Tappe adozione

Mi sto preparando a intraprendere il percorso dell’adozione. Ho raccolto le carte necessarie e ho capito come funziona, ma mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno per capire come meglio affrontare questo prossimo periodo.

Cosa mi aspetta da qui in poi?

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ciao, io sono mamma adottiva di Michael, sette anni, d’origine peruviana, dal febbraio 2008. L’iter per noi è stato molto lungo ed è iniziato a marzo 2001, con una prima domanda presentata al tribunale dei minori di milano (adozione nazionale e internazionale) mai presa in carico dal tribunale, e che quindi abbiamo dovuto ripresentare a settembre 2004. da quel monento è partito tutto, i colloqui, l’idoneità, la verifica degli enti  preposti al disbrigo delle pratiche sul territorio estero (in ben 6 anni di attesa infatti a noi il tribunale non ha mai proposto un’adozione nazionale). il nostro caso comunque è anomalo, normalmente passano 2-4 anni dalla domanda all’arrivo del bambino in famiglia, quindi non inquietarti. il consiglio mio è di vivere tutto questo percorso serenamente, essere sinceri con psicologo e assistente sociale durante i colloqui (in genere sono molto preparati e sono davvero in grado di capire come è la vostra coppia), di seguire i corsi delle varie associazioni di famiglie adottive sparse sul territorio (se vivi a nord di milano ti posso consigliare le radici e le ali, paderno dugnano o i bambini del cuore, cusano) e vivere l’attesa con molta serenità (godendovela anche, perché dopo le cose cambieranno radicalmente). dopo l’idoneità, vedete 3-4 enti e capite bene qual è il loro approccio, i paesi che trattano e “a pelle” verificate se vi piace il loro stile. dal conferimento dell’incarico al momento di partire, godetevela ancora e magari legget qualche testo. non spaventatevi se vi propongono un bambino grande, dal momento in cui lo vedrete sarà il vostro bimbo, è come se l’aveste fatto voi. non è facile (il mio per esempio segue un percorso terapeutico perché ha forti problemi legati al suo passato abbandonico, mi ha picchiato quotidianamente per mesi), ma è un modo speciale, unico di essere genitori. ci si sente davvero “superman” a volte e le gratificazioni (così come le sconfitte) fioccano. certo, non è da tutti.