Dalla silicon valley: on the road tra pesci e scogliere.

 

Qualche settimana fa abbiamo preso la nostra grande macchina americana e ci siamo messi in viaggio in direzione sud.

 

La destinazione era Monterey, cittadina sull’oceano vicinissima alla ben più nota e trendy Carmel dove vivono molti personaggi famosi di Hollywood. 

 

Per noi l’obiettivo era far vedere ai bambini il famoso acquario di Monterey, il Monterey Bay Acquarium. Dopo il Seaworld di Orlando in Florida è il secondo acquario più visitato negli Stati Uniti. 

 

Il fondatore di questo acquario è David Packard (il co-fondatore della famosissima HP).  Sua figlia, Julie, ne è la direttrice. 

 

Alcune vasche sono impressionanti per quanto sono grandi e alle volte sembra davvero di essere in una vera immersione subacquea con il privilegio di vedere tantissimi pesci insieme. Siamo andati diverse volte al nostro acquario di Genova (e devo ammettere che è sempre molto bello) ma una cosa che qui mi ha impressionato molto e che non ho mai visto da nessun’altra parte, è stato l’angolo delle meduse. Tutta un’intera sezione dell’acquario è dedicata alle meduse, si entra in questo percorso e ci si sente circondati. Pur essendo un pesce che spaventa molto quando si nuota e che quindi non ci si sofferma mai molto ad osservare, è davvero un essere meraviglioso che si muove lentamente aiutandosi con la corrente marina e che trasmette tanta serenità. All’acquario di Monterey si può fare lo “sleepover”, cioè si può organizzare di dormire una notte all’interno (e infatti Apo voleva organizzare lì la sua festa di compleanno). Ecco, io dormirei con le meduse cullata dai loro movimenti sinuosi, perchè è come se la loro danza si trasformasse in una dolce ninna nanna.

 

 

 

 

 

 

L’acquario è concepito in modo abbastanza essenziale, con tanti pesci e poche spiegazioni ma con numerose stazione interattive, molto all’americana, dove i bambini possono conoscere, attraverso il gioco, il segreto degli oceani. Carinissima per esempio questa, in cui i bimbi ma anche gli adulti possono disegnare la loro medusa da lanciare nell’oceano. Apo ha scritto qui il suo nome “Giacomo” in stile medusa.

 

 

Poi, il classico spettacolo della pappa ai delfini, le carezze alle razze, le vasche dei cavallucci marini, il pesce luna, lo squalo e anche questo simpatico esemplare con il mio stesso nome 🙂

 

 

Abbiamo trascorso quasi tutta la giornata all’interno con i bimbi super eccitati e concentrati. 

 

Ma l’acquario era solo una delle tante bellezze del posto. D’obbligo la passeggiata al vecchio Fisherman’s Warf con il classico odore di pesce e con i tipici negozi di gadget turistici. E sul molo, l’attrazione preferita dei bambini: i leoni marini. Qui ce n’erano davvero tanti, tutti ammassati sulla stessa zattera con qualcuno che ogni tanto si rotolava in acqua o lanciava uno dei suoi classici richiami. 

 

 

Ma la cosa più bella è stata vedere i leoni marini sguazzare nel mare a riva in tutte le spiagge che abbiamo visitato dopo. Da lontano si vedevano moltissime piccole testoline tra le onde che talvolta salivano sugli scogli per prendere un po’ di sole. E ogni tanto sopra di noi passava un gruppo di splendidi e maestosi pellicani.

 

La Sunset Drive a la 17-mile drive sono strade panoramiche bellissime che partono da Pacific Grove e da cui abbiamo assistito a un tramonto direttamente sull’oceano fantastico. Era tanto che non ne vedevo uno così bello, con il sole rosso fuoco che si immerge nell’acqua e velocemente sparisce per poi lasciare una scia di colori caldi e rossi che striano tutto il cielo. Credo sia merito dell’aria tersa e della mancanza di nebbia che spesso si trova qui d’estate.   

 

 

 

Poco più a sud di Carmel poi si trova la riserva di Point Lobos, selvaggia e bellissima con le sue scogliere e i suoi sentieri. In circa tre ore si riesce a girarla tutta a piedi ma con i bimbi e la mancanza di pranzo al sacco abbiamo desistito. 

 

Abbiamo fatto solo il breve percorso sulla Sea Lion Cove da cui comunque si godeva di uno spettacolo meraviglioso.

 

 

 

Noi poi ci siamo spinti più a sud ancora verso Big Sur e ne è valsa la pena perchè i paesaggi sono davvero fantastici, quasi finti. Immense praterie con cavalli e mucche con sullo sfondo l’oceano. Semplicemente meraviglioso. 

 

 

 

 

Per cena siamo ritornati alla civiltà nella romantica e un po’ pretenziosa Carmel, ma anche qui quello che più ci ha colpiti è stata la spettacolare spiaggia in cui un branco di delfini sguazzava vicino alla riva e la gente non batteva ciglio come se ci fossero del tutto abituati. 

 

 

 

 

Bello questo tuffo in questa natura e in questi spazi immensi in cui ti sembra di essere così piccolo, bello anche mangiare male e ritrovarsi in posti assurdi ma sentirsi pian piano un po’ più parte di questa enorme America che ancora non conosciamo.