Metodo reggio emilia e montessori. differenze?

Qualcuno sa spiegare brevemente le differenze tra questi due metodi? Dato che i miei figli frequentano scuole Montessori sto iniziando a conoscere bene questa filosofia ma non ho mai capito in cosa si differenzia quello che chiamano metodo Reggio Emilia, che anche qui in America è abbastanza diffuso.

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Ciao! provo a rispondere, però lascio a te Pipa il punto di vista Montessoriano, io lo conosco solo in teoria per gli studi fatti e per aver conosciuto famiglie ed insegnanti che hanno seguito tale metodo, mi concentro sull’ approccio reggiano perchè 2 dei miei 3 figli hanno avuto la fortuna (per noi lo è), uno tutt’ oggi, di frequentare il nido e la scuola di infanzia qui a Reggio Emilia che segue tale “APPROCCIO”. Come ha detto Titta “Il Reggio Approach” chiamato “I Cento Linguaggi” è un approccio, non un metodo, la differenza credo sia proprio nella definizione delle parole. Approccio: Primo passo, primo contatto per entrare in rapporto con qualcuno. ‖ Primo contatto con qualcosa. Atteggiamento, metodo con il quale si affronta un problema, un argomento (Diz. Hoepli) Metodo: Modo, criterio sistematico e funzionale di procedere in un’attività teorica o pratica, oculatamente finalizzato al raggiungimento dell’esito prefissato: Sistematicità, ordine e rigore nell’impostazione di una determinata attività (Diz Hoepli).

IO credo sia proprio così, la peculiarità del R.A. non è tanto cosa si fa e come ma con quale atteggiamento, con quale apertura alla relazione, alla scoperta, ai nuovi punti di vista. Questo credo sia un punto centralissimo, bambini, insegnanti e genitori vengono coinvolti, ognuno per il proprio ruolo, a “esercitarsi” a fare esperienza di scoprire continuamento il proprio punto di vista sul mondo, su ciò che li circonda, sulle esperienze che vivono e di confrontarsi con i punti di vista degli altri. Un esempio concreto di un’attività: i bambini sono seduti intorno ad un tavolo circolare e compongono una grafica dello stesso oggetto posto al centro (esempio una carciofo) dopo appenderanno tutti i loro lavori e si confronteranno su cosa ognuno ha osservato e rappresentato….ma è solo un esempio. Altra caratteristica è quella di dare spazio alle molteplici forme di espressione, i cento linguaggi appunto. Loris Malaguzzi, psicologo e pedagogista ispiratore di questo approccio, credeva fortemente che i bambini possiedono “100” linguaggi e più per esprimersi per questo il ventaglio di possibilità, di mezzi che devono poter usare per farlo deve essere molto ampio (nelle sezioni delle scuole di infanzia di Reggio trovi tantissimi tipi di materiali possibili, moltissimi arrivano da percorsi di recupero e di riutilizzo dei materiali stessi, con un approccio quindi ecosostenibile), si va dalla lana, alle stoffe, a pezzi di legno raccolti nel bosco, ma anche a strumenti di alta tecnologia, come videoproiettori, stereo, microscopi….. Cosa implica questo approccio?: secondo me la più grande fatica è quella delle insegnanti, delle pedagogiste e degli atelieristi (figure il cui ruolo è proprio quello di scoprire sempre nuove possibilità da proporre ai bambini per osservare e scoprire il mondo), c’è un grande lavoro dietro ogni progetto portato avanti (perchè al di là di quello che molti dicono nelle sezioni non ci si sveglia una mattina e si fa ognuno quello che si vuole ma c’è una progettazione pedagogica importante). è adattabile? secondo me si! non che sia facile, credo che non sia un problema di materiali, di possibilità economiche, credo che sia soprattutto un problema di apertura mentale. Mi permetto di fare un altro esempio: qualche emse fa di sabato è venuta ospite nella scuola di mio figlio una delegazione di insegnati proveniente da tutta Italia, c’era grande stupore nel vedere che i colori utilizzati dai bambini erano riposti un carrello mobile e non tenuti sotto chiave o che i bambini lavoravano in quel momento costruendo degli insetti (quelli osservati nel loro giardino) con del fil di ferro o di rame (materiali giudicati pericolosi); io ho letto una grande mancanza di fiducia nei nostri bambini e una grande paura di essere giudicati. Per quanto riguarda l’autonomia, i bambini imparano a fare a loro misura e quindi gli elementi di arredo sono alla loro portata, loro si occupano di apparecchiare e sparecchiare e servire a tavola, si mettono nel piatto le cose da soli (grande cura è data all’ educazione alimentare, ogni scuola ha la sua cucina e i bambini svolgono atelier, laboratori di cucina), ripongono nelle loro “buchette” le loro cose, si preparano i lettini per il riposo ecc… Concludo con questa frese presa dal sito del Reggio Approach:”viene offerta quotidianamente ai bambini la possibilità di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino e dei bambini in gruppo.”

Mi scuso se NON sono stata breve, ma spero di avervi aiutato nella comprensione di questo approccio educativo, che purtroppo in Italia si sta consocendo ma con grande fatica si sta diffondendo e solo per volontà delle singole insegnanti e non per una volontà istituzionale e che invece in altri paesi del mondo apprezzano e sviluppano.

A presto 🙂

Frà
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Secondo me non c’è metodo o approccio che regga…. la differenza la fa l’insegnante con la relazione con i bambini e la sensibilità nel capire quanto spingere l’apprendimento… io personalmente amo InMusic! (fb, youtube, sito internet www.english4yurchildren.weebly.com)

 

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dovresti cercare le risposte non certo da un blog di mamme. Cerca in una biblioteca, o googla. Troverai le risposte. IO potrei spiegartele le differenze, ma facciamo prima se guardi su wikipedia o altro. Innanzitutto Reggio Emilia non è un metodo ma un approccio. Infatti non lo si può insegnare se non praticandolo e dopo anni di esperienza.  Le scuole Reggio emilia sono solo a Reggio Emilia.  Molte scuole si possono ispirare a questo approccio ma non possono chiamarsi Reggio Emilia.  

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son curiosa anch’io, dai, che magari qualcuna tra noi lo sa!