Citomegalovirus

oibò! ho preso questo maledetto virus intorno ai giorni del concepimento, oppure all’inizio della gravidanza (non è possibile saperlo con precisione). ora sono nel quarto mese e i medici, rassicuranti, mi hanno fissato una amniocentesi mooolto tardiva, a fine luglio, per vedere se il liquido è stato contaminato. fino a prova contraria tendo a pensare di no ma … qualcuno ha una esperienza analoga? e com’è andata ‘poì? grazie! elisab.

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A me è successo lo stesso 3 anni fa. Questo è quanto è successo, se poi hai bisogno di indicazioni pratiche chiedi pure. IN BOCCA AL LUPO!

Breve viaggio nella sanità del proibizionismo

 

Scrivo questo racconto dopo circa sei mesi da quando i fatti sono accaduti. Sono estremamente sereno e sempre più convinto di aver compiuto una scelta responsabile.

Siamo una coppia non sposata residente a Milano. Entrambi abbiamo circa 35 anni ed abbiamo sostenuto studi universitari superiori in chimica-fisica ed ingegneria meccanica; ciò è scritto non per vanto ma per contestualizzare il racconto. Dopo aver convissuto per quattro anni, abbiamo deciso di creare una famiglia. Pur non essendo credenti, riteniamo che la nascita di un figlio sia il vero suggello di un rapporto di coppia. Dopo poco tempo riusciamo nel nostro intento.

Alla XII settimana di gravidanza, effettuiamo le analisi del sangue di routine. Il risultato indica che vi è stata una recente infezione da cytomegalovirus. Il medico curante ci tranquillizza perché se l’infezione fosse avvenuta prima della gravidanza il feto non correrebbe alcun rischio.

Ci rivolgiamo all’ospedale Buzzi, che è noto a Milano per la competenza dei medici. Il Buzzi è un ospedale gestito dall’Istituti Clinici di Perfezionamento come l’Ospedale Mangiagalli.

Il medico dell’Ospedale Buzzi è stato molto cordiale anche se reticente nel rispondere a domande dirette sui rischi di malattia al feto. Il suo consiglio era di compiere tutti gli accertamenti “passo dopo passo” senza precorrere i tempi. Per carattere o per formazione i tempi li avevamo già anticipati leggendo articoli e raccogliendo informazioni. Abbiamo quindi insistito per un confronto che chiarisse e confermasse la nostra conoscenza minimale degli effetti potenziali dell’infezione sul feto. Il medico, pur contrariato, ha confermato i dati per cui:

–      se il virus è contratto prima del concepimento, il feto non corre alcun rischio;

–      se il virus non è entrato nel liquido amniotico, il feto non corre rischi superiori a quelli di una normale gravidanza;

–      se il virus è penetrato nel liquido amniotico e quindi è accertato che il bimbo ha contratto l’infezione, vi è il 10% circa di rischio che il bambino sia affetto da gravi malattie (grave ritardo mentale, prematurità e sordità), il 20% circa di rischio che il bambino sia affetto da malattie quali lievi ritardi di sviluppo psicomotorio o sordità ed il 70% circa di possibilità che il bambino sia sano. Il rischio è tanto maggiore quanto prima la madre ha contratto il virus.

A domanda precisa il medico ci ha assicurato la sua disponibilità ad eseguire l’aborto terapeutico in qualsiasi momento. è corretto scrivere che il medico in seguito ha negato di aver dato tale disponibilità e che quanto da noi compreso era frutto di un malinteso.

Il suggerimento del medico è stato di non anticipare le decisioni ma di proseguire “passo dopo passo”. L’ospedale Buzzi ci ha indirizzato al dipartimento di malattie infettive dell’ospedale S. Matteo di Pavia, a cui si affida per le problematiche alle malattie infettive, per cercare di datare l’infezione.

Alla XIII settimana, gli accertamenti del San Matteo datano l’infezione intorno alla terza settimana di gravidanza.

La notizia ci lascia una speranza e decidiamo di effettuare l’amniocentesi presso il Buzzi per verificare se il virus è penetrato nel liquidi amniotico e quando. Ciò vuol dire attendere cinque settimane nelle quali ci siamo ulteriormente documentati, abbiamo parlato con amici e parenti medici e con gli esperti che avevano tutta la nostra fiducia.

Poco prima dell’esame con serenità e consapevolezza decidiamo di comune accordo che mettere al mondo un bimbo affetto da malattie mentali è irresponsabile e che il 20% è un rischio troppo elevato per scommettere. Questa è la nostra opinione che non pretendiamo sia universalmente condivisa ma che esigiamo abbia la dignità di essere rispettata. Gli studi di statistica effettuati, qui mi vanto ricordando di aver dato ripetizione di statistica ad alcuni studenti di medicina, mi aiutano a ricordare che l’evento una volta accaduto rappresenta il 100% delle possibilità. La statistica è uno strumento prezioso ma è anche un gioco pericoloso quando si scommette sulla dignità della vita umana. Lo ripetiamo la pretesa non è di diffondere la verità o la giusta via ma di essere ascoltati quando si parla di un evento che può condizionare il 100% della propria vita e di quella del proprio figlio. Nessun medico od esperto o referendum può rispondere al nostro posto se è responsabile mettere al mondo un bambino affetto da ritardi mentali gravi o lievi.

Il venerdì della XVIII settimana di gravidanza, siamo convocati all’Ospedale San Matteo, dove era stato portato il liquido amniotico. Il medico ci comunica che il liquido amniotico è stato infettato dal virus intorno alla terza settimana di gravidanza e ci spiega nuovamente tutti i rischi per il feto. Il medico ci consiglia di eseguire l’esame del sangue fetale e l’ecografia morfologica per ridurre il rischio di malformazioni dal 30 al 20%. Ci informa anche della possibilità di abortire subito, senza esami aggiuntivi o di non compiere più alcun esame ed andare avanti con la gravidanza.

Trascorso il fine settimana soppesando nuovamente le diverse possibilità, decidiamo pur con sofferenza di esercitare la nostra libertà di decisione.

Il lunedì della XIX settimana di gravidanza comunichiamo al medico dell’ospedale Buzzi la nostra intenzione di eseguire l’abortire terapeutico. Il medico, nonostante il parere del medico di Pavia, ci nega il consenso. Smentiti i precedenti pareri dei colleghi sulla possibilità di effettuare l’aborto terapeutico, il medico ci comunica che è obbligatorio proseguire “passo dopo passo” ed eseguire l’esame del sangue fetale alla XXII settimana e l’ecografia morfologica. Sorpresi dall’improvviso cambio di atteggiamento e dall’evidente irritazione del medico, chiedo di poter incontrare il responsabile del reparto. La mia compagna, già in agitazione e desiderosa di giungere al più presto ad una conclusione, perde parte della propria lucidità ma non la determinazione. Il giorno seguente fissiamo un incontro con il responsabile di reparto per mezzogiorno in punto; chiediamo di ritardare l’incontro ma più tardi il responsabile di reparto non è disponibile.

A mezzogiorno di martedì ci presentiamo all’ospedale. Il responsabile del reparto ed il medico, dopo esserci passati più volte davanti senza degnarci di uno sguardo, ci ricevono alle quattordici e trenta. Sospetto che non accettare di ritardare l’appuntamento nonostante una mia esplicita e giustificate richiesta, lasciarci in sala di attesa senza informazioni e senza pranzare sia stato un atteggiamento meditato e finalizzato ad indebolire la nostra sicurezza ed a porre l’accento su chi fossero i detentori del potere decisionale.

Il responsabile di reparto chiede di raccontare la sua esperienza alla mia compagna. Il medico interviene sovente bruscamente cercando di confondere o di trovare imprecisioni o falle nei dati del resoconto. La posizione del medico era che i dati a disposizione in quel momento non permettevano di stabilire se il feto fosse o meno malato e che l’infezione del feto da cytomegalovirus non è un indicatore sufficiente per approvare un aborto terapeutico tanto che in alcuni paesi moderni quali USA e Francia non si effettua l’analisi durante la gravidanza. Il suo suggerimento era di proseguire con le analisi e solo nel caso in cui l’ecografia morfologica avesse evidenziato malformazioni, si sarebbe proceduto con l’aborto terapeutico. L’ecografia  non avrebbe escluso il 20% di rischio associato a malformazioni minori (ritardo mentale o sordità) ma d’altro canto a tutte le gravidanze vi è associata una percentuale di rischio non eliminabile. Si è proposto, infine, di comunicarci l’indirizzo di un ospedale Francese dove sono effettuati aborti anche dopo la XXIII settimana nel caso in cui fossero subentrate complicazioni in fase avanzata di gravidanza.

Dopo essere stati sottoposti per circa mezza ora ad un interrogatorio sui contenuti della legge 194 e sulle statistiche concernenti l’infezione da cytomegalovirus, il cui unico scopo era dimostrare che non eravamo preparati per prendere una decisione, la discussione ha assunto toni di diverbio. La mia compagna ha più volte espresso il desiderio di interrompere l’incontro ed il primario ha più volte affermato che dovevamo avere fiducia in lui o cambiare istituto. Il primario ci ha, infine, accusati di ignorare il risultato del referendum riguardante la procreazione assistita del giugno 2005 (legge 40). Il medico assistente non è intervenuto durante l’intero incontro, mantenendo sempre un atteggiamento di riverenza e approvazione nei confronti del primario e di diniego nei nostri.

Terminato l’incontro, la mia compagna si allontana lasciandomi solo con il responsabile di reparto. Approfitto dell’occasione per ripetere al medico che la mia compagna è assolutamente certa e consapevole della scelta e che ritardarla incederebbe unicamente sulla sua serenità e sul suo equilibrio psichico. Con aria rassicurante e paterna, l’uomo mi spiega che le donne gravide non sono psicologicamente stabili e che non sono consapevoli di ciò che desiderano; in realtà lui sa perfettamente che la mia compagna vuole proseguire nella gravidanza avendo vissuto già centinaia di queste situazioni. Ho capito di non essere stato ascoltato durante l’intero incontro perché quell’uomo è assolutamente certo di conoscere ciò che è giusto o sbagliato e non è sfiorato dal dubbio che qualcheduno possa avere delle opinioni degne di essere prese in considerazione. Desidero precisare che non condanno l’istituzione ma richiamo la comunità affinché rivendichi chiaramente il diritto di libertà di scelta e non lasci al singolo l’illusione di poter essere il “padre eterno” del futuro altrui. L’ospedale Buzzi è un’ottima struttura con personale preparato e disponibile; il responsabile del reparto è probabilmente un bravo medico ma certamente un uomo misero.

Fissato un appuntamento per effettuare l’ecografia morfologica all’ospedale Buzzi, tentiamo tramite l’aiuto di parenti e amici di incontrare altri medici per capire al meglio come procedere. In poche ore e solo perché abbiamo la fortuna di conoscere persone informate, organizziamo contemporaneamente un incontro con l’equipe dell’ospedale Mangiagalli di Milano, con l’ospedale Santa Orsola di Bologna, con un Ospedale di Lugano e con un altro in Spagna.

L’ospedale Santa Orsola non vuole prendere in considerazione il nostro caso perché già valutato da un altro ospedale italiano.

Il giovedì senza attese incontriamo la gentile psicologa ed il venerdì sempre senza attendere il ginecologo dell’ospedale Mangiagalli. L’equipe tecnica dichiara che esistono gli estremi per un aborto terapeutico ma che si deve attendere il ritorno del direttore sanitario, che deve dare l’approvazione legale a procedere. Ci informano che l’approvazione legale non è certa nonostante il benestare tecnico perché in questo momento la legge italiana non è chiara.

Il venerdì contattiamo telefonicamente gli ospedali sia di Lugano sia spagnolo e raccontiamo ai medici la nostra esperienza. Entrambi ci comunicano la loro disponibilità ad incontrarci e rimangono perplessi ed increduli dell’atteggiamento della sanità italiana.

Il lunedì mattina della XX settimana il direttore sanitario della Mangiagalli non dà l’approvazione legale. Nonostante il parere contrario, ringrazio il personale dell’ospedale Mangiagalli per la gentilezza, la professionalità e soprattutto per la trasparenza di informazione che ci ha ridato la dignità di interlocutori.

Il lunedì notte della XX settimana siamo in viaggio per la Spagna. Partiamo immediatamente perché entro lo scadere della XX settima è possibile eseguire l’aborto terapeutico tramite la tecnica della dilatazione ed evacuazione; più tardi è utilizzabile solo la tecnica del parto indotto con un impatto psicologico maggiore.

Il martedì riprendiamo la prassi nota; analisi del sangue, ecografia, incontri con il medico ginecologo, discussione con lo psicologo, attesa dell’approvazione da parte del direttore sanitario. La prassi medica spagnola è simile a quella italiana anche le domande, cambiata la lingua, sono le medesime. Capiamo però che è diverso l’atteggiamento del medico quando dopo una lunga discussione, ci ha detto che il suo compito è di illustrare al meglio della propria conoscenza e capacità la situazione che il paziente vive ed i rischi e dolori a cui andrà in contro ma che la decisione finale su come procedere spetta unicamente al paziente. Ci comunica che qualsiasi sarà la nostra decisione lui e la sua equipe ci forniranno il pieno supporto medico, psicologico e soprattutto umano; così è stato.

Dopo un’ecografia da cui risulta che le dimensioni del feto corrispondono alla XIX settimana, i medici decidono di procedere con la tecnica della dilatazione ed evacuazione. Il mercoledì mattina la mia compagna è operata. Non essendoci complicazioni ed essendo il feto più piccolo di quanto risultava dall’ecografia, la sera la mia compagna è dimessa dall’ospedale. Rimaniamo in Spagna altri tre giorni per compiere i controlli e per permettere alla mia compagna di riprendersi e rientriamo in Italia.

Chiedo perché quando abbiamo avuto bisogno di un supporto medico e soprattutto umano siamo dovuti fuggire all’estero come galeotti e se è civile e democratico che solo chi ha disponibilità di risorse economiche, di tempo e di conoscenze può esercitare il diritto di libertà di scelta.

Poco dopo essere rientrato, ho visto una vignetta di Forattini in cui un operaio afferma sconsolato di voler dare le dimissioni da cittadino italiano. Mi sono riconosciuto ed ammetto di aver pensato di trasferirmi all’estero.

 

Bene
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Ciao A Tutti!!!

Bene leggo la tua risposta solo ora che mi collego per aggiornarvi… grazie ancora per i recapiti che pubblicasti “al tempo” di Pavia, ci sono stati veramente di grande aiuto! Continuo a condividere le tue opinioni, e apprezzare i tuoi consigli:

“…Questa è la nostra opinione che non pretendiamo sia universalmente condivisa ma che esigiamo abbia la dignità di essere rispettata.” e inoltre si, non ci scrolleremo tanto facilmente di dosso questa esperienza.

Per noi sembra andar bene, l’amniocentesi (che abbiamo scelto di fare a Pavia, visto che è l’unico centro che in tempi molto rapidi poteva offrirci una risposta e darci lìoccasione per una funicolocentesi) ha dato esito negativo. Il virus con Mattia pare aver fatto cilecca! (mentre continuo ad avere valori positivi io, motivo per cui le infusioni di immunoglobuline continueranno).

Siamo stati seguiti a Pavia per l’infezione dalla Dottoressa Furione, l’amnio è stata eseguita dalla Professoressa Montinari, e per ogni domanda riguardo rischi e quant’altro ci ha assistito con pazienza la Dottoressa Arossa. La mattina dell’amnio è stata terribile, non ricordo di essere mai stata così nervosa in vita mia, poi fatto il prelievo mi preoccupavo “solo” di sentire i calci di Mattia. Il giorno dopo, quando la Dot Furione ci ha comunicato l’esito sono scoppiata a piangere per più di mezz’ora, e per la prima volta credo di aver confessato a mio marito che non reggevo più.

Non voglio giudicare nessuno, ne far la parte della brava mammina perchè abbiamo sopportato fino a venti settimane. Piangevo quando la gine mi disse che aspettavo un maschio, piangevo quando ho sentito i primi calci, piangevo quando mia figlia si posava sopra la pancia e parlava con il fratello.Capisco che decide di mollare appena scoperta l’infezione, spaventato soprattutto del fatto che le proprie scelte non vengano rispettate come è successo a Bene. Purtroppo però si rischia di “buttare” un bambino sano, per non voler affrontare il “rischio” di un vero e proprio parto, quale è un aborto a 5 mesi.

Noi eravamo in tempo per un “semplice” raschiamento, ma sempre di aborto si sarebbe trattato, e inoltre non avremmo avuto neppure un pezzo di carta che ci diceva che nostro figlio era evidentemente non sano. Quello che disse mio marito (e che mi ha dato la forza di andare avanti con la gravidanza) è che fino a prova contraria nostro figlio era sano, e che dovevamo lottare per lui, senza dimenticare quanti bambini arrivano sani al parto e magari affronteranno una vita totalmente diversa dal previsto per apossia (ad esempio) oppure quante famiglie si trovano a far conti con vite stravolte per malattie arrivate “di punto in bianco” su bambini perfetti. 

Sono numeri terribili quelli che vengono forniti a chi come noi si trova nella situazione di una infezione primaria, ma 60% è sempre più alto di 40! A questo e alle ecografie (che sono sempre risultate positive)  ci siamo aggrappati fino alla fine di quest’incubo. Non sò dire se avremmo trovato il coraggio di andare oltre, già il giorno dell’amnio ci chiedevamo se valeva la pena rischiare con una funicolcentesi (3% di possibilità di aborto) a fronte di quello che alla fine è un 4% di possibilità di gravi malformazioni…

Adesso continueremo le ecografie morfologiche con cadenza mensile, le infusioni di immunoglobuline a Pescara (nel reparto del Professor Parruti, che è una persona splendida e molto disponibile) e alla nascita saranno comunque analizzate le urine del bimbo, nel caso (remoto) che il virus sia passato a seguito dell’amniocentesi (in questo caso non si parlerebbe di gravi problematiche, ma generalmente di bambini contagiati  ma asintomatici)

…questo dal punto di vista “medico”, dal punto di vista di una coppia che ha affrontato quet’incubo, adesso iniziamo a goderci la nostra famiglia, e non vediamo l’ora di stringere nostro figlio. Per chiunque avesse bisogno di un a chiaccherata siamo qui, noi abbiamo trovato negli altri genitori apparte molte info tanto ma tanto coraggio.

In bocca al lupo a tutti e ancora grazie e coloro che ci hanno aiutato!

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PS: comunque si, anche Pavia non accetta di assistere una coppia che decide di interrompere la gravidanza dopo la sola amniocentesi. Ritengo però che essendo loro in grado di offrire la funicolocentesi dopo due giorni dall’amnio (come avrebbero fatto a noi)  e quindi di fornire un quadro corretto della situazione, in 4 giorni in tutto siano corretti sotto ogni aspetto.

LA SOLA AMNIOCENTESI POSITIVA PURTROPPO NON OFFRE NESSUNA CERTEZZA. Lo schifo è che solo a Pavia ci hanno offerto tutto questo, gli altri centri interpellati assolutamente no. Quindi per “cavarci le gambe” in pratica si è costretti a girare mezza Italia come abbiamo fatto noi. (e non solo visto che a Pescara abbiamo conosciuto coppie da tutta Italia) 🙁

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Mattia è nato il 5 ottobre (3990g e 51.5 cm) ! nonostante tutti i km fatti prima della sua nascita, è nato nell’ospedale a 5 minuti da casa (errore parziale visto che non erano ferratissimi sul virus e ci hanno mandato inizialmente nello sconforto), Ci siamo nuovamente rivolti al Gaslini e stamani ci hanno telefonato per confermare l’assenza di virus nella pipì. FINE DI UN INCUBO. 

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Ciao a tutti, volevamo condividere con tutti voi la splendida notizia del risultato negativo dell’amniocentesi fatta il 23, alla quale si aggiunge un’altra splendida notizia ovvero l’ormai totale assenza di questo maledetto virus anche nel DNA del sangue della mia non + compagna ma moglie (il caso vuole che siamo spostati il 19.10 ovvero 4 giorni prima dell’amnio) aldilà di qualche residuo nelle urine per cui, in funzione del risultato del test di avidità (che però ahimè tarda ad arrivare), il Prof. Parruti, a cui ci siamo rivolti per le infusioni di immunoglobuline, ci ha comunicato che addirittura potrebbe non essere necessario fare ulteriori trattamenti….forse è davvero arrivata la fine di questo INCUBO e il caso vuole che il nostro primo figlio Lorenzo di 2 anni e mezzo circa, abbia cominciato a dare i primi bacini alla pancia della mamma…Grazie a tutti per il sostegno e le informazioni forniteci, un grosso in bocca al lupo a chi dovesse ancora necessitarne e un solo messaggio NON PERDETE MAI LA SPERANZA e ricordatevi di seguire sempre il vostro istinto, vi condurrà alla scelta giusta qualunque essa sia e vi aiuterà ad accettarla……ancora un abbraccio a tutti, spero di risentirvi il 12 marzo e darvi la notizia della nascita del nostro bimbo sanissimo..

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Ciao a tutti volevamo condividere con voi la splendida notizia del risultato delle analisi del nostro piccolo Filippo nato il 07.03 scorso…nessuna traccia del maledetto CMV….La fine di un incubo, non poteva esserci periodo migliore della Pasqua, dopo 7 mesi nel buio… davvero una rinascita. Auguroni a tutti….!!!

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ciao… sono rimasta sconcertata del racconto di Bene e, sono pienamente daccordo con lui: se oppurtunamnete documentati e informati, la coppia deve essere libera  di scegliere il destino della propria gravidanza, indipendentemente dalla scelta che farà.

A elisab non aggiungerei altro: se ti hanno consigliato di fare l’amniocentesi è perchè probabilmente gli indici di infezione  sono positivi al cmv e, si vorrà avere un margine di sicurezza per il bambino. L’ospedale di Pavia ha un buon nome per quel che riguarda questi casi. Spero che il tuo intuito non sbagli! Facci sapere Ilaria

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Per l’utente Bene.

 

Ho letto con sommo interesse il tuo racconto ed è estremamente probabile che ci si trovi presto in una situazione simile alla vostra. C’è modo di contattarvi per porvi domande più specifiche su quello che avete affrontato e su come vi siete mossi?

 

Ringrazio anticipatamente

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certamente Pipa di WhyMum.it ….. spero di poter avere notizie rassicuranti già domani (iniziamo le eco di secondo livello) e poi che martedi riescano “finalmente” a datare il periodo dell’infezione (nel caso di infezione nel periodo prima della gravidanza i rischi sono minimi, ma per ora non sappiamo ancora nulla, ci siamo dovuti rivolgere a Pavia per avere qualche risposta)  Giovedi poi iniziamo con le immunoglobuline… insomma le tentiamo proprio tutte per di non aspettare la ventesima settimana “senza far nulla”

INTANTO GRAZIE MILLE: i recapiti di Pavia gli abbiamo trovati su questo sito 🙂  !!!

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Vi ringrazio molto per la vicinanza e per i consigli molto utili. Dalla analisi sembra che abbia contrato il CMV circa 15/20 giorni fa (adesso sono alla ventesima settimana). A Pavia ho fatto l’avidity che ha confermato la positività. Il ginecologo mi ha detto di stare tranquilla, e mi ha indirizzata a Bologna. Dopo la visita che farò martedì deciderò cosa fare (senza preclusioni). Siete estremamente gentili. Non credevo di trovare in internet una vicinanza così. Grazie ancora! Se avrò bisogno di indirizzi non mancherò di chiederveli!  

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Ciao Miche,”ai miei tempi” non si sapeva nulla di cure con immunoglobuline, le ho scoperte un mesetto fa x caso con un po’ di rammarico…se forse ce le avessero porposte magari le cose andavano diversamente.

Ti lascio i riferimenti della Spagna nel caso in cui tu dovessi averne bisogno ma mi auguro di no:  http://www.clinicadara.com/

Ho trovato anche un sito interessante:http://www.anticito.org/

Solo un consiglio: qualunque decisione prendiate deve essere convinta fino in fondo perchè è un’esperienza che non ti scrolli di dosso molto facilmente.

In bocca al lupo

Bene
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Ciao, non ci ricordiamo più se x legge spagnola l’aborto può essere fatto entro 22 o 24 settimane. Io ero alla 20a e mi ricordo che mi dissero che era il massimo possibile, con bimbi di normali dimensioni di praticare un aborto in sedazione totale. A me è andata bene perchè la bimba era in dietro, con la crescita, quasi di un mese e quindi molto piccola. Se non ricordo male la legge francese permette un aborto terapeutico fino alla 24a ma non ho riferimenti in Francia e poi più avanti si va e peggio è, soprattutto psicologicamente. Se avete voglia fatevi dare mia email dagli amministratori di whymum.

So che è faticoso, ma alla fine, qualunque sia la scelta, anche questo periodo passa.

Bene
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Complimenti! Son contenta x voi. Da qui in avanti tutto vi sembrerà più semplice, le fatiche, le mancanze di sonno, le varie tossì e influenze non saranno nulla perchè avete già superato fasi ben più faticose.

 

Bene
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mammamia, sono piuttosto inquieta dopo aver letto la tua risposta, di cui ti ringrazio infinitamente. noi siamo seguiti dal dottor Fogliani e dalla dottoressa Ceriani della Mangiagalli  – ma il 27 luglio, quando farò questa amniocentesi tardiva – dovremo portare la provetta proprio a Pavia, nell’ospedale citato da te. speriamo che il liquido non sia contaminato, altrimenti avremo veramente tanto da pensare … intanto raccolgo informazioni ed esperienze. grazie mille per l’in bocca al lupo e per la tua risposta, veramente! elisab.  

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per  Pipa di WhyMum.it : la nascita è prevista per metà ottobre…

sappiamo che ci sono remote possibilità che il virus possa passare causa l’amniocentesi  o “problemi” legati alla placenta (come detto da bene) ma con le immunoglobuline siamo un pochino più sicuri, inoltre dopo la ventesima settimana il bimbo secondo i medici di Pavia ha comunque un sistema immunitario migliore rispetto alle prime settimane, quindi siamo tranquilli! 

 

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Non è per darti preoccupazioni inutili ma solo per passarti informazioni che abbiamo raccolto in 2 mesi di esperienza.

Anche se il liquido non risulta infetto non è detto che non ci siano problemi.

Fatevi spiegare bene tutto a Pavia (dott Zavattoni è una persona veramente speciale)

Bene
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Ciao, il link dell’ospedale a Barcellona è http://www.clinicadara.com/.

se vuoi chiarimenti o domande altro fatti dare il mio indirizzo mail dall’amministrazione di whymum che autorizzo a farlo.

Ai miei tempi (2005) c’era anche un interprete spagnolo-italiano ma sappi che tutti i medici con cui ho parlato parlano inglese e qualcuno anche francese.

Se hai bisogno contattami pure.

In bocca al lupo

Benedetta

Bene
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ha lasciato sconcertata anche me, ma fino a prova contraria vorrei sperare per il meglio… si tratta della mia terza gravidanza ma è come se fosse la prima, per il desiderio che ho che vada bene! speriamo… grazie mille per le risposte, se qualcun altro ha esperienza – negativa o positiva – mi fa sapere? vorrei raccogliere informazioni ‘direttè, internet è troppo dispersivo … grazie.. ! eli.

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Ho letto con attenzione questa storia e mi sono immedesimato perchè anch’io la sto vivendo. Puoi dirmi cortesemente quel’è l’ospedale spagnolo a cui ti sei rivolto? Ti ringrazio infinatamente. 

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Grazie infinite per la pronta risposta, siete molto gentili. 

Ho sentito dire che a Bologna esiste un Centro simile a quello di Pavia. Ne sapete qualcosa?

Grazie ancora.