Diario di bordo: arrivati sul suolo americano

Il giorno prima di partire mi sentivo come uno straccio imbevuto d’acqua che continuava a sgocciolare. Erano anni che non piangevo così tanto. Difficile anche nascondermi ai bimbi. 

Poi la mattina, alle cinque, la sveglia. Armati delle nostre 4 valigie rosse e nere ci siamo stipati nella macchina di uno dei nostri più cari amici e via, destinazione aeroporto. Mi ero immaginata un anonimo taxi e invece poter fare un ultimo saluto a una persona cara poco prima del volo è stato bellissimo e rassicurante.

Dopo una prima crisi isterica difficilmente domabile  di ciuffetto biondo svegliatosi con la cintura di sicurezza in piena fase di atterraggio del primo volo europeo, è andato tutto liscio! ho passato 11 ore ad intrattenerlo, ma fa niente, almeno era sereno e si divertiva. Un americano è ovviamente riuscito subito ad affibbiargli l’etichetta di iperattivo vedendolo correre come un pazzo intorno a tutta l’ultima sezione dell’aereo, e io dietro con il terrore che cadesse e si facesse male a dieci mila miglia di altezza.

E mentre Apo ha passato 12 ore a giocare e vedere cartoni, ciuffetto biondo cercava di fare amicizia con tutti i bambini di tutte le età fino ad arrivare a vere e proprie violazioni di privacy che agli stranieri non piacciono molto. Dovremo abituarci, noi italiani siamo calorosi, c’è poco da fare.

Sono passati 4 giorni dal nostro arrivo in California e abbiamo arredato una casa, fatto già una cena a casa di amici a San Francisco, conosciuta di persona finalmente una frizzante italiana che vive all’estero da 10 anni, che scrive su expatclick.com ed è un’amica di una mia amica (il mondo è piccolo), fatto amicizia al supermercato con un’altra italiana toscana che vive qui da sei anni con un delizioso bambino un po’ più grande di Apo, visto il Golden Gate e le sue “semplici cordicine rosse” (così le ha definite Apo), recuperato direi oggi il jet-leg (incrocio le dita).

Ora è il momento di godersi quello che arriva senza pensare a niente. è già un miracolo sentir già la vita qui così piena. E incontrare persone del tuo paese aiuta molto ad ambientarsi. Piano piano vi racconterò meglio di questo posto che sembra essere bellissimo. La rete è arrivata ieri. Sono di nuovo connessa.