Diario di bordo: racconti di viaggio e di pesci californiani

E anche stavolta… missione compiuta!

Non ci potrete credere….alla fine sono tornata dall’America con la foto dei pesciolini che voleva tanto Apo e ho anche trovato l’ultimo giorno un negozio dove vendono gli acquari. Non ci speravo più!E pensate che i pesciolini che ho fotografato li ho trovati in una delle tante scuole che ho visitato, in cui c’era pure un terrario con un’iguana dentro e uno scheletro di corpo umano nell’aula di scienze, cose per cui Apo va matto!

Dell’America gli stiamo facendo vedere tutti i lati migliori, per mantenere alto il suo entusiasmo. Io vivo di alti e bassi: ai momenti di eccitazione si alternano momenti di sconforto e di anticipata nostalgia.

San Francisco è una città vivace, mossa, luminosa, fresca. Se da un lato ci sono i grattacieli, dall’altro ci sono i quartieri con le case vittoriane all’inglese, quieti e isolati quasi ci si trovasse in campagna.

 

Poi ci sono grandi parchi dove fare i pic-nic nei we. Si prenota un tavolo al ranger del parco e ci si fa il tipico barbeque.

 

La città vive di paesaggi, le strade sono tutte un pazzo su e giù. A un certo punto ci si trova di fronte al cartello “sharp crest”, ci si affaccia con la macchina e non si vede nullla a parte l’oceano all’orizzonte e poi si va giù con il freno in piena attività e una certa emozione (soprattutto le prime volte).

Poi si viaggia verso nord e ci si imbatte in questo splendido ponte rosso, antico e imponente, un capolavoro di ingegneria.

 

Superato il Golden Bridge, Sausalito: il mio quartiere preferito, di stampo così europeo e direttamente sulla baia (con in lontananza lo skyline di San Francisco). Sembra una località di vacanza al mare.

 

Tutto questo con gli occhi di un turista. Con gli occhi di una che ci deve vivere la prospettiva cambia. In realtà parlo per me, perchè i riscontri che ho avuto su San Francisco sono ottimi. Non è Milano, non è così caotica, nè così grigia. Ma a me qualcosa non tornava. E comunque se il lavoro è troppo lontano lo stress può diventare ingestibile e ne risente tutta la famiglia. Io poi sono abituata al verde sotto casa, al parcheggio comodo, alla concentrazione dei servizi, che solo un piccolo comune può darti. E pensare che ho vissuto 35 anni in una grande città!Alle comodità ci si abitua in fretta.

Il “fuori città” che abbiamo trovato è molto vivace, vicino all’università più famosa d’America (Stanford), pieno di verde e con il clima più stabile. Non ci saranno mostre o musei, ma per i bambini è il paradiso. Zoo e librerie non mancano, per non parlare delle piscine, dei parchetti pieni di giochi con un erba perfettamente verde. Le scuole non hanno recinti di sicurezza come in città, le case rimangono aperte. Noi ovviamente avremo bisogno di tempo per fidarci e rilassarci ma sembra davvero un posto sicuro.

 

 

Il centro è pieno di localini e ristoranti che da soli abbiamo sperimentato con gioia, con i bambini magari sarà più difficile ma comunque hai la sensazione di essere in un posto vivo.

Dal vivere in un palazzo si passa a vivere in una casetta, dovrò abituarmi. Invece del giardinetto condominiale avrò il mio. E quello che temo è l’isolamento, ci saranno un po’ di mesi di assestamento. La scelta più importante è la scuola. Apo deve vivere questo cambiamento nel modo più dolce e rilassato possibile. Per questo stiamo cercando una scuola che sia concentrata sullo stimolare l’interesse dei bambini, non solo sui risultati scolastici o i “test scores” che tanto amano gli Americani (in realtà sembra che pure loro ora stiano cambiando idea).

In California nascono come funghi le scuole indipendenti. E sapete che metodi usano? Il Montessoriano e il “Reggio approach“, il metodo usato dagli asili a Reggio Emilia, per intenderci (ve ne parlerò meglio quando sarò più informata. Qualcuno di voi lo conosce?). E pensare che in Italia sono metodi decisamente di nicchia e trascurati. Io ho fatto l’asilo Montessori e ne ho un bel ricordo. è stato un piacere scoprire che l’Italia in ambito educativo sia così apprezzata e non sia più solo il binomio “spaghetti e mandolino”.

A San Francisco ci sono tanti italiani, in un mese di ricerca ho trovato diversi contatti lì. Mi spiace non vivere vicina alla mia nuova amica WorldWideMom, ma avremo modo comunque di vederci nel we. Vi racconteremo 🙂

Anche fuori città spero di fare tanti nuovi incontri interessanti dal respiro internazionale. E fin qui sembra tutto perfetto. Mi tengo su e penso alle cose positive e alla fortuna di vivere questa nuova esperienza. Quanto è lontano però…e il fuso orario non aiuta. Poi penso: in certi momenti della vita bisogna tirar fuori le energie per uscire dalla routine che conosciamo e che ci rassicura. Quindi mi dico: Take it easy, vivi alla giornata e goditi tutto il più possibile. Anche l’attesa!