Se mi vuoi bene dimmi di no – regole e potere positivo per aiutare i figli a crescere, di Giuliana Ukmar

Mi era stato consigliato da un’amica ma pensavo fosse uno di quei tanti libri che spopolano sulle regole stile sos tata che seppure giusti mi stancano e invece l’ho preso per caso in biblioteca e devo dire che mi sono ricreduta.

Questo libro ti apre gli occhi su quanto sia importante educare i figli ad un NO per il loro bene, su quanto i nostri bambini spesso vogliano sentirsi un no per essere certi di non avere la responsabilità della loro educazione sulle loro stesse piccine spalle, su quanto un no faccia loro sentire dei limiti che sono metaforicamente i muri che si incontrano e si cercano quando ci si trova in mezzo ad una stanza al buio e si cerca disperatamente un’interruttore per accendere la luce e uscire dall’oscurità.

Dire sempre di si e accontentare per qualsiasi ragione genera il rischio che il bambino sviluppi la “sindrome dell’onnipotenza” che verrà mascherata con un :”..sapesse mio figlio ha un carattere difficile e non ci si può ragionare e perciò è meglio accontentarlo per evitare sfuriate in famiglia..” che con la peggiore delle ipotesi può sfociare in disturbi del comportamento quali anoressie e inconcludenza nella vita che renderà infelice la persona stessa che si sperava di rendere felice non dicendogli mai di no.

Ho capito mamme che se vogliamo bene ai nostri bambini dobbiamo saper dire di no quando è il momento e se non ascoltano dobbiamo anche essere in grado di bloccarli fisicamente -con dolcezza però!- prima che sia troppo tardi nella vita.

Presentazione del volume

“Luca? un caratterino! Già a diciotto mesi sa quello che vuole e finché non lo ottiene, non dà pace.

Luca? No, non va molto bene a scuola. Non ne vuol sapere di studiare, ma la maestra non si preoccupa: è un po’ immaturo, speriamo che col tempo… Dottoressa, ho un figlio di sedici anni, si chiama Luca. Sono molto preoccupata: ha lasciato la scuola e non fa nulla tutto il giorno. È sempre in giro con pessimi elementi, ma se solo oso dire qualcosa… è giunto a mettermi le mani addosso.

Luca (come Giovanna, Andrea, Arianna ecc.) è un ragazzo cresciuto senza regole e senza limiti, un ragazzo onnipotente, onnipotente ed infelice. Dai genitori ha ricevuto la vita, ma non le istruzioni per l’uso. Ha ricevuto una bella casa, pasti caldi, vestiti eleganti, buone scuole, ma tutto sommato non sa goderne, non ha entusiasmi, non ha amici veri. La sua vita è una lotta continua contro due genitori per i quali, a torto o a ragione, si sente trasparente ed inessenziale. La vita dei suoi genitori è la frustrante convivenza con un figlio che giudicano “un’ingrata sanguisuga”, un vero castigo divino.

Questo libro si pone come una sorta di vocabolario tra generazioni che parlano lingue diverse. Un aiuto per genitori che mille motivi hanno portato a perdere per strada il loro ruolo, per quelli che ancora non l’hanno assunto, ma anche per nonni che vogliono dare una mano, per insegnanti furbi, per baby-sitter che hanno paura di soccombere.

I ragazzi vogliono sapere come “funziona” il mondo e la famiglia deve essere la prima palestra, quella dove si allenano per non prendere, dopo, delle “facciate” troppo dolorose.

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Giuliana Ukmar medico neuropsichiatra, terapeuta della famiglia e della coppia, prematuramente scomparsa. è autrice anche di: Firmato: una mamma in pena. Domande, risposte e confidenze per genitori in difficoltà (Angeli, 2001). ”

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