Diario di bordo: luci e ombre, nanna e risvegli, tracy hogg o estevill?

 

Mi sento così 🙂

Su una lunga strada in mezzo al verde illuminata dalla luce serale, con una curva che non fa scorgere la fine. La dolcezza di un sorriso innamorato è quello che ho sempre sotto gli occhi ed è quanto basta a illuminare di colori tenui e rasserenanti le mie giornate. Ma la strada è lunga, non vedo quello che c’è alla fine. Ho voglia di percorrerla perchè è verde e spaziosa, ma gli alberi sono alti e non sempre intravedo la luce. Da nove mesi non dormo una notte di fila, e con questo secondo figlio le aspettative erano diverse. Lo so. C’è di peggio. Sono una donna fortunata ma estremamente stanca. Ogni giorno volto comunque pagina e riesco a pensare: “domani sarà una notte nuova, diversa” solo grazie alla forza dell’amore per un piccolo esserino che si muove vivace intorno a me e che per la prima volta ieri ha pronunciato la parola “mamma“.

Da quando esiste WhyMum nella mia vita il mondo dei bambini è diventato un interesse costante. In due anni dedicati a informarmi e a scambiare opinioni con altre mamme ho letto e meditato tantissimo sulla nanna dei bambini, soprattutto dopo i problemi avuti con il mio primogenito. Eppure quando si deve mettere in pratica non sempre tutto fila liscio. Alla fine sono giunta a queste personalissime conclusioni:

è importante chiedersi perchè un bambino si sveglia spesso, ma è meglio non farsene troppo un cruccio perchè le risposte non sempre si trovano e perchè altrimenti iniziamo con le solite domande retoriche: sarà un nuovo dente? forse ha caldo? ha freddo? ha il materasso scomodo?…..
quando uno parla bene di una soluzione per far dormire i bambini è certo che ha funzionato per lui ma non è detto che funzioni per un altro..
i metodi sono vari, da quello “duro” alla Estevill, a quello più morbido della Tracy Hogg. Tra questi ci sono mille sfumature perchè ogni genitore è diverso. A meno di avere in casa Estevill o la Tracy Hogg (magari!) in persona, mettiamo comunque la nostra personalità nel metodo che applichiamo e inoltre i bambini reagiscono tutti diversamente.
i consigli degli altri aiutano ma la maggior parte delle volte stressano.  Alle volte è meglio solo un “ti capisco, deve essere dura”.
le nostre regole di adulti, se non semplici, confondono il bambino e quando si imbocca una via non bisogna tornare indietro o correggerla troppe volte
i bambini vanno ascoltati ma bisogna ascoltare anche noi stesse e i nostri bisogni. Il senso di colpa di madre fa danni enormi.
i bambini vanno amati ma anche indirizzati con decisione, inquadrati in regole e routine per dar loro sicurezza.
Avere un bambino che dorme bene tutta la notte fin da piccolo è soprattutto una questione di fortuna

I miei figli sono geneticamente programmati per farmi impazzire di notte. Vivaci di giorno (ma non nervosi, per cui tutti quelli che li vedono mi dicono sempre che sono degli angeli) e iperattivi di notte.Ho aspettato le pappe, dopo aver sopportato poppate ogni due ore tutte le notti per 7 mesi, per cercare di insegnare a Davide a dormire. Con il primogenito avevo messo in pratica la Hogg. Tutto liscio da 7 mesi fino a un anno. Se per qualche mese canti vittoria poi devi rifare tutto quando ci sono i “grandi cambiamenti”, come le prime camminate, l’inizio dell’asilo, il ritorno al lavoro della mamma, etc. Questo sempre per i bambini “sensibili” come li definisce lei. Ovviamente il bambino da manuale, super dormiglione non si accorge di nulla. Con il secondogenito ho iniziato con il metodo duro invece, alla Estevill, perchè lui anche di notte non aveva mai perso spontaneamente una poppata, e all’inizio ha fatto le sue uniche due notti di fila senza svegliarsi. Dopo una settimana il metodo è stato ammorbidito, perchè lui non mollava e noi ci siamo inteneriti. Poi si è ammalato e quindi regressione totale riguardo all’allattamento notturno. Una volta guarito abbiamo ritentato con l’addormentamento da solo, etc, etc, ma comunque non mollava, soprattutto durante la notte. Poi si è riammalato. Ora confusione totale. A nove mesi di notte non dovrebbe attaccarsi al seno, ma non c’è verso. Spesso, poi, si ha in mente una strada, ma si è troppo stanchi per essere costanti.E ogmi tanto mi chiedo: colpa della culla attaccata al letto i primi mesi? colpa del tanto sponsorizzato co-sleeping (che stavolta ho proprio voluto provare sperando in notti da favola)? colpa di un allattamento troppo a richiesta? colpa di un allattamento troppo prolungato (per sopravvivenza sto tentando di dargli il latte artificiale ma non lo vuole)? colpa del gene “pazzi di notte” che perversa nelle nostre famiglie d’origine? O forse il problema sono proprio io, perchè lui percepisce che a me piace cambiare idea, sperimentare nuove regole, spezzare la routine e veder sbocciare mio figlio libero e senza troppi recinti?

O forse è veramente solo questione di fortuna.