Matrimoni fantasma, una realtà in aumento

Matrimoni fantasma, apparentemente sereni ma tristemente confinati alla deriva di sogni smarriti, perduti. Ci si incontra perché si vive nella stessa casa, si dorme nello stesso letto, si mangia allo stesso tavolo. Ognuno vive la propria realtà e non si ha più voglia di stare insieme, di parlare, di raccontarsi. Si guarda il proprio marito, la propria moglie con un’indifferenza agghiacciante, non ci si desidera più, non c’è più fame d’amore ma nausea, fastidio, repulsione. Sono in aumento le persone che si raccontano così, ammettendo in maniera disarmante la loro stanchezza. Ma il timore di abbandonare un progetto di vita concretizzatosi in un matrimonio, in una famiglia, paralizza il desiderio di spezzare per sempre le sbarre di quella che ormai si vive come una prigione che tiene in ostaggio la propria felicità. La paura di essere giudicati, di perdere la fiducia e la stima delle persone, di deludere, di dichiarare un fallimento paralizza il proprio agire. La paura per i figli, il timore nel dover trovare nuovi punti di riferimento sia materiali che emotivi, lo spavento legato alla reazione del partner, alla mancanza di buon senso e all’incapacità di non riuscire ad andare oltre il bisogno di rivalsa, frenano bruscamente gli ingranaggi del cambiamento. E allora si vive nell’immobilità, sperando che domani vada meglio, che accada qualcosa che possa invertire la rotta di una nave che naviga nel mare dell’insoddisfazione. E intanto i giorni trascorrono, a volte si sopporta meglio a volte meno. Non ci sono ricette miracolose, solo il suggerimento di ascoltarsi e condividere. Sintonizzarsi con ciò che il corpo registra e trasmette, riconoscere le emozioni, riuscire ad osservarle attraverso personaggi immaginari sul palcoscenico della propria vita, può aiutare a vivere con più consapevolezza l’evoluzione legata a nuove prese di coscienza. Il cuore è il nostro maestro, di fronte ai suoi tempi e ritmi non c’è paura, solo coraggio. E a proposito di coraggio, vi saluto con una citazione della Dott.ssa M. Rita Parsi, nota psicoterapeuta: “ Ci vuole coraggio a tacere, a rompere con amore e correttezza, nel rispetto dei figli, falsi legami d’amore, per cominciare ad essere finalmente e per sempre genitori”. L’impossibile non è per sempre. (Dr.ssa Marcella Ciapetti, Pedagogista, Pedagogista clinico)