I pericoli della perfezione
“… Voglio la perfezione da mio figlio e dovrà riuscire a portare a termine ogni compito nel modo migliore, ha tutte le possibilità per farlo, perché dovrebbe fallire e accontentarsi del minimo?” Questo è quello che una mamma, durante un incontro nel mio studio, ha espresso con enfasi e determinazione.
Molti genitori vivono in uno stato tensionale perenne, motivato dal fatto che le modalità con le quali i figli affrontano i diversi impegni a livello quotidiano, non soddisfano affatto il loro desiderio di perfezione e impeccabilità. Vogliono che siano educati, che rispettino gli altri, che siano sempre in perfetto orario, che siano autonomi nello svolgere i propri doveri, che socializzino con i coetanei e che siano responsabili e coscienziosi. Molto spesso i genitori, stretti nella morsa della perfezione, tendono a rimandare ai figli tutta la loro preoccupazione e agitazione rispetto alla necessità di non essere mai in errore e di osservare con scrupolosità tutto ciò che le regole stabilite dettano. Ecco quindi che, se si è in ritardo la mattina per andare a scuola, volano ceffoni e urla disumane, se non si svolgono al meglio i compiti si finisce per punire duramente i figli, se non si osservano le regole di igiene quotidiana partono lezioni interminabili sull’importanza della pulizia e dell’ordine … se non si raggiunge il massimo , se non si emerge, non si è mai abbastanza soddisfatti.
E i nostri figli sono lì, ci ascoltano anche quando sembrano distratti, osservano attentamente il nostro modo di fare, la nostra gestualità, il nostro sguardo e intanto imparano, apprendono, fanno tesoro (o miseria?) di queste esperienze. Non voglio essere retorica, ma lasciamo il tempo ai nostri figli di vivere la loro età, rispettiamo i loro tempi evolutivi e i loro bisogni emotivi. è attraverso l’esempio dei genitori che i figli interiorizzano “il buon comportamento” e la bravura di una figura educativa risiede nella capacità di rimandare tranquillità e spensieratezza di fronte alle difficoltà, comunque superabili attraverso la vicinanza e non l’intervento assoluto del genitore, e nella capacità dei genitori stessi di fare autocritica, fondamentale per portare avanti al meglio un ruolo per il quale nessuno ha mai avuto la possibilità di essere perfetto!