Caro bambino…

CARO BAMBINO… mi rendo conto quanto sia difficile vivere lottando continuamente con chi ha la presunzione di capirti non riuscendo mai a comunicare veramente. Gli adulti pensano di sapere esattamente cosa sia meglio per te senza mai avertelo chiesto, pensano di avere il diritto di scegliere al tuo posto perché “sei piccolo” e non puoi capire.  Come si sbagliano! Sei una persona in grado di comunicare con gli strumenti più semplici ed efficaci: la fantasia , l’allegria, l’immensa voglia di conoscere il mondo, il sorriso, la dolcezza, la rabbia che mostri quando proprio ti sembra di esser l’unico a sentire in un mondo di sordi. Ma puntualmente loro rispondono ai tuoi messaggi alzando la voce, trascinandoti dove non vuoi, offendendoti con parole che feriscono il tuo cuore e che, durante la notte, ritornano in mente rubando il tempo a sogni che non racconterai mai. Cresci con troppi “non devi” e con pochi “bravo”. Cresci guardando come gli adulti offendono il prossimo, imparando così che sopraffare è uno strumento per ottenere ciò che si vuole, impari a non rispettare perché non sei rispettato, impari che uno schiaffo, un “cretino”, un insegnante che ti offende fanno ormai parte di una realtà che proprio non ti conosce. E tu devi armarti di pazienza, forse troppa. Ti ammiro sai. Ti stimo perché continui ad amare ugualmente, continui a stringere mani che ti hanno fatto male e baci labbra che hanno pronunciato parole che annientano l’amore per te stesso. Sei tu la mia speranza. Tu, che mi doni bellezza quando incontro i tuoi occhi, che sai guardare con il cuore ed amare senza riserve. Tu, che continui a giocare e sorridere nonostante tutto e ti preoccupi di  sacrificare la tua serenità per far contenti i grandi. Ti osservo crescere e mi arricchisco. Ricorda che non tutte le mani sanno far male, non tutte le labbra sanno offendere. Non smettere mai di far sapere ai grandi quanto amore c’è in te, continua a disegnare per loro anche quando i tuoi disegni vengono soffocati sotto le buste della spesa o piegati distrattamente in un’agenda, continua a chiedere di giocare insieme anche quando ti dicono che non hanno tempo, cerca sempre di fargli conoscere le emozioni che abitano in te.  In un tempo come quello di oggi, nel quale ci si sta adoperando al meglio per annientare la risorsa più importante per migliorarci, mi impegnerò in ogni respiro affinchè questo mondo si accorga di te. Scusaci , per non riuscire a sintonizzarci con te e a non renderci conto che non è possibile pretendere un rispetto che non siamo i primi a mostrare.Ti porto nel cuore. (Dr.ssa Marcella Ciapetti, Pedagogista, Pedagogista clinico)