Ma dov’è finita la buona educazione?

Diverse volte ho avuto modo di osservare comportamenti non propriamente attribuibili a ciò che comunemente si intende per “buona educazione”. Di fatto ritengo questo concetto basato sul rispetto reciproco, accortezza alle esigenze e bisogni dell’altro, riguardo per ciò che ci circonda in generale. Di recente un prete fece affiggere all’entrata della Chiesa un messaggio molto simpatico: “Potete spegnere il cellulare durante la messa, tanto il Signore non vi cercherà”. Uno spunto per riflettere e fare della buona ironia. Telefonini che squillano di continuo durante le riunioni, nemmeno l’accortezza di togliere la suoneria ed inserire una modalità silenziosa…addirittura si intrattengono conversazioni personali al cellulare mentre il resto del gruppo prosegue la riunione. Spesso mi capita di entrare in un luogo pubblico, salutare e non ricevere risposta. Gente che svuota il posacenere dell’ auto mentre si è in fila al semaforo. Imprecazioni e toni di voce alterati mentre si è immersi nel traffico. Non c’è rispetto per l’ambiente, la nostra “casa sociale”, per l’altro. Non si pensa che si può disturbare e nuocere attraverso il proprio modo di fare, il pensiero non sfiora minimamente la mente. Queste considerazioni vogliono essere uno spunto per riflettere, per prendere coscienza del fatto che sarebbe opportuno sottolineare l’inappropriatezza di certi atteggiamenti e stimolare le persone a far presente ciò che oramai sembra far parte della “normalità”. Se si nota un comportamento che lede il rispetto per la persona, per l’ambiente che ci circonda, qualunque esso sia, facciamolo presente nelle modalità opportune, attraverso toni di voce pacati e gentili. Se si continuerà a far finta di niente, a non far presente ciò che invece riesce ad insinuarsi proprio attraverso l’indifferenza, la pianta velenosa della noncuranza e del menefreghismo inquinerà sempre più la società ed il prezzo più alto verrà pagato dai nostri figli. (Dr.ssa Marcella Ciapetti, Pedagogista clinico