Riflessioni: i videogiochi: amati dai bambini, odiati dalle mamme

Quando una cosa esiste, è affascinante e divertente è difficile tenerla lontana dai nostri piccoli. E forse è anche sbagliato. Parlo dei tanto denigrati e discussi videogiochi.

Sono apparsi quando noi genitori eravamo ragazzini. Ricordo ancora di aver passato molto tempo a sperimentarli appena sono comparsi. A quei tempi avere una consolle per giocare era davvero un privilegio e a me piacevano molto anche se in media attraggono di più i maschi. Giocavo spesso con un mio amico vicino di casa il quale aveva addirittura vinto una competizione internazionale nel nostro gioco preferito. Nonostante però ne abbia forse un po’ abusato in certi periodi, non sono mai diventata dipendente e con l’età l’entusiasmo è scemato.

Anche il primo computer mi aveva molto eccitato. Essendo mio padre ingegnere, è stato fra i primi a comprarlo e io, pur piccolina, mi ero subito messa ad imparare come usarlo. Ma poi la mia vita era piena di sport, di musica, di scuola e di amici e comunque l’informatica non faceva per me alla fine.

Oggi la realtà è permeata molto di più di queste cose tecnologiche. Lo schermo, di qualsiasi tipo (tv, computer, consolle portatile), oggi è molto più pervasivo. Il computer è oggi parte integrante della nostra vita, ha sostituito l’enciclopedia, ci fa comunicare quasi di più che col telefono, ci semplifica la vita ma può anche allontanarci molto dalla realtà e dalla socialità. In certi casi però diventa una passione vera e propria, come la lettura, la musica, etc. Molti miei coetanei hanno infatti convertito questa passione, iniziata fin da piccoli, in un lavoro. Le passioni sono comunque dei valori, se gestite in modo corretto.

Oggi, però, alla tecnologia sono esposti i bambini fin dalla tenerissima età. Ancor più difficile quindi è tenerli sotto controllo perchè non ne facciano un uso smodato. In particolare, sono i videogiochi il problema. Certo negli anni sono evoluti, per cui ci sono ora anche quelli che imitano gli sport, sono in media più educativi di un tempo e si possono scegliere giochi decisamente poco violenti o eccitanti. Ma resta sempre il fatto che i videogiochi attraggono così tanto da rischiare davvero una brutta dipendenza specie per menti ancora piccole e in formazione. E così dobbiamo meditare su come farne un uso intelligente per sfruttare ciò che di positivo possono dare ai nostri figli. Quali regole dare, quindi, per raggiungere questo obiettivo?Per un mese ho deciso di togliere a mio figlio grande tutti i videogiochi dopo un capriccio un giorno durato 2 ore. è evidente che ha sofferto per questo, dato che me li chiedeva ogni giorno, però è riuscito ad organizzarsi il tempo in modo molto più bello e creativo dal mio punto di vista. Abbiamo giocato molto di più insieme e letto di più i libri. Io vorrei quasi non ridarglieli più. Mio marito però non è molto d’accordo, per lui i videogiochi fanno parte del mondo moderno e quindi non vanno evitati in modo assoluto. Il bambino deve semplicemente smettere quando glielo diciamo noi. Abolendoli del tutto si rischia di metterlo in difficoltà con gli altri bambini e di togliergli uno stimolo comunque interessante. In parte sono d’accordo, ma dare dei limiti senza regole precise è molto difficile con i bambini e mette ancora più a dura prova noi mamme che li gestiamo in genere tutto il pomeriggio o cmq molto più dei papà.

È un po’ di tempo, quindi che cerco di chiarirmi le idee. Appurato che non posso continuare a non darglieli perchè sarebbe difficilmente sostenibile oggi, devo trovare una via che sia giusta e facile. Questo mese è stato “comodo” per me perchè avendoli tolti del tutto non ho dovuto mai discutere. Ma il castigo non può durare in eterno e qualche spiegazione al bambino va data. è dura anche gestire le situazioni in cui ci sono amici che giocano e lui non può giocare. Sarebbe troppo frustrante per lui, dato che non si può imporre la propria linea educativa agli altri. E poi ormai sono già entrati nella sua vita, quindi indietro non si torna più. Allora ho meditato sulle cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono per poter definire una linea da seguire. Ecco gli effetti che odio dei videogiochi:

  • il bambino è talmente preso che non ti risponde
  • il bambino vuole tornare a casa per giocare
  • anche se ci sono degli amici lui vuol giocare perfino da solo
  • al ristorante o all’aperto, il bambino è incollato alla sua consolle.
  • bambini in gruppo ognuno a giocare  da solo con la propria consolle

Ecco quello che mi piace:

  • è un altro modo per giocare insieme a lui
  • ci sono giochi carini e anche utili (per esempio ha imparato perfettamente il movimento del tennis giocando con la Wii)
  • ci sono giochi che riescono a coinvolgere più di un bambino, così quando sono insieme non c’è nessuno escluso
  • impara qualcosa di nuovo che lo rende più pronto e sveglio.

In conclusione, pensavo quindi di fare così:

  • Non si gioca quando si è fuori all’aria aperta
  • Non si gioca quando vengono amici a casa, a meno che anche loro non vogliano giocare insieme ad un gioco di gruppo
  • Non si gioca la mattina prima della scuola o appena svegli
  • Non si gioca la sera dopo cena
  • I giochi li scelgono il papà e la mamma
  • Si può giocare massimo 1 ora al giorno (se proprio non c’è altro da fare, o piove, o è inverno, o è malato)
  • Quando la mamma e papà dicono basta non si discute

Che ne pensate?