In vacanza con i nonni?

Grazie a tutte e due per avermi dato lo spunto per dire la mia. Anche io mi trovo nella medesima situazione e provo un enorme piacere nel potermi confrontare con voi “colleghe” in merito a questo importante e fondamentale aspetto nella vita di noi genitori e dei nostri figli. Dal 2/06/2010 mia figlia, di sei anni, è in vacanza con i nonni. Le avevo fatto questa proposta qualche tempo fa e lei accettò con entusiasmo. Accompagnamo la piccola dai nonni e, il momento del saluto, peraltro avvenuto in piena tranquillità, viene preceduto da un’attenta e scrupolosa spiegazione su come sarebbero andate le cose per lei nel momento in cui io e il papà saremmo partiti. Ho avuto un’accortezza rivelatasi fondamentale: non aveva mai dormito da sola con i nonni e quindi ho lasciato nella sua valigia una mia maglietta. Una volta a casa, posso dire di aver trascorso la notte più agitata e triste della mia vita. Mi mancava la mia piccolina, avevo bisogno di lei, la mia casa non era la stessa ed io non ero la stessa, non ero io. Ma mi convinco che starà bene, che si divertirà e soprattutto che vivrà un’esperienza nuova e fondamentale per la costruzione della fiducia in se stessa. Ma arrivano le 23 circa… squilla il telefono, rispondo e sento dall’altra prarte la vocina di mia figlia, che dice che vuole me, che mi vuole vicina. Pensavo di morire, ma ho preso il coraggio a quattro mani e le ho detto: “Ale, amore mio, ascolta…nella valigia c’è una sorpresa per te, una sorpresa che ti aiuterà a non piangere più e a prendere sonno con il sorriso sul visino; apri la valigia e lì troverai la maglietta di mamma, quella che ti piace tanto…stringila a te e indossala se vuoi, e pensa che la mamma è con te e che ti farà compagnia per tutta la notte. Avevo una tempesta nello stomaco, avevo voglia di piangere e di partire per andarla a prendere, ma era troppo distante, eravamo appena tornati e il viaggio richideva circa 4 ore di auto. Ma allo stesso tempo pensavo che ce l’avrebbe fatta, che sarebbe stato giusto fare un tentativo, provare a lasciarle superare quel momento da sola. Così, dopo aver trascorso una notte in bianco, il mattino seguente scopro che mia figlia ha superato il momento critico e solo ora sta chiedendo di tornare…dopo 16 giorni è normale! Domani la vado a prendere e già mi scoppia il cuore di gioia! Comunque sono felice di averle dato l’opportunità di vivere questa esperienza. I nonni la viziano, in fondo è il loro ruolo, un ruolo che non prevede responsabilità genitoriale e quindi viene vissuto con tranquillità e spensieratezza e  ai bambini servono tali esperienze … per crescere , per capire dov’è la differenza, per trovare un loro rifugio emotivo e “caramelloso”. I nonni sono importanti per questo, ma allo stesso tempo siamo noi genitori a non dover perdere il nostro ruolo, un ruolo fondamentale, che è quello di mediatori, di catalizzatori, di punti di equilibrio tra le diverse realtà. Lasciamo che ognuno viva il suo ruolo con tranquillità, basta solo non perdere di vista  i nostri valori e riuscire a porre agli occhi dei nostri figli una realtà funzionale alla strutturazione della loro mappa emotiva e cognitiva. Questa esperienza è servita anche a me, in quanto ho avuto prova del fatto di aver aiutato mia figlia a vivere il momento della separazione da me in maniera tranquilla e le ho permesso di essere serena con i suoi nonni e con le sue nuove esperienze. è servita anche ai nonni. si sono resi conto di tante cose, come ad esempio che quando loro telefonavano a mia figlia e lei non aveva voglia di parlare, non era perchè non voleva parlare con loro…semplicemente non voleva parlare al telefono, il che è molto diverso! Lo ha fatto anche con noi genitori, ma io ho letto questo suo modo di fare come un segnale di tranquillità e benessere interiore e non ci sono rimasta male, arriverà il tempo in cui l’esempio che tutti noi le stiamo dando, riguardo all’importanza della  famiglia, darà i suoi frutti. Mi sono dilungata un pochino, mi scusa per questo, ma credo che questa mia esperienza possa essere utile a qualcuno. Vi abbraccio!