Un’altra vita nascerà…
Care amiche,
sono stanchissima…ma la voglia che ho di condividere con voi una gioia immensa mi impedisce di adagiarmi nel mio letto e godere del meritato riposo. Il 3 marzo scorso una mia carissima amica mi telefona per comunicarmi che aspetta il secondo figlio. La sua voce era dipinta di tristezza e le pause che ascoltavo erano interrotte da una voce tremolante, tipica di chi sta per crollare in una valle di lacrime. Lei, una donna graziosa, dolce e… un’ottima mamma: ha già una splendida bambina di nemmeno un anno, dagli occhi profondi e sorridenti, un compagno attento e presente, per giunta un padre meraviglioso. Ma questa proprio non ci voleva. Non ce la fa ad affrontare un’altra gravidanza, è spaventata, non se l’aspettava, ha altri progetti, non vuole rinunciare alla sua realizzazione professionale, è stanca e il solo pensiero di ricominciare tutto daccapo la fa rabbrividire… ed io, io, cosa potevo dirle? La ascoltavo impassibile, ero sorpresa ma nel contempo dovevo riflettere, ascoltarla e cercare di non dir nulla rispetto alla decisione da prendere, in fondo chi ero io per dirle cosa fare e cosa non fare…Ma decido di parlare, di trasmetterle un messaggio chiaro, non banale, in fondo lei mi aveva chiamata perchè sapeva che non le avrei detto nulla rispetto a cosa fosse giusto fare e cosa no. Dall’altra parte del telefono c’era la mia amica, una ragazza dolcissima e una mamma con tanto da dare, ma era anche spaventata, inerme, sorpresa, disorientata e in preda al panico. Ho cercato di farla riflettere sul fatto che sarebbe stato di immensa importanza che lei, insieme al suo compagno, riflettesse su tutti gli aspetti che caratterizzavano la situazione, e non solo su quelli negativi, evidenziati e portati all’eccesso grazie alla paura per qualcosa che richiede una dose di coscienza e responsabilità di indefinita importanza. Lo spettro di un aborto, un’esperienza difficile da elaborare e con cui convivere, una scelta che cambia una vita sopprimendone un’altra. L’importanza di donare alla prima figlia una sorellina o un fratellino con cui poter condividere momenti di felicità e di tristezza, ma insieme verso un’unione nuova e fertile. La forza di questa donna, una mamma esemplare che avrebbe potuto contare sul suo essere meravigliosa come mamma, e riflettere sulla sua forza e su quanto le sue capacità avrebbero potuto supportarla durante questa nuova avventura. No, i suoi progetti non avrebbe dovuto abbandonarli, ma solamente rimandarli e poi c’è il suo compagno, vicino a lei da sempre e disposto ad accoglierla insieme alle sue paure e difficoltà. E poi…aveva un compito difficilissimo, riflettere, ascoltarsi e prendere coscienza di ogni singola emozione, per non rimpiangere nulla, per non ripensare a nulla, per conservare la sua serenità e ricchezza interiore. Questo è stato il mio suggerimento, anche se non vi nego che avrei voluto essere chiara, dirle che non doveva abortire, che quell’esserino era appeso alle sue incertezze e alle sue paure, ma non avrei potuto, non sarebbe stato giusto e rispettoso del suo stato emotivo. Ma voglio dirvi che il giorno dopo mi ha comunicato che ha deciso di tenere il bambino, un’altra vita nascerà, anzi, è già nata, e desidero festeggiare questo nuovo 8 marzo facendo un omaggio a lei, la mia amica, al suo coraggio e al suo enorme senso di responsabilità, con la speranza che ogni donna possa condividere con lei la preziosità di simili atti di maturità e di rispetto per qualcuno che non si è ancora mai visto negli occhi! A tutte le donne…