Tic nervosi
ciao a tutti! mio figlio di 10 anni manifesta del disagio psichico (?) attraverso una serie di tic nervosi. per esempio: con il naso imita il coniglio, oppure, strizza un occhio in continuazione, e ancora, sbatte la testa all’indietro e da ultimo, scrocchia le dita. avete qualche suggerimento in proposito?
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Pipa, ho trovato questo post su ‘mammaepapà’, spero che ti possa aiutare e tranquillizzare 🙂
I tic sono gesti involontari ripetuti. Normalmente sono caratterizzati da ripetute e rapide scosse muscolari, dette spasmi.
a cura di: Dott. Leo Venturelli (pediatra)
Normalmente sono caratterizzati da ripetute e rapide scosse muscolari, dette anche spasmi. In genere interessano i muscoli del viso o delle spalle: ammiccamenti con gli occhi, smorfie della faccia, corrugamento della fronte, scosse del capo, movimenti verso l’alto delle spalle. I tic sono più frequenti nei maschi (tre volte di più che nelle femmine); si presentano quasi sempre durante l’età della scuola, dai sei ai dieci anni. Circa il 20% dei ragazzi ha questo problema, che viene ad essere più evidente quando il bambino è preoccupato, teso o sotto stress.
In effetti i tic sono l’espressione esterna, involontaria, di una tensione emotiva. Di solito si verificano in soggetti normali, svegli, sensibili; sono più a rischio i bambini timidi e coscienziosi, anche se i tic possono presentarsi in bambini instabili e turbolenti. Sono accentuati spesso dalla invadente presenza di genitori eccessivamente pretenziosi, che, per esempio, si mettono a fare paragoni tra il bambino e i suoi fratelli, o sulle sue abilità. Se i genitori non danno peso al difetto, i tic tendono a sparire nel giro di due – tre mesi, massimo in un anno. Se si applicano strategie rilassanti sul bambino eccessivamente emotivo, spariscono ancor prima.
Senza alcun intervento i tic comunque vanno gradatamente e spontaneamente a risoluzione spontanea nei mesi successivi; solo il 3% dei bambini sviluppano tic persistenti e fastidiosi se non aiutati.
Come aiutare un bambino coi tic?
Cercate di far rilassare il bambino a livello generale I tic sono un barometro della tensione interna; assicuratevi che vostro figlio abbia del tempo libero, non sia soverchiato da più attività organizzate. Se è molto auto-critico, lodatelo per i suoi comportamenti e fate sì che riprenda fiducia in sé stesso.
Fate finta di niente davanti ai tic quando si verificano Quando un bambino presenta dei tic, non concentrate l’attenzione su di lui; se gli fate notare il suo difetto tutte le volte, reagirà con maggior tensione e ansia, piuttosto che con l’accettazione del suo comportamento, creando un circolo vizioso. Non lasciate che fratelli o altri lo prendano in giro: assicuratevi che tutti si comportino in questo modo.
Identificate e rimuovete i fattori determinanti tensione Provate a tenere, a sua insaputa, un diario dei tic, per segnarvi quali fatti sono avvenuti prima degli spasmi abituali; da qui dovreste essere in grado di risalire a quegli eventi che scatenano le crisi. Diminuite comunque la pressione psicologica esercitata in merito ai suoi risultati scolastici, alla pulizia della sua camera, alle performance sportive. Evitate medicine a base di efedrina, per esempio i decongestionanti nasali, che possono favorire la comparsa dei tic.
Non parlate dei tic, quando non si verificano Se il bambino ha dei periodi senza tic, non sollevate il problema. Solo se il discorso parte dal bambino che vi chiede informazioni in merito, siate disponibili a parlarne; spesso il bambino se ne vergogna. Rassicuratelo che tutto finirà presto e che riprenderà il controllo di questi spasmi involontari.
Evitate qualsiasi punizione per i tic Alcuni genitori credono che basti fare la voce grossa per spaventare il bambino e impedirgli di avere i tic: non c’è nulla di più falso. Del resto non servono nemmeno massaggi o esercizi di rilassamento ai muscoli facciali; né osservazioni allo specchio, perché darebbero comunque risalto al problema.
Consultate il vostro pediatra se:
i tic compromettono i rapporti coi coetanei a scuola o in gruppo;
si associano ad altri disturbi, come parole, versacci, imprecazioni;
si presentano insieme a tosse;
coinvolgono parti diverse dalla testa, spalle, faccia;
diventano frequenti, più di 10 al giorno;
durano a lungo, più di un anno;
ci sono dubbi o domande.
Credo possa esserti utile una risposta data in passato in merito a tale argomento… te la ripropongo… Come ricorda la Dott.ssa Parsi, i più frequenti sono sbattere le palpebre, spostare gli occhi, sollevare le spalle, scuotere la testa, aggrottare le sopracciglia, riprodurre strani suoni attraverso rapidi movimenti della lingua. Anche se all’inizio il tic può costituire una reazione a una momentanea situazione di tensione del bambino, dovuta ad esempio ad un conflitto all’interno dell’ambiente familiare, un trasloco, una separazione, disagi a scuola, iperprotezione o eccesso di severità da parte dei genitori o di figure affettive ed educative di riferimento,gelosie tra fratelli e sorelle, rabbia collegata alla nascita di un fratellino o sorellina ecc., in bambini con una particolare propensione alla scarica motoria (cioè con l’attitudine a liberare la tensione attraverso la manipolazione del corpo o l’instabilità comportamentale), il tic può assumere la connotazione di una forma specifica di reazione agli eventi, profondamente ancorata al corpo. In tal caso, il tic è una via privilegiata di scarico delle tensioni. Generalmente i tic si manifestano tra i primi 5 anni di età e la pubertà e si instaurano poco alla volta. All’inizio, possono costituire una reazione a una situazione conflittuale vissuta dal piccolo, a un momento di particolare tensione emotiva che non trova altre vie di espressione. Successivamente, anche in seguito all’influenza dell’ambiente circostante, possono permanere anche in assenza del conflitto da cui si sono originati e diventare una via di scarica preferenziale delle tensioni emotive. Accade, quindi, o che il tic si stabilizzi nel bambino, aumentando di frequenza e intensità in momenti di stress particolarmente intensi, o che compaia e scompaia in relazione alla presenza e assenza di una condizione di tensione emotiva. C’è da dire, infine, che in alcune situazioni, malgrado i tic siano quasi sempre inconsapevoli, può capitare che il bambino li esibisca volontariamente per attirare l’attenzione. L’atteggiamento dei genitori e, in generale, dell’ambiente che circonda il bambino alle prime manifestazioni dei tic, riveste una grande importanza per la loro evoluzione. è chiaro che se il tic si associa a una situazione di tensione, ad atteggiamenti aggressivi o ridicolizzanti da parte degli adulti, tali minacce, punizioni o rimproveri non possono far altro che peggiorare la situazione. Quindi, nelle prime fasi di manifestazione dei tic, è bene non sottolinearlo avendo cura di aiutare il bambino a scaricare le tensioni attraverso il gioco, come ad esempio fare insieme un disegno, un collage, lavorare con il didò, creare insomma i contesti attraverso cui trascorrere momenti di spensieratezza e di gioia con il proprio figlio. Inoltre è importante riflettere sulle modalità con le quali ci si relaziona con il proprio figlio e cercare di fare della calma un’arma infallibile contro ciò che rende tesi i nostri bambini.