La nostra scuola ha riaperto le porte!

Classe

Due settimane fa è ricominciata la scuola, online per due dei miei figli, il grande aveva già iniziato una settimana prima. La County in cui siamo era appena uscita dalla Watchlist stilata dal Governatore della California, cioè i casi erano andati sotto i 100 per 100mila abitanti come da lui definito (ora il metodo di misurazione del rischio è cambiato ancora). In California le scuole potevano comunque fare domanda per un “waiver” se volevano riaprire nel caso si fosse rimasti nella watchlist. Le nostre due scuole, come molte altre private l’avevano chiesto ed ottenuto visto che avevano lavorato sodo per poter rientrare nei criteri di apertura del CDC (il Center for Disease, Control and Prevention). L’intenzione era di riaprire le porte ai bambini a Settembre e vista la situazione Covid migliorata, comunque non hanno dovuto usarlo. Il piano della scuola, che ospita bambini dell’asilo e delle elementari, è stato di ricominciare in modo soft, prima online e poi di persona nel campus facendo andare prima i bambini più piccoli dell’asilo, poi il Kindergarten/prima/seconda elementare, e infine dopo una settimana la quarta/quinta/sesta elementare, con l’idea di avere il campus pieno e full time intorno a metà settembre. Le prime settimane online servivano per far conoscere meglio i bambini agli insegnanti e viceversa senza mascherine e nel modo in cui i bambini ri ricordavano da giugno, per poi pian piano accoglierli dal vivo anche dopo aver sperimentato con meno bimbi tutte le misure adottate. Per ora ha funzionato molto bene. Il programma online era ben organizzato con lezioni sincrone di mezz’ora e mezz’ora di intervallo in mezzo fino all’ora di pranzo per mio figlio di 6 anni e qualche lezione/lavoro indipendente dopo pranzo. Il mio figlio di quinta elementare invece per la maggior parte ha (è ancora online) lezioni live fino alle 2 del pomeriggio con qualche break in mezzo e il pranzo. Online fanno anche scienza, arte, musica e PE (ginnastica). Il mio bambino di prima elementare aveva appena iniziato questa scuola dieci giorni prima del lockdown mentre per quello di quinta è un ambiente nuovissimo. Già non è facile arrivare in una scuola nuova in quinta elementare figuriamoci con lezioni online, mascherine, distanza….ma devo dire che la scuola è stata fantastica nell’accoglierlo, sia le famiglie che gli insegnanti hanno organizzato prima degli incontri su zoom per fargli conoscere i bambini. Lui è timidissimo e ha sofferto molto ma ora va meglio. Inoltre, essendo una famiglia nuova ci hanno invitato a vedere la sua classe e così abbiamo potuto capire prima come si erano organizzati riguardo al discorso Covid. Mi ha tranquillizzato molto questa cosa, avevo tanti dubbi se mandarli. Mio marito lavora, io avevo appena iniziato un mio nuovo business ma ovviamente negli ultimi 8 mesi senza alcun aiuto esterno ho dovuto dedicarmi quasi completamente ai ragazzi. Non è solo questione di tenere le fila della scuola online (ma più che altro per il piccolo perchè gli altri sono molto indipendenti) ma anche del benessere psicofisico di questi bambini/ragazzi rimasti in isolamento così a lungo. E non è specialmente facile con un adolescente nervoso per lo scombussolamento ormonale ma anche perchè, seppur non lo ammetta, gli mancano gli stimoli che aveva prima, lui molto sportivo e appassionato della scuola. Avere la mamma come coach non è il massimo e così comincia l’apatia. Comunque alla fine abbiamo deciso di mandarli a scuola, mio marito ha dei fattori di rischio ma la sua/nostra posizione è che i bambini hanno talmente bisogno ora di normalità che abbiamo deciso di rischiare. L’alternativa era scegliere l’online come ha fatto circa il 10% delle famiglie della nostra scuola, ma seppur ci fossimo tutti abituati a questa nuova realtà a casa, non credevamo fosse sano protrarla per così tanto tempo. Baby Luca è quindi andato a scuola per la prima volta martedì scorso. Ero molto emozionata ma è andata benissimo. Il giorno prima non voleva andarci, odiava la mascherina, voleva rimanere online, poi quella mattina si è messo la mascherina in macchina ed è sceso da solo con il suo zainetto (non si può più accompagnarli dentro), mi ha detto ciao ed è andato dentro. Che strana sensazione, non ci siamo separati praticamente mai, a parte qualche passeggiata fuori con le amiche o con mio marito, negli ultimi mesi, non avendo nonni o babysitter a cui lasciarli e non avendo potuto fare vacanze. Ma quella sensazione di tristezza è passata subito appena l’ho rivisto il pomeriggio felice di essersi divertito un sacco a scuola. Mercoledì tocca a ciuffetto biondo. Due parole sulle regole che hanno messo in piedi visto che in Italia vedo un dibattito acceso su questo e parecchia confusione. Appena li accompagniamo a scuola attraverso una App facciamo il sign-in dalla macchina e lì rispondiamo ad alcune domande tipo “hai viaggiato negli ultimi 15 giorni, hai avuto contatti con qualcuno con il Covid, etc.”, nel frattempo misurano la temperatura al bambino (con quella specie di pistola). Se non ha febbre può entrare. Il tempo per fare questo: 1 minuto, non di più. Gli ingressi dei miei due figli saranno scaglionati di 15 minuti, ma non è un grosso problema perchè li porterò verso la fine del primo intervallo per lasciarli tutti e due insieme. Lo stesso vale per il ritiro. Gli ingressi per i loro due grade sono diversi ma nella stessa via. Nella scuola, hanno adibito a classi anche un parcheggio e la palestra. È una scuola privata con circa 250 bambini, per questo siamo sicuramente privilegiati, ma non ha spazi giganti nemmeno all’esterno, la scuola pubblica di fronte dove eravamo l’anno scorso per intenderci ha un campo davvero gigante rispetto al nostro e anche il campus e le classi sono parecchio grandi, ospitano bene circa 600 studenti. Ma la scuola pubblica ha deciso di non aprire. Tornando a noi, la nostra piccola scuola ha cercato di adibire un bagno o gruppo di bagni per ogni grade/classe, le classi non si mischiano con le altre e utilizzano corridoi e scale diverse. All’esterno spesso usano gli stessi spazi ma vengono puliti molto come anche le classi all’interno. I banchi sono distanziati e i bambini devono tenere la mascherina tranne che per mangiare o quando fanno ginnastica all’aperto. Anche per la merenda si siedono fuori a distanza su un asciugamano che forniamo noi (i bambini dell’asilo invece non usano la mascherina, sono solo divisi in “pods” cioè gruppetti che stanno sempre insieme e non si mischiano con altri). Di solito in questa scuola non c’era la classica disposizione dei banchi uno a fianco all’altro, era tutto molto più libero, dinamico. Peccato, come anche peccato che possano scambiarsi meno i materiali, la carta, etc. e di conseguenza c’è più invadenza della tecnologia. Fa un po’ tristezza vedere la foto in copertina con loro da soli sui loro banchi lontano dagli altri ma mio figlio è felice lo stesso, alla fine i bambini si adattano e spero dimentichino in fretta! Mi ripeto continuamente che è solo un momento di passaggio, non durerà per sempre, si spera. Riguardo invece alla scuola di mio figlio grande, è una scuola di circa 800 ragazzi dalle medie al liceo. Qui la situazione è più delicata, i ragazzi grandi possono prendere e passare il Covid piú facilmente dei piccoli secondo diversi studi scientifici, quindi la scuola è ancora più attenta. Per ora stanno facendo andare di persona solo un grade alla volta per due giorni di seguito, quindi più o meno mio figlio andrà due giorni ogni 3 settimane. Anche qui molto famiglie hanno deciso di non cogliere questa opportunità ma di continuare online. La paura di contagiarsi è sempre rispettabile. Mascherine e distanza sono obbligatorie ovviamente e in realtà molti professori saranno in collegamento da casa mentre i ragazzi sono nel campus. Un aspetto, quest’ultimo, che non avevamo capito prima ma alla fine a mio figlio interessa avere un assaggio della sua vita sociale di prima anche se per poco tempo quindi non importa se i professori non sono lì (certo spero che almeno alcuni dei suoi ci siano). Gli sport sono tutti annullati invece ed è la parte più dolente. La didattica online funziona benissimo, le lezioni sono tutte live dalle 8:15 all’13:30 circa per cui è stimolato ed impegnato e dal punto di vista accademico non ha perso nulla in questi mesi, ma la parte di movimento e svago è un disastro invece per un quattordicenne. In entrambe le scuole lo staff e gli studenti sono testati spesso. Apo è stato scelto a caso per il tampone proprio il primo giorno di scuola, per esempio (per sua grande gioia 🙂 ).

Quindi, per concludere, nonostante abbia tutti i giorni il pensiero che possano portare a casa questo virus, ma non perchè siano untori i bambini ma perchè comunque vivono in contesti familiari di cui non sappiamo il grado di prudenza, credo sia stata la scelta giusta mandarli e provare. E anche se il fatto di portare le mascherine e dover stare a distanza mi spaventava e inorridiva quasi, alla fine mio figlio mi ha insegnato che loro possono essere felici lo stesso nel momento in cui l’atmosfera è serena e gioiosa e vengono tenuti impegnati come solo un contesto scolastico sa fare. Sono certa che gestire una scuola privata sia più semplice ma dato che qui ci sono delle scuole pubbliche che hanno aperto mi chiedo perchè molte non lo facciano, quando hanno spazi giganti e tante possibilità creative di organizzarsi (e donazioni private che noi Italiani ci sogniamo). Ci sono stati tanti mesi per farlo. Molte famiglie poi terranno comunque a casa i bambini scegliendo l’opzione online e quindi avranno un numero ridotto di presenze nel campus. Immagino che molti insegnanti abbiano paura, e ovviamente vanno tutelati con tutte le precauzioni che ho raccontato sopra. Nessun adulto esterno è ammesso in questi campus ed è la scelta migliore. Mi chiedo come farà la scuola pubblica che usa un esercito di genitori quotiodianamente sfruttando questa cultura dell’aiuto alla comunità dell’americano. Comunque incrociamo le dita ogni giorno, un liceo qui a San Diego è già stato chiuso dopo solo nove giorni, purtroppo nella vita non possiamo controllare tutto ma solo sperare di non prenderci il virus o di non dover tornare in quarantena per qualche focolaio a scuola ma è il prezzo da pagare per vedere i nostri bambini nel contesto di cui hanno bisogno in questo momento.

E voi in Italia? segnalo questa intervista al Preside del Liceo Volta a Milano che mi è piaciuta molto. Cosa ne pensate? Raccontatemi qualche vostra esperienza se vi va!