A proposito di caro bambino…

Oggi sono andata a riprendere mia figlia a scuola e di solito arrivo con circa mezz’ora di anticipo… Me la godo leggendo libri e ascoltando musica in macchina e…. Ogni tanto mi guardo intorno, osservo genitori che arrivano frettolosamente per accaparrarsi l’ultimo posto in prima  fila davanti al portone. Ho assistito dalla mia macchina ad una scena molto penosa. Una madre rincorreva urlando il suo piccolino che correva verso il cancello della scuola, con il pericolo di finire in mezzo alla strada. Era gioioso e sorrideva… Appena raggiunto dalla madre ha ricevuto strattonamenti molto forti, lo ha preso per la mano e lo ha scosso violentemente fino a farlo cadere con le ginocchia a terra. Lui ha iniziato a piangere e come se non bastasse lo ha preso in braccio schiaffeggiandolo e minacciandolo di star zitto .Mi sono sentita male. Non ho potuto o forse voluto far nulla… Ma come si può intervenire? Ora che si sta parlando di violenza e maltrattamenti sui bambini, ora che tutti si improvvisano paladini di cause perse, perché si continua ad esercitare sui bambini un potere per loro alienante? Uno schiaffo, uno strattonamento, non sono forse forme di violenza? E io non ho fatto nulla per difendere quell’angioletto. O forse lo sto facendo ora scrivendo queste parole e cercando di riflettere con voi. Sono delusa. Tutti noi dovremmo adoperarci per cercare di cambiare queste realtà . Pensiamoci

di M.Ciapetti, pedagogista clinico