non andavano bene?
coraggio e facci sapere!