L’adozione
Care mamme, ho un ‘altra domanda per voi..Tutti sappiamo che in Africa ci sono tantissimi bambini poveri che vivono nelle condizioni per noi neanche immaginabili… Le mie domande sono due-la prima riguarda l’adozione(non a distanza),non mi sono ancora informata,quindi ogni informazione sul adozione è utile e la seconda ,invece,riguarda la vita di questo bambino qui in Italia,secondo voi avrà l’opportunità di crescere come tutti gli altri bambini?
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Ciao a tutti/e, esprimo il mio punto di vista su una materia molto delicata e su cui credo si potrebbe parlare per ore ed ore senza, cmq, riuscire ad ottenere un parere comune. Io credo che l’adozione in generale sia una cosa meravigliosa, che consente sia alla famiglia che al bambino (indipendentemente dall’età) di ottenere una profonda felicità. Credo anche che sia un processo molto delicato sia per il bambino che per la famiglia. Detto questo mi domando se esista un necessario bisogno di fare una adozione internazionale piuttosto che una adozione qui in Italia. Il processo di integrazione nella famiglia è già complesso se si tratta di un bimbo italiano, credo che venga moltiplicato in modo esponenziale per un bimbo adottato da PVS. Io sarei più per invogliare e promuovere adozioni a distanza, che consentono ai bambini e alle famiglie di avere una opportunità di crescita e di sviluppo nel proprio ambiente e nella propria cultura. Ho avuto modo di avere contatti (e in alcuni casi legami) con persone adottate (sia in italia che da PVS che a distanza) e in tutti i casi si tratta di vittorie per i bambini e le famiglie…
ho 28 anni e sono una “bambina” adottata. sono nata in Perù in un piccolo paese e sono stata lasciata da mia madre subito dopo il parto, ho vissuto per 9 mesi in un’istituto di cusco creato apposta per raccogliere e dare un futuro ai bambini abbandonati come me. sono stata adottata da una coppia italiana che sono il mio papà e la mia mamma che adoro e amo più di qualsiasi altra persona, mi hanno accolta cresciuta e amata come fossi stata figlia loro. mi hanno aiutata a crescere serena, a vivere il trauma dell’adozione in modo più sereno perchè purtroppo ho sempre sofferto per questa cosa che non è mai stata tanto un problema mio ma degli altri bambini a scuola sia alle elementari che alle medie. da piccola perchè i bambini mi chiedevano perchè io ero scura di pelle e i miei genitori no, perchè non mi facevano giocare con loro perche nemmeno la mia mamma mi aveva voluta, da più grande più o meno per le stesse cose fino ad arrivare alla prima superiore quando mi hanno prima incollato e poi bruciato i capelli a scuola. ho sempre avuto il supporto dei miei genitori, degli insegnanti, supporto psicologico per aiutarmi a parlare quando ho avuto un periodo in cui non parlavo più a scuola ma solo a casa. purtroppo non sempre c’è stato quello educativo da parte dei genitori degli altri bambini. ho sofferto tanto per questo ma crescendo ho imparato il vero valore dei sentimenti e delle cose e ora che sono più grande e desidero un bimbo, capisco il grande amore che hanno avuto i miei genitori nei miei confronti e quanto anche loro hanno sofferto insieme a me.
Credo che l’adozione sia uno dei gesti d’amore più forti e concreti che ci siano. Ma siamo sicuri che per bambini, che spesso vivono con parenti in un ambiente conosciuto, sia la cosa migliore portarli via e offrirgli sì una vita sicuramente migliore, ma diversa dalla propria? Io sono ormai anni che ho un adozione a distanza e sono sicura che il bambino per cui pago gli studi, un giorno sarà un bravo e onesto lavoratore che, col suo esempio e concretamente, aiuterà altre persone povere a rialzarsi da una situazione di indigenza e degrado. Credo sia meglio aiutare sul “lungo periodo” che sradicare situazioni che a noi sembrano irrecuperabili.
credo che l’adozione a distanza sia una cosa utilissima perchè così i paesi in via di sviluppo possono crescere con le loro risorse interne. Però non sempre è sufficiente questo, ci sono bambini che proprio rimangono senza famiglia per cui è necessaria una vera adozione. è vero che bisognerebbe prima privilegiare l’adozione locale e poi quella internazionale, ma è ovvio che nei paesi molto poveri la seconda diventa spesso l’unica scelta. Comunque in qualunque paese il colore della pelle o la provenienza non dovrebbero avere valore, ma purtroppo in alcuni paesi ancora non è così e il bambino magari rischia di sentirsi “diverso”. Pian piano però mi auguro che questa mentalità cambi….
secondo me è una bella cosa e il bambino crescerà benissimo se si sentirà amato,come succede a tutti i bambini,sono convinta però che non sia una cosa semplice,ci sono molti più dubbi sul come comportarsi,specialmente quando comincerà a fare domande sulla sua adozione fino all’adolescenza e oltre,questo è solo un mio pensiero ovviamente.Per quanto riguarda il paese di origine so che molti preferiscono l’estero xk tutto l’iter è meno complicato,probabilmente in Italia c’è ancora qualcosa che non funziona
ciao una mia amica si è informata e dovrebbe essere più o meno cosi….2 anni di iter burocratico, circa 8 mila euro di spesa e poi bisogna stare un mese col bambino nel suo paese di origine….mio marito è cileno ed è stato adottato a nove mesi (nel’84)….pensate che i miei suoceri all’epoca sono partiti senza avere niente in mano e senza nessuna certezza di trovare un bambino…sono andati in cile, hanno girato per due o tre tribunali hanno trovato lui e senza spendere 1 euro (solo x viaggio e alloggio) se lo sono portato a casa….stessa cosa per mia cognata 3 anni dopo….eh oggi devono guadagnare proprio su tutto….